Recensione al quadrato: “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg

“Il linguaggio segreto dei neonati” è forse il più famoso manuale per neomamme del ventunesimo secolo: i giudizi discordanti sul suo valore sono forse lo scotto da pagare alla notorietà.

Mamma e infermiera puericultrice, Tracy Hogg è un portento: al momento in cui questo articolo è stato scritto, de Il linguaggio segreto dei neonati su Amazon si trovano 723 recensioni.

Lei è la tata per eccellenza, la “donna che sussurra ai neonati”, la “fata che ci mette in contatto con il mondo misterioso del bambino”, “colei che può risolvere tutti i patemi di una neomamma” e così via, secondo le recensioni positive.

Il suo metodo easy è un acronimo easy to remember, facile da ricordare, che si basa su una scansione del tempo del bambino e della mamma in quattro fasi, che nonostante l’ovvietà l’autrice raccomanda di applicare con diligenza: Eat (“Dai da mangiare a tuo figlio!”), Activity (“Fallo giocare, stancalo!”), Sleep (“Mettilo a letto quando ha sonno!”) and You (“…e goditela!”)

Un libro, secondo gli entusiasti del punteggio online, “consigliatissimo, meraviglioso, per genitori in panne”, e “da tenere sempre a portata di mano per un ripassino”, neanche fosse un bigino di storia per liceali.

 

Per completezza e curiosità, sono andata a leggermi anche le recensioni negative.

Ce ne sono di telegrafiche e lapidarie:

“Autocelebrativo”

“Poco realistico”

“Triste”

“Delusione totale”

“Un po’ troppo americano”

“Ancora non ho finito di leggerlo” (e allora che la scrivi a fare la recensione, devi per forza?).

 

E recensioni dettagliate ed esplicative, scritte da mamme che sanno il fatto loro:

·       L’appassionata di fantascienza:

“In questo libro, i bambini sembrano dei piccoli robot a cui comandi di fare cose che loro, dopo un po’, eseguono obbedienti. Forse adatto al bambino di tipologia angelica, non certo al mio diavolo!”

 

·       L’indignata:

“Non esiste un libro irrispettoso e inadeguato quanto questo! Se ne frega del neonato e pretende di programmarlo come al tempo della Rivoluzione Industriale, quando tutto diventava meccanico per via della nascita delle fabbriche”.

 

·       L’ironica:

“Grazie alla Sig.ra Hogg, ora mi è chiaro che il pianto di un bambino può significare Vorrei essere nato in un’altra casa e non in questa. Ho molto apprezzato il suggerimento di entrare nella stanza del bambino tutte le mattine cinguettando come Doris Day e di formare una cerchia di persone o animali pronti a spupazzarsi il piccolo al mio posto”.

 

·       La delusa:

“Durante la gravidanza questo libro mi ha esaltato tantissimo. Ora, all’atto pratico (la mia bimba ha 28 giorni), non trovo corrispondenza tra il metodo proposto e la realtà. Ho l’impressione che l’autrice si elegga a giudice per criticare i comportamenti degli altri e si creda dio in terra perché a lei va tutto bene. Sconsiglio questo libro che potrebbe illudere e basta”.

 

·       L’iraconda:

“Questo è stato l’unico libro che ho buttato letteralmente nella spazzatura dopo averlo letto. L’autrice dice di se stessa di essere in grado di comprendere il linguaggio e i bisogni reali dei neonati e pretende d’insegnare ai neo-genitori questa “meravigliosa” tecnica, peccato però che il tutto si riduca a una sorta di addestramento guidato! Ogni cosa è ridotta a uno schema temporale ben preciso per cui, per esempio, se il bimbo ha già mangiato e piange prima di 3 ore dal precedente pasto non potrà mai essere fame!?! Forse la signora non è al corrente del fatto che ogni bimbo ha esigenze diverse e che, soprattutto se allattato al seno, non è detto che a ogni poppata assuma le stesse quantità di cibo! Quello propinato non è nient’altro che un metodo per ammaestrare i bambini come bravi animaletti. Mi fa veramente andar fuori di senno quando dice che capisce il motivo del pianto di un bambino solo ascoltandolo per telefono!”.

 

Il libro me lo sono letta lo stesso e poi sono passata agli altri manuali e guide, teorie sull’allevamento del bambino che raccontano di tutto e il suo contrario, perché il tema, oltre a essere vasto e antico quanto l’uomo, è anche soggetto a continue modifiche e ripensamenti.

Prima si allevava così, adesso si fa così.

Quindi finalmente anch’io posso dire la mia: i manuali per le mamme vanno considerati come opere di pura fiction, e come tali possono farci sognare.

O irritare, come è successo a me.