“Don Chisciotte” a teatro, con Alessio Boni e Serra Yilmaz

Uno spettacolo in grado di condurre gli spettatori verso quell’animismo fanciullesco che sollecita la fantasia e il coraggio di perseguire i propri sogni, nel nome dell’ironia che in questo mondo contemporaneo si ha sempre più difficoltà a decifrare. 

Liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra, con la regia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer e con l’adattamento al testo di Francesco Niccolini, le recite del Don Chisciotte, inizialmente in cartellone al teatro Manzoni di Milano dal 25 al 30 gennaio, sono state rinviate perché l’attore Alessio Boni è stato trovato positivo al Covid.

Tratto dal romanzo di Cervantes, lo spettacolo che già raccolse ottimi consensi nella tournée precedente (sospesa a causa della pandemia), vede in scena insieme all’affascinante protagonista, l’attrice turca Serra Yilmaz (già celebre in Italia, musa del regista Ferzan Ozpetek), nei panni del fedele Sancho Panza.

Uno spettacolo imponente, firmato da Roberto Aldorasi, Marcelo Prayer, Francesco Niccolini e Alessio Boni, alle prese con la monumentale opera di Cervantes, terzo libro più venduto al mondo, dopo la Bibbia e il Corano. 

“Una fiaba per grandi”, come la definisce lo stesso Boni. “Nel Don Chisciotte c’è tutto, ma soprattutto la fantasia fanciullesca che avevamo da bambini e che diventando grandi si è andata via via rinsecchendosi, atrofizzandosi”.

E aggiunge: “Questo spettacolo dovrebbe funzionare come una terapia di gruppo, proprio per far rivivere quella istintiva capacità di sognare e d’immaginare che avevamo da piccoli”.

Alla fine, grazie alla grande complicità tra Don Chisciotte e Sancho Panza, uno si “sanchopanzizza”, l’altro si “donchisciottizza”, proprio per recuperare quell’animismo fanciullesco per il quale viene richiesta e sollecitata la fantasia e il coraggio di perseguire i propri sogni, nel nome dell’ironia che in questo mondo contemporaneo si ha sempre più difficoltà a decifrare. 

ll coraggio di essere fedeli ai propri ideali contro chi ci impone valori che non condividiamo, come potere e denaro, è proprio il fil rouge dello spettacolo.

“Don Chisciotte è l’incarnazione dell’utopia di chi combatte per un’idea – aggiunge Roberto Aldorasi – in un mondo in cui ci sono solo imbroglioni, lestofanti e “furbetti”. La follia di Don Chisciotte è perfettamente spiegabile. Vede giganti nei mulini a vento perché vuole vederli, è la sua visione della realtà. Ed è questo che dovremmo imparare a fare anche noi, scardinare la percezione della realtà che ci viene imposta, per sostituirla con la nostra visione, fantasiosa e infantilistica, ma autentica e vera, anche a costo di sembrare folli”.

Sul palco, con Alessio Boni e Serra Yilmaz, troviamo Marcello Prayer, Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari, Elena Nico e Biagio Iacovelli.

 

Prossime date: Dal 4 al 6 febbraio Lucca, Teatro Del Giglio; 8 Rende, Auditorium Unical; 9 Catanzaro, Politeama Foglietti; 10 Reggio Calabria, T. Cilea; dal 12 al 20 Catania T. ABC; 22 Carlentini (SR) T. Comunale; 23 Caltanissetta T. Rosso di San Secondo; dal 25 al 27 Messina, T. Vittorio Emanuele; dall’1 al 6 marzo Imola, T. EBE Stignani; dal 9 al 13 Perugia T. Morlacchi; dal 15 al 27 Roma, Ambra Jovinelli.

 

Articolo di Sonja Annibaldi

Foto di Lucia De Luise