Dieci cose da fare a Bergamo (e provincia)

Bergamo è la bella città a metà strada tra Milano e Brescia, abitata già in epoca romana col nome latino di Bergomum.

Nel tragico 2020, durante quei mesi tremendi in cui le sirene delle ambulanze continuavano a suonare e i telegiornali aggiornavano il computo dei morti, è diventata tristemente famosa come “città martire del Covid”. Ma Bergamo non è morta, e con l’energia e l’intraprendenza lombarda che le riconosciamo e amiamo, con la voglia di risorgere di chi ha subito un’ingiustizia, si offre oggi ai suoi visitatori più affascinante che mai.

A Bergamo ci sono già stata tante volte; la prima, mano nella mano con un ragazzo timido nella grande piazza della Libertà, provavo a pronunciare de sura e de sota, come dicono qui, riferendosi alla città di sopra e di sotto.
Sono stata nei ristorantini eleganti e romantici e nelle grandi librerie del corso. Non vedo l’ora di tornarci, di abbracciare quelle mura che hanno resistito a tanto dolore e quegli alberi che hanno dato consolazione a chi si affacciava dalle finestre.

Invito anche voi a visitare Bergamo e a fare almeno qualcuna delle cose imperdibili in città e nella provincia bergamasca.

 

1 – Visitare la Città Alta

Funicolare, foto Fabio Toschi

Bergamo è suddivisa in due parti distinte, la «Città Bassa» e la «Città Alta». La seconda, posta in altitudine più elevata, ospita la maggior parte dei monumenti significativi.

Da 120 anni le funicolari attraversano le mura di Bergamo, collegando il centro contemporaneo al cuore medievale della città. Durante il tragitto in funicolare la vista è superba, lo sguardo si allarga fino alle Alpi mentre le mura si fanno man mano più vicine fino a passarci attraverso.

Raggiunta la Città Alta, troverete il borgo con Piazza Vecchia, trasformata in un giardino di design durante i festival di letteratura, filosofia e cinema. Nella Piazza Vecchia ci sono il Palazzo della Ragione con la sua meridiana e il Museo degli Affreschi.

Sulla stessa piazza affacciano anche il Palazzo del Podestà e il Campanone, torre simbolo di Bergamo, che rinnova il suo secolare appuntamento alle 10 di ogni sera: i cento rintocchi del Campanone un tempo servivano per avvisare gli abitanti della chiusura delle porte della città.

Questo è stato dunque il cuore del potere temporale di Bergamo, separato da quello religioso da un centinaio di metri fino in Piazza del Duomo, dove si trovano la Basilica di Santa Maria e la Cappella Colleoni.

 

2 – Le Mura Venete

Porta San Lorenzo, foto Fabio Toschi

Le due parti di Bergamo sono separate dalle Mura Venete, annoverate dal 2017 fra i patrimoni dell’umanità tutelati dall’UNESCO.

Lunghe quasi 6 chilometri, costruite dai veneziani nel 1561 sulla struttura di antiche mura romane, erano un sistema di difesa straordinario dagli attacchi esterni. Per costruirle i veneti buttarono giù 250 case e due chiese, tanto da meritarsi 8 scomuniche da parte della chiesa, che però non fermarono i lavori.

Oggi le mura sono un punto panoramico meraviglioso, da cui si ammirano albe e tramonti durante lunghe passeggiate romantiche (o sportive camminate in solitaria!).

Lungo le mura si aprono le quattro porte di ingresso alla Città Alta e si susseguono baluardi, piattaforme e un centinaio di aperture per bocche da fuoco. I cannoni venivano conservati in due cannoniere, in prossimità dei rispettivi baluardi.

 

3 –  L’Accademia Carrara

Accademia Carrara, foto Sergio Agazzi

Nel museo dell’Accademia Carrara di Bergamo si trovano opere di Botticelli, Bellini, Raffaello, Tiziano, Lotto e il ritrattista bergamasco Moroni. Tutti i grandi maestri del Rinascimento sono qui, in una raccolta tra le più preziose d’Europa.

 

4 –  Casa Natale di Donizetti

Nella sua casa rieccheggia la musica del cittadino bergamasco più illustre, il compositore Gaetano Donizetti, che vi nacque nel 1797. Questo luogo di valore storico e culturale è stato acquistato dal comune di Bergamo e dichiarato monumento nazionale nel 1926. La parte più antica, che comprende gli ambienti abitati dai Donizetti, è databile al XIV – XV secolo e ha mantenuto l’aspetto originario.

