Intervista a Paolo Jannacci: il nuovo album “Canterò” e la prima tappa del tour il 4 novembre

L’eclettico musicista Paolo Jannacci si racconta a ‘Vivi con stile’ e ci parla di ‘Canterò’, la sua nuova fatica discografica. L’artista milanese suonerà il 4 novembre al Teatro Dell’Arte di Milano, prima tappa di un tour che partirà ufficialmente nel gennaio 2020.

Il nuovo album si intitola Canterò e questa volta è proprio tutta un’altra musica, dato che segna il debutto da cantautore del musicista Paolo Jannacci, figlio dell’indimenticabile maestro Enzo.

Dotato di talento, creatività e simpatia, l’artista ci incontra per parlarci di questo suo progetto nello studio di registrazione che fu lo studio medico del suo famoso papà, bravo cardiochirurgo oltre che musicista geniale.

Il disco di Paolo racchiude dieci pezzi che raccontano i momenti più emozionanti della sua vita tra inediti, featuring e cover (Com’è difficile di Luigi Tenco, E allora… concerto e Fotoricordo… il mare, che il Enzo aveva pubblicato negli anni ’80; ndr).

“Sono contento e appagato”, racconta. “Ho iniziato questo percorso musicale cinque anni fa, provando a mettere in sintonia tre diverse generazioni davvero distanti tra loro, quella di papà, la mia (e di colleghi che stimo molto come Daniele Silvestri, Max Gazzè e Nicolò Fabi) e quella dei ragazzi più giovani, legati all’indie–pop. Spero di esserci riuscito”.

Come è avvenuto il contatto con Michele Serra, che ha firmato il testo di Canterò? 

“L’ho conosciuto a Che tempo che fa, il programma di Fabio Fazio. Avevo pronto un brano che mi sembrava bello e importante da inserire nel disco, ma avevo solo una bozza del testo. Chiesi a Michele un parere e dopo pochi giorni me lo portò, finito. Iniziava con Canterò, futuro indicativo… Tutto era racchiuso in quella frase”.

Quale canzone dell’album ti emoziona di più?

“Si intitola Alla ricerca di qualcosa. Contiene il mio mondo e il mio modo di pensare e vivere”.

E gli ospiti del cd?

“C’è Claudio Bisio con il quale duetto in Mi piace, i Two Fingerz autori dell’arrangiamento di L’unica cosa che so fare e J-Ax, perfetto per la traccia Troppo vintage. Ale è una bellissima persona, proiettata nel futuro ma con i piedi ben piantati nel … passato!”.

Parli spesso di tuo padre. Come mai hai scelto di cantare proprio quelle tracce, del suo repertorio?

“Sono brani minori ai quali sono legatissimo e che lui non proponeva mai in concerto, convinto non avrebbero funzionato. Sono certo che oggi li avrebbe (ri)arrangiati cosi”.

Il 4 novembre con la tua band salirai sul palco del Teatro dell’Arte di Milano, per la prima tappa del tuo live. Che scaletta proporrai? 

“Aprirò le serate con un brano jazz, quindi proporrò (quasi tutto) il mio album Canterò, per proseguire con alcuni successi di papà, un brano di Paolo Conte, Luigi Tenco e Umberto Bindi”.

Parliamo di te e di tua figlia Allegra, che ora ha otto anni. Che tipo di papà sei?

“Un papà felice, un po’ apprensivo e ovviamente orgoglioso. Allegra ha un carattere splendido e abbiamo un rapporto meraviglioso. Per ora non è interessata alla musica, ma ama ballare ed è brava nel disegno. La copertina del mio cd ‘Allegra’ del 2013 è sua. Aveva solo due anni. Puro istinto!”.

Chiudiamo con un ricordo inedito di tuo padre Enzo: cosa vi piaceva fare, quando volevate divertirvi insieme?

“Andavamo all’ autolavaggio! Era un momento tutto nostro. Parlavamo a ruota libera, sbirciavamo le facce dei personaggi strani, in fila nelle auto di fianco a noi, e ridevamo come dei pazzi”.

www.paolojannacci.com

TRIO BOBO/ PAOLO JANNACCI & BAND – Triennale Milano

Viale Emilio Alemagna, 6 – Ore 21.00 – ticket: 25€

Articolo di Sonja Annibaldi

Foto di Simone Galbiati