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L’Eau d’Issey, il profumo perfetto per l’estate

Sono tanti i profumi, gli odori, le essenze che aleggiano nell’aria d’estate e vanno a fissarsi nella mente come un emblema della bella stagione.

Sono tanti i profumi, gli odori, le essenze che aleggiano nell’aria d’estate e vanno a fissarsi nella mente come un emblema della bella stagione.

Il profumo del grano.

La pelle sudata e scottata dal sole.

Le alghe battute dalle onde rumorose sugli scogli: il profumo dei viaggi estivi.

L’eau de parfum, d’estate, diventa un’esigenza di freschezza, che valorizza e idrata la pelle.

Una miscela a base di alcool o sostanze oleose, utilizzata per dare al corpo umano un odore gradevole, la cui storia inizia circa 5000 anni fa, con gli Egizi, come attestato dai rinvenimenti nel sito archeologico di Luxor, ed è legata a civiltà luminose: dopo di loro, il profumo venne apprezzato dai Greci, dai Romani e dagli Arabi. Non è un caso se nei secoli bui del Medioevo l’uso dei profumi in Europa decadde: la Chiesa Cattolica guardava con sospetto il consumo di una “pozione” in grado di risvegliare i sensi (inoltre la produzione era ormai in mano agli Arabi).

Il Giappone, come tutto l’estremo Oriente, ha una lunga tradizione di profumeria legata al contatto con la natura, alla cura degli alberi e di fiori da sempre considerati sacri. I profumi giapponesi, ancora oggi, sono composti quasi unicamente da ingredienti naturali con fragranze che non lasciano trasparire in modo esplicito la propria carica erotica, ma preferiscono velarla per coinvolgere tutti i sensi in un connubio tra l’uomo e il mondo della natura con le sue piante meravigliose, dal ciliegio al cipresso, dall’aloe al tè verde, senza dimenticare prodotti tipici e spezie come il riso e la cannella.

In Giappone, Issey Miyake, visionario designer nipponico che ruppe i confini tra l’Est e l’Ovest, perseguì la “confortevole relazione tra corpo e tessuto”. La prima collezione di Issey Miyake fu lanciata a New York nel 1971; due anni dopo seguì la prima Fashion Week di Parigi nell’Autunno-Inverno 1973.

Da allora, il brand Issey Miyake crebbe in popolarità, si estese in tutti i continenti (con store fisici e virtuali in almeno 65 paesi del mondo) e ampliò la sua gamma creativa includendo i profumi, che oggi sono tra i più venduti a livello globale.

Fin da subito i profumi della casa di moda Issey Miyake condivisero l’approccio “confortable”, confortevole ed essenziale, dei capi di abbigliamento.

Nel 1992, nacque una fragranza ormai storica e celebrata, L’Eau d’Issey, ovvero “l’acqua d’Issey”.

L’Eau d’Issey è un profumo che mette a proprio agio chi lo indossa, che unisce sobrietà, tradizione e avanguardia, proprio come il Giappone.

Miyake nacque nel 1938 a Hiroshima, dove all’età di sette anni fu testimone, sopravvissuto e ancora oggi vivente, del lancio della bomba atomica sulla sua città.

Con i suoi profumi, il designer si rivolge soprattutto alle donne e rende omaggio alla cultura e alla natura della sua terra.

Non è un caso quindi se L’Eau d’Issey, concepita come una fragranza fresca e pura come l’acqua di primavera, racchiusa in un flacone dal design essenziale ed elegante, contiene come primo accordo il fiore di loto, il fiore giapponese per eccellenza, con la sua grazia e raffinatezza. A questa essenza, di testa, seguono note bianche floreali che riempiono il cuore del profumo, concludendosi con un fondo di legni preziosi.

Con un bouquet così ricercato, Issey Miyake è riuscito nel suo intento: creare un profumo che dona freschezza, come l’acqua con la sua straordinaria purezza o una passeggiata in una foresta primaverile.

E incanta, inebria e coinvolge come un viaggio in Giappone.

 

 

Foto di apertura di Quang Nguyen Vinh – Pexels