Il visitatore accede dall’ingresso di via Borgo Canale e scende nel seminterrato, negli ambienti che furono abitati dai Donizetti e i locali di servizio, restaurati scrupolosamente. Ai piani superiori un piccolo ambiente custodisce pochi preziosi cimeli, mentre un’ampia sala è dedicata al teatro inteso. Nella Casa Natale si trova inoltre un piccolo auditorium preceduto da una galleria di ritratti di Donizetti.

 

5  –  Leolandia e Minitalia

Dal 15 giugno ha riaperto Leolandia, un grande parco divertimenti per bambini, dove le famiglie possono passare una giornata insieme all’aria aperta.

Immerso in un ampio parco verde, offre oltre 40 attrazioni e giostre adatte a tutte le età. I bambini incontrano dal vivo i loro piccoli eroi: i Superpigiamini, Masha e Orso, LadyBug e Chat Noir; possono salire a bordo del Trenino Thomas e assistere a emozionanti spettacoli con fate, maghi e folletti, storie d’avventura e musica.

Nella fattoria didattica nel parco i bambini possono incontrare da vicino tanti animali. All’interno di Leolandia, inoltre, si trova la storica Minitalia, nata nel 1971 con il sogno di riunire tutta la belleza dei monumenti italiani più importanti in un unico parco divertimenti, ristrutturata negli anni duemila e priva di barriere architettoniche.

 

6 –  Santuario della Madonna Addolorata della Cornabusa

A Sant’Omobono Terme, in provincia di Bergamo, sorge il Santuario della Madonna Addolorata della Cornabusa, incastonato sul versante di un monte all’interno di una caverna, da cui sgorga una sorgente. La sua origine risale alle lotte tra Guelfi e Chibellini che si svolsero per novant’anni dalla metà del quattordicesimo secolo.

Per sfuggiere alle violenze, alcuni abitanti della zona si nascosero in una corna busa, che in dialetto significa “cavità naturale”, portando con sé una statuetta lignea della Madonna che li avrebbe protetti dal pericolo. Quando quasi qdue secoli dopo la statua fu ritrovata nel luogo abbandonato, venne edificato il santuario dedicato al culto della Madonna di tale grotta. Il Santuario rientra tra Luoghi del Cuore segnalati al FAI attraverso un censimento biennale che sceglie i luoghi da non dimenticare, nel contesto di un importante progetto di sensibilizzazione sul valore del patrimonio ambientale, culturale e artistico italiano.

 

7 – Tutto il verde intorno

Una gita nella provincia di Bergamo vi farà apprezzare la natura incontaminata delle valli bergamasche.

La valle del Vò si apre poco prima di Schilpario, nei pressi del piccolo borgo di Ronco. In circa mezz’ora di camminata si raggiunge la grande Cascata del Vò, alta 25 m. La passeggiata per la cascata è un percorso ad anello su un sentiero largo, ben battuto e segnalato, adatto anche ai bambini.

Intorno si alternano boschi di abete rosso, pino mugo, ontani e noccioli; la fauna è ricca di camosci e altri animali selvatici.
È possibile raggiungere l’altra sponda del fiume attraverso una passerella di legno e risalire il sentiero nel bosco verso destra fino al Rifugio Tagliaferri, mentre a sinistra si ritorna a Ronco, fino al punto di partenza.

Anche il territorio di Castione della Presolana offre percorsi escursionistici per tutti i livelli di difficoltà, alla scoperta della storia e delle leggende locali, per le famiglie e per gli amanti della natura.

I sentieri più noti conducono in cima alla Presolana, la vetta regina delle Dolomiti Bergamasche che affascina turisti ed escursionisti.

Tra gli altri, il Sentiero dell’Orso, adatto anche ai bambini e praticabille con i passeggini, è un percorso eco-didattico che permette di osservare da vicino l’ambiente forestale; il sentiero delle capre-cornetto costituisce un’emozionante escursione ai piedi della Presolana.

A est della catena, il Monte Visolo offre la vista di un panorama che spazia dalla Val Seriana al Lago d’Iseo e dalla Val di Scalve ai ghiacciai dell’alta Val Camonica.

