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Tornare a Parigi per abbracciare Notre Dame

L’incendio è stato spento, ma quanta tristezza vedere bruciare Notre-Dame, la grande cattedrale, uno dei simboli più importanti di Parigi e della nostra civiltà, una delle costruzioni gotiche più famose al mondo.

Sono scesa in cantina per riguardare le fotografie di quando andai a Parigi per la prima volta, in gita scolastica. Le ho portate su, ho accarezzato la foto di Notre-Dame sotto le nuvole di un lontano cielo d’aprile.

Forse il mondo non ha smesso di girare mentre Parigi – la sua chiesa più importante, costruita tra il 1163 e il 1250 – bruciava, ma le persone sì: si sono fermate a guardare a bocca aperta, le mani tra i capelli, le lacrime agli occhi persino, il rogo di un’opera di bellezza eterna.

Alle 19.51 di ieri, lunedì 15 aprile 2019, la guglia che si inerpicava a 93 metri di altezza si è spezzata sotto la furia incandescente ed è crollata a terrra, tra l’incredulità e l’impotenza di tutti coloro che hanno assistito al dramma, dal vivo o attraverso la televisione e il web.

Secondo i vigili del fuoco le fiamme sarebbero divampate a causa di un incidente di cantiere, sprigionate dalla colossale impalcatura costruita tra luglio e novembre dello scorso anno per effettuare i lavori di restauro che si erano resi necessari per, ironia della sorte, mettere in sicurezza la cattedrale.

Aveva 850 anni Notre Dame; li ha ancora, perché una volta domato il fuoco, che è durato 77 ore, la struttura portante ha resistito; ma vederla attanagliata dalle fiamme, e vedere cedere e frantumarsi al suolo la sua guglia è stato un duro colpo.

Viene voglia di tornare a Parigi, di andare a visitarla ancora una volta, di entrarci – quando sarà di nuovo possibile – con più cura di quando si era ragazzi, con il massimo rispetto. Perché Notre-Dame è un monumento storico, un’opera maestosa, d’importanza eccezionale, frutto della fatica degli uomini, della loro operosità e del loro genio, creata per essere un luogo di culto cristiano e già come tale da salvaguardare, ma che è andata oltre: il suo valore è universale.

Notre-Dame de Paris è un Patrimonio dell’Umanità, di tutti: non solo di chi crede nel Dio cristiano, perché la sua bellezza abbraccia ogni essere umano.

Se è esclusa la matrice terroristica, Notre-Dame che brucia dovrebbe farci riflettere su quanto sia importante il rispetto, la cura, l’attenzione, la perizia di fronte a opere d’arte che sono la nostra storia e la nostra essenza.