Intervista a Nek, l’artista emiliano racconta il nuovo album

È uscito da una manciata di giorni, ed è entrato direttamente sul podio delle classifiche italiane, “Il mio gioco preferito” parte prima (Warner), il nuovo album di Nek che, nel corso della sua splendida carriera, ha venduto oltre 10 milioni di dischi in tutto il mondo. Il cantante, come sempre cordiale e disponibile, ci accoglie personalmente in uno studio di registrazione milanese e ci racconta il perché di questo titolo (e molto altro ancora!)…

Si intitola Il mio gioco preferitoparte prima (Warner Music Italy) il nuovo disco di Nek, l’artista emiliano che proprio in questi giorni sta girando in lungo e in largo l’Italia, grazie ai suoi (affollatissimi) firma-copie negli instore.

L’album – anticipato dal singolo in radio La storia del mondo – contiene sette tracce inedite compreso il duetto con Neri Marcorè del brano Mi farò trovare pronto, presentato sul palco dello scorso Festival di Sanremo.

Troppo poche le canzoni? No, perché i prossimi brani li potremo ascoltare in un secondo capitolo in uscita in autunno (ecco spiegato il perché di quel ‘parte prima’, nel titolo)…

Il mio gioco preferito

Perché sulla copertina dell’album hai scelto un gioco, il cubo di Rubik?

«Perché non mi andava venisse utilizzata – come spesso accade – un’immagine della mia faccia, e cercavo qualcosa che rappresentasse proprio il titolo. La vita è il mio gioco preferito, con le sue avversità, gli incastri, i colori, è un viaggio meraviglioso e incredibile».

Come mai l’idea di due uscite discografiche, una in primavera e una seconda, in autunno inoltrato?

«Due uscite sono meglio di una (ride; ndr)! Beh, in realtà puntavo a realizzare qualcosa di diverso, e visto che tutto si consuma velocemente credo possa essere un’ idea azzeccata».

Il pezzo che suggella l’album è la traccia cantata con Marcorè. Vi conoscete da molto?

«Sì da parecchi anni, e la nostra amicizia si è cementata nel tempo. Non riuscivamo a fare nulla insieme, continuavamo a rimandare progetti, mi aveva anche invitato al Festival Risorgimarche (Marcorè ne è ideatore e direttore artistico; ndr) e invece niente, si accavallavano gli impegni e anche quella volta non ero riuscito ad esserci. Finalmente Sanremo, l’occasione giusta! Quando mi chiesero di scegliere una persona che mi accompagnasse nella serata dei duetti, lo chiamai immediatamente».

Peccato per il piazzamento (settimo)…

«Diciamo che mi sarei aspettato qualcosa di più, pazienza. Sicuramente oggi avrei scelto La storia del mondo, più in linea con la manifestazione».

Una delle tracce più frizzanti dell’album si intitola Alza la radio e ha il sapore del singolo estivo (arrivasse il bel tempo!).

«Beh, la radio è il mezzo che ti consente di arrivare direttamente nelle case e macchine delle persone e ti dà il successo popolare. L’ho dedicata a mia moglie».

Sei soddisfatto?

«Assolutamente sì. Ho lavorato con un team prezioso, e in studio c’è stata una grande sinergia. Un cantante è un portavoce di emozioni, ed io mi sono guardato dentro riscoprendomi un eterno bambino alla ricerca di gioia e stupore. In questo mia figlia mi aiuta parecchio».

L’album uscirà anche all’estero?

«Appena troverò il tempo di (ri)cantarlo in spagnolo, quindi sicuramente dopo l’estate».

Dopo diversi Festival estivi il 18 novembre partirà il tuo lungo tour europeo, ma prima ci sarà un altro appuntamento importante: il concerto del 22 settembre all’Arena di Verona.

«Non c’è luogo dove io abbia suonato, che mi abbia affascinato più di quello. L’Arena mi incantava fin da ragazzino, suonavo il basso con i primi gruppi e sognavo quel palco. Due anni fa ci feci il primo concerto da solo, lo scorso anno con gli amici Max Pezzali e Francesco Renga, ora ci torno e mi piacerebbe che quell’appuntamento diventasse fisso».

Come scegli i pezzi da inserire in scaletta?

«Ovviamente i singoli sono intoccabili e iniziano a essere parecchi! Li propongo come sono nati, non stravolgo gli arrangiamenti per non stravolgere i ricordi del pubblico, che li vuole cantare con me. Non sarebbe corretto il contrario».

Ultimo concerto visto e il prossimo, al quale assisterai?

«Sono stato poco tempo fa al concerto di Elisa, amica e collega che adoro. Sul palco è sinonimo di perfezione ed eleganza. Il prossimo? Sarà quello del cantautore britannico Ed Sheeran, che potrebbe essere un ottimo spunto per me. Lui è un ‘one man band’! Mi emozionerebbe parecchio fare un concerto così, da solo sul palco per un’ora e quarantacinque! Troppo poco? Ok, ma anche il più virtuoso del mondo, dopo un’ora e 45 ti fa due p…così (ride; ndr)!»

Filippo, c’è qualche altra forma d’arte che ti affascina, oltre la musica?

«Sicuramente la scrittura. Avevo già dedicato alla mia bambina Beatrice Lettere a mia figlia sull’amore uscito quattro anni fa. In quegli anni avevo iniziato a scrivere il thriller L’urna d’argento, a quattro mani con il mio paroliere Antonello De Sanctis, scomparso nel 2015. Il libro non è mai uscito dal cassetto e a questo punto, per rispetto nei suoi confronti, non credo uscirà più».

 

Questa la tracklist di ‘IL MIO GIOCO PREFERITO – parte prima’:

‘La storia del mondo’, ‘Mi farò trovare pronto’, ‘Alza la radio’, ‘Cosa ci ha fatto l’amore’, ‘Il mio gioco preferito’, ‘Musica sotto le bombe’, ‘Mi farò trovare pronto (Di fronte a te)’ con Neri Marcorè.

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I biglietti per il live del 22/09 all’Arena di Verona, organizzato da F&P, sono già disponibili sul sito www.ticketone.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali.

– Queste le prossime tappe dell’Instore tour : 21/5 Palermo Bookstore c/o Forum località Roccella ore 18.00; 22/5 Brescia Mondadori Megastore c/o CC Frecciarossa; 25 Cagliari Selargius Mondadori c/o CC i Mulini.

– Queste le date del tour europeo, organizzato da Friends & Partners (biglietti in prevendita):
18/11 MÜNCHEN TonHalle; 25 BRUXELLES Cirque Royal; 26/11 PARIS Bataclan; 30/11 LUXEMBOURG Rockhal Club; 1/12 LONDON Shepherd’s Bush; 2/12 MADRID Teatro Nuevo Apollo.

 

Articolo di Sonja Annibaldi

 

In alto, Nek fotografato da Luisa Carcavale