 

8 –  Il centro storico di Gromo

Gromo è una cittadina medievale situata nell’alta Valle Seriana, insignita della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano come borgo tra i più belli d’Italia, che immerge il visitatore in un mondo suggestivo ormai dimenticato.

Tesoro della montagna bergamasca, il centro di Gromo è percorso da stradine dove un tempo i fabbri lavoravano nelle loro botteghe, per forgiare armi con il ferro e l’argento ricavato dall’estrazione nelle miniere. L’industria delle armi conobbe sotto la Repubblica di Venezia il periodo migliore, tanto che il paese venne soprannominato la “piccola Toledo” italiana: nelle sue fucine si fabbricavano spade, pugnali, alabarde, scudi e corazze.

Nel 1666, un’alluvione e una frana distrussero le case e officine lungo il torrente Goglio e causarono la morte di molte persone. Da allora il borgo entrò in declino, e l’economia si assestò a su un sistema contadino di pura sussistenza.

Nel piccolo borgo, tra le semplici abitazioni in pietra, spiccano edifici e opere d’arte di grande bellezza, a partire dalla Chiesa dei Santi Giacomo e Vincenzo, dove si possono contemplare gli altari dorati, statue di legno e bellissimi affreschi risalenti al ‘500. La piazza principale accoglie Palazzo Milesi (1443), oggi municipio di Gromo, con il suo elegante loggiato risalente al ‘400 e il museo delle armi bianche e delle pergamene, e il Castello Ginami, del Duecento, che ha conservato la sua struttura originaria; la chiesetta di San Gregorio vanta al suo interno una significativa pala d’altare seicentesca, che mostra il borgo com’era un tempo.

Il paese, adornato di antiche fontane, è attraversato da strette vicoli lastricati e scale. Lungo la via centrale sorgono ville in stile liberty, costruite nei primi anni del Novecento, quando il paese divenne località di villeggiatura.

 

9 – I castelli: la Rocca di Romano di Lombardia

Rocca di Romano di Lombardia, foto di Davide Ripamonti

Risalente alla fine del XII secolo, la Rocca di Romano di Lombardia è uno degli edifici storicamente più interessanti della provincia di Bergamo. In esso coesistono stili architettonici diversi perché datati in differenti periodi storici in un lasso di tempo di sei secoli (dal XII al XVIII secolo). Per esempio delle tre torri, poste ai vertici perimetrali della sezione rettangolare, delimitate esternamente da un fossato prosciugato, una risale al periodo visconteo, un’altra all’epoca comunale e l’ultima è del tempo della signoria dei Colleoni, dove il condottiero rinchiudeva i prigionieri.

Le mura, alte oltre cinque metri, hanno un singolo ingresso al quale si accede da un ponte in muratura, che ha sostituito il ponte levatoio originale, e presentano una merlatura prevalentemente di stampo ghibellino (ma a tratti guelfo!).

All’interno si aprono la Corte Grande e la Corte della cancelleria veneta, con numerosi affreschi raffiguranti gli stemmi della Serenissima.

 

10 – Cosa mangiare a Bergamo

Brembana formaggi, foto Fabio Toschi

La cucina di Bergamo e provincia è ricca e sostanziosa. Tipica è la polenta, piatto povero a base di mais della cultura contadina, riscoperta da chef e ristoratori.

La polenta è un contorno che accompagna carni di allevamento e cacciagione, formaggi e persino aringhe e acciughe.

Tra i primi, a Bergamo si gustano i casoncelli, pasta fresca ripiena di carne bovina e suina, insaporita con amaretti, uva sultanina e scorza di limone.

Salumi e formaggi non mancano sulla tavola, con nove prodotti DOP: il bergamasco più noto è il Bitto, seguito dai lombardi Gongorzola e Grana Padano, ma anche Formai de mut, Strachitund, Taleggio, Provolone Valpadana, Quartirolo e Salva Cremasco.

Tra i vini da non perdere, il bianco e il rosso delle Terre dei Colleoni.

 

Il dolce tipico è la polenta e osei fatta con pan di Spagna, burro, cioccolato, rhum e nocciole, ma anche l’immancabile torta Donizetti.

 

Una curiosità: pare che il gelato alla stracciatella sia nato a Bergamo, nella pasticceria La Marianna della Città Alta.

 

 

Photo Credits: Visit Bergamo