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I profumi arabi e orientali, meditazione e sensualità

Nobili e sontuosi come sogni orientali, notti dense di magia e sensualità, evocano un senso di mistero, eleganza e seduzione.

Ho scoperto molte cose interessanti con la mia ricerca sui profumi orientali.

La prima è che “profumi orientali” è una definizione limitante: ci sono i profumi arabi e quelli del lontano Oriente, i profumi nipponici e quelli della Cina imperiale.

 

Tradizione e leggenda

I profumi di cui vi voglio parlare sono quelli del Medio Oriente, profumi di mille e una notte fa, che risalgono a un’epoca in cui le rotte commerciali attraversavano la Persia e costeggiavano la penisola araba per trasportare merci rare ed essenze, rose da tè, mirra, legno di cedro, incenso.

Con la loro tradizione millenaria, i profumi orientali sono fragranze complesse, intrecci di note olfattive che evocano favole di principesse, altere come Amira o generose come la sposa del Principe Serpente, che si fermò ad aiutare un leone e cento formiche prima di correre a liberare il suo amato.

Profumi arabi famosi sono, per esempio, Lattafa, Xerjof, Kajal, Al Haramain, Orientica.

Sono profumi introspettivi, meditativi, che fissano sulla pelle incanto e seduzione.

Sono fragranze che profumano di femminilità e mascolinità: decise, aromatiche, speziate, legnose.

Aromi piccanti che esaltano il proprio io, l’autostima e l’ambizione.

Sacrali come un rituale, avvolgenti come un balsamo, inducono alla pace interiore ed evocano la gloria.

Ingredienti dei profumi orientali

Tutte queste suggestioni, tecnicamente, sono ricreate grazie a ingredienti rari e preziosi:

ambra, una materia prima resinosa ricavata da alberi antichi;

patchouli, l’estratto di foglie fermentate che accentuano il profumo;

e poi mirra, vaniglia e oli essenziali, tra le componenti più comuni;

spezie come cannella, zenzero e pepe nero, chiodi di garofano, zafferano, coriandolo, cumino;

legni come il cedro e il sandalo;

e tra quelle più rare:

oud, ovvero il legno di agar,

legno di kashmir e infine i fiori:

magnolia, gelsomino, rosa marocchina,

styrax o storace, un arbusto con fiori bianchi profumati;

labdano, una pianta sempreverde che cresce lungo le coste del Mediterraneo;

osmanto, un fiore estremamente delicato e per questo così raro da essere spesso sostituito con varianti sintetiche.

 

Mi ha appassionato l’epopea del sofisticato osmanto. Non tollera il freddo, soprattutto per periodi prolungati; necessita di essere areato, ma non troppo: teme i venti freddi. Deve essere annaffiato regolarmente, ma con quantitativi dosati. Sopravvive solo nelle temperature ottimali: né caldo, né freddo; né secco, né bagnato. Per questo è una pianta tipica dei giardini delle ville storiche lombarde, quando il clima era mite, l’aria resa gradita da una brezza leggera e una schiera di giardinieri esperti difendevano l’osmanto a costo del loro posto di lavoro.

 

La suggestione del deserto

Quando indossiamo un profumo orientale, quello più adatto al nostro gusto e alla nostra ambizione, la seduzione si imprime sulla nostra pelle aiutandoci a diventare la donna che vorremmo essere:  misteriosa, bellissima (ovviamente), sicura.

I profumi orientali evocano immagini sensuali come il calore di sabbia e vento, notti di magia, giorni di passione che arde in paziente attesa, capaci di restringere le lontananze perché il loro odore ricompone il ricordo della persona desiderata.

 

E quella persona, la donna desiderata, che fa struggere l’amato dalla voglia di ritrovarla, vogliamo essere noi.

 

Immaginate una donna elegante e misteriosa, avvolta nell’oro, adornata di gioielli ed elegante nella sua andatura morbida. Parla sottovoce e lentamente, ha occhi grandi e pieni di magia. Indossa un profumo orientale, perché lei è tutto quello che un profumo orientale può rappresentare.

Una donna sensuale come un’odalisca, tempestosa come il vento del deserto, lussuosa come una sultana.

 

Flaconi, boccette e packaging di nuova generazione

Fragranze sofisticate di profondità avvolgente, i profumi orientali sono indicati per serate speciali, e la loro ricchezza di note e sensazioni è anticipata già dal packaging, non certo minimal.

I profumi arabi e le fragranze orientali si contraddistinguono per la loro opulenza, il lusso, la ricchezza. Colmi di sorprese e attese come lampade di Aladino, sono contenuti in piccoli capolavori lavorati a mosaico o incisioni, con tappi sontuosi come corone reali e scritte a caratteri arabi,  incastonati di pietre o smaltati, attraversati da bagliori dorati e striature di rubini, colori caldi, bruni, aranciati e persino violacei che incarnano il lusso e l’esclusività.

Di fronte a tali gioielli, è chiaro pensare che i profumi arabi siano particolarmente costosi, ma in realtà sono reperibili sul mercato in ogni gamma di prezzo.

L’evoluzione del profumo arabo ha portato, negli ultimi anni, a una nuova concezione dove l’antico e il nuovo si incontrano dando vita a un’identità inedita, che va in direzione dell’essenziale e dell’unisex.

Ne sono esempi i marchi Armaf (con Sapphire), Afnau (Supremacy Incense; Inara White) e Swiss Arabian(Casablanca).

 

Foto di apertura di Ruslan Ataev