I segreti del San Daniele, gioiello assoluto della gastronomia friulana

Fiore all’occhiello della cultura gastronomica friulana, il prosciutto San Daniele DOP si rivela di anno in anno uno dei salumi più apprezzati in Italia, con una popolarità in continua crescita, anche all’estero.

L’Italia è da sempre considerata l’emblema mondiale della gastronomia, e ciò è dovuto a diversi importanti fattori. La sua biodiversità unica al mondo le consente di racchiudere nel suo territorio un’immensa varietà di specie animali e vegetali, e anche il clima rappresenta un degno alleato per questo tipo di conservazione.

Questo scenario meravigliosamente peculiare ha consentito al Bel Paese di produrre prodotti di una qualità tale da divenire famosi in tutto il mondo, e fra questi non può che rientrare anche il famoso prosciutto San Daniele.

Fiore all’occhiello della cultura gastronomica friulana e orgoglio dell’Italia intera, il San Daniele DOP continua a rivelarsi di anno in anno uno dei salumi più apprezzati della nazione, con una popolarità ancora oggi crescente. Ma cosa rende questo prodotto così pregiato ed apprezzato? Quali sono i suoi segreti?

La Storia del Prosciutto San Daniele

I primi “esemplari” di prosciutti San Daniele sono comparsi nella lontanissima epoca dei Celti, tribù guerriere che viaggiavano in Europa ancor prima della nascita di Cristo. Alcune fonti storiche riportano che nel XVI secolo il signore di Aquileia inviò a dei prelati diversi prosciutti San Daniele, mentre in altre ancora la presenza di questo prodotto è stata registrata anche nelle corti di Francia e in Austria, sempre intorno alla fine del ‘700.

Nell’‘800 invece pare che San Daniele fosse già un rinomato fornitore dei grandi palazzi del potere e non solo. Una tradizione straordinariamente lunga, che ha portato questo prodotto ad essere, ancora ai nostri giorni, uno dei più pregiati.

Microclima e sale

Uno dei segreti più straordinari di questo prodotto risiede indubbiamente nel microclima unico della zona di produzione, un fattore che risulta determinante nella qualità e nel sapore del prodotto.

Il borgo di San Daniele è infatti percorso sia dalle correnti delle Alpi che dalle brezze marine dell’Adriatico, e questo mix di venti, mitigato alla perfezione dai fiumi della zona, è riuscito a creare le condizioni ideali per dar vita a un prodotto eccezionale.

Altro fattore determinante nella qualità del prodotto è il sale. Il San Daniele è famoso per l’utilizzo di sale marino, fondamentale per il rilascio dell’umidità. Questo processo consente al prosciutto di conservare perfettamente il profumo e il sapore che lo contraddistinguono. L’insieme di questi due fattori è assolutamente determinante per la realizzazione del prodotto, ma i segreti non sono finiti qui.

I maiali

La produzione del prosciutto San Daniele è un sistema complesso, studiato e che nasconde un gran numero di segreti che vale la pena raccontare.

La componente più importante è senza dubbio, per qualsiasi prodotto, la materia prima, e in questo caso il bestiame utilizzato. Per produrre il San Daniele infatti sono prese in considerazione solamente alcune razze (generalmente Large White, Landrace e Duroc italiana), ed esclusivamente gli esemplari che raggiungono almeno i 160 kg di peso. Questa selezione è fondamentale per realizzare delle cosce dal peso che varia dai 12,5 kg ai 17 kg, ritenuto un range ideale affinché il prodotto possa presentarsi al top.