Tallinn, Riga, Vilnius: cento anni di capitali baltiche

Nelle capitali baltiche quest’anno si festeggiano i 100 anni d’indipendenza, in memoria della dichiarazione di stati sovrani e indipendenti alla fine della prima guerra mondiale. 5 percorsi incrociati per conoscere e godersi al meglio le città di Tallinn, Riga e Vilnius.

Non tornano i conti. Siamo un po’ avanti con gli anni, e abbiamo ancora negli occhi le immagini della catena umana che unì Tallinn, Riga e Vilnius. Era l’estate del 1989, e i muri che dividevano l’Europa stavano per cadere. In Estonia, Lettonia e Lituania, allora ancora nell’orbita sovietica, la gente comune cominciò a reclamare il diritto all’autodeterminazione.

E allora perché, girando per le tre città, siamo stati sommersi da infiniti drappi recanti il numero “100”, a ricordare il raggiunto secolo d’indipendenza nelle tre repubbliche?

L’enigma, dopo la visita al museo di Tallinn, è stato risolto: alla fine della prima guerra mondiale, in breve successione, i leader politici delle tre repubbliche dichiararono la nascita di stati sovrani e indipendenti. Piccoli vasi di coccio in balia degli appetiti tedeschi e russi, i tre paesi ebbero alterne fortune finché, alla fine del secondo conflitto, vennero annessi allo stato sovietico – un’occupazione che, evidentemente, è sempre stata considerata temporanea.

Per lungo tempo costretti a rivolgere lo sguardo verso Mosca, una volta conquistata l’indipendenza, i tre stati si sono tuffati con entusiasmo nella direzione opposta: l’adesione all’Unione Europea, l’adozione dell’Euro, l’incremento dei flussi turistici e dei rapporti commerciali hanno sanzionato l’entrata definitiva di Estonia, Lettonia e Lituania nell’orbita occidentale.

È forse per questo, allora, che quel ‘100’ ci appare così incongruo – una cifra tonda e solenne che mal si adatta a paesi che ci appaiono ancora giovani e sbarazzini, impegnati a godersi, senza troppe domande, la libertà da un vicino troppo ingombrante e tirannico?

 

Sono vecchie o giovani queste repubbliche baltiche? L’abusato ‘la verità sta nel mezzo’ forse non ci farebbe sbagliare di molto: se le testimonianze di una lunga storia sono molte, d’altro canto lo spirito degli abitanti è decisamente intraprendente e aperto alle novità. Tallinn, Riga e Vilnius sono lo specchio di una convivenza che non è ancora diventata contraddizione. Per fare la conoscenza di queste intriganti realtà, di seguito alcuni nostri percorsi consigliati.

 

A passeggio (I centri storici)

Nate come insediamenti commerciali lungo le rotte verso la Scandinavia e la Russia, le capitali baltiche vantano una storia lunga secoli. A testimoniarlo stanno le architetture dei tre centri storici, con vicoli pittoreschi, piazzette accoglienti e abitazioni variