Chiara Ferragni e l’inutile scandalo dell’acqua Evian

Grande trambusto per Chiara Ferragni e l’acqua Evian, l’acqua che porta la firma della super-blogger, venduta a 8 Euro a bottiglietta.

 

Infinite, naturalmente, le polemiche sui social network, ma non solo.

Si sono scomodati parlamentari ed esponenti del Codacons, l’associazione per la difesa dei consumatori, che hanno definito “immorale e potenzialmente illegittimo” vendere l’acqua a 8 Euro.

 

Cominciamo col fare una precisazione.

Non è l’acqua, a costare 8 Euro.

È la bottiglietta firmata che ha questo prezzo.

 

La pubblicità, nella sua accezione attuale del termine, esiste da oltre un secolo (in altre forme, da sempre) e la gente ancora si ostina a non considerarne l’importanza.

 

La pubblicità aumenta nel pubblico la percezione del valore dei prodotti e ne alza il prezzo; la comunicazione li fa conoscere e quindi li fa vendere.

Questo è, in sostanza, il marketing, ciò che fa girare i prodotti sul mercato.

Insieme alla qualità del bene in vendita, la pubblicità è un elemento di determinazione del prezzo, che ha almeno altrettanta voce in capitolo. I testimonial vengono impiegati nella pubblicità da sempre, e spesso sono stati utilizzati per nobilitare prodotti indifferenziati o di scarso appeal (Marilyn Monroe faceva pubblicità alla birra, per esempio).

La pubblicità si basa su un’unica cosa: la felicità.

E sapete che cos’è la felicità? Be’, la felicità è una macchina nuova, è liberarsi dalla paura, è un cartellone pubblicitario che ti salta all’occhio e che ti grida a gran voce che qualunque cosa tu faccia è ben fatta. E che sei Ok.

Don Draper, Mad Men

 

I prodotti quindi non vengono venduti al loro puro valore, e questo è un fatto.

 

Non è etico? Neanche vendere un fustino di detersivo a 16 Euro lo è, una boccetta di profumo a 100, una messa in piega da un parrucchiere cinese a 8 (per puro caso, lo stesso prezzo dell’acqua Evian, che è di qualità innegabilmente superiore!).

 

Tra i corridoi dei supermercati, si trovano fazzoletti di carta a prezzo raddoppiato perché sulla confezione è stampato il personaggio del cartone animato del momento. Eppure, se hai il raffreddore, anche un fazzoletto di carta è un bene fondamentale, proprio come l’acqua.

 

Fare un’interrogazione parlamentare sul prezzo dell’acqua firmata da Chiara Ferragni mi sembra francamente una perdita di tempo.

 

L’acqua è un bene primario, infatti chi vuole può acquistarla a prezzi popolari. Nessuno è obbligato a comprare l’acqua brandizzata, per bere.

Lo fa chi vuole possedere la firma di una superstar di oggi, illudendosi, nel possedere un’etichetta, di possedere un po’ del suo glamour, del suo successo, della sua persona.

Se questo è lo scopo, allora, 8 Euro è ancora poco.