Prendete una delle più grandi opere mai state realizzate da mano umana nella storia dell’arte, l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci.
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Ora prendete 13 giovani designer e una piccola cittadina brianzola famosa per i suoi mobili artigiani, Lissone.
Se pensate che non possano avere nulla in comune vi sbagliate.
Almeno non è così nella mostra attualmente in corso, e fino al primo dicembre, al MAC (Museo d’Arte Contemporanea) di Lissone: Le tredici sedie mai dipinte nell’Ultima cena di Leonardo.
Una mostra insolita, un tema che sarebbe potuto apparire persino dissacrante e che, invece, ha dato vita a una bella esperienza d’arte e di conoscenza.
Hanno risposto all’iniziativa molti giovani designer, alcuni anche under 30, che hanno avuto modo di lavorare a stretto contatto con gli artigiani locali, per realizzare le loro sedie-installazioni, provando a intuire ciò che è celato, e a raccontare ciò che è rimasto inespresso nel celeberrimo dipinto leonardiano.
È un po’ come se, una volta varcata la porta del MAC, ci si arrischiasse a scoprire ciò che nell’affresco è rimasto celato.
Le interpretazioni hanno espresso in alcuni casi una rilettura di quanto contenuto nelle Scritture (Alberto Biagetti, Ghigos Ideas, Alessandro Marelli, Elena Salmistraro, Sovrappensiero, Filippo Zambelli), in altri la tradizione iconografica (PG Bonsignore, CTRLZAK, Brian Sironi), in altri ancora, l’incrocio fra considerazioni legate alla tradizione religiosa e l’essenza stessa del design (Lorenzo Damiani, Alessandro Guerriero, Gumdesign, JVLT).
La grande varietà dei risultati conferma l’interesse progettuale per la sedia, che resta uno fra gli oggetti d’uso, più antichi, ma anche più disegnati e reinventati.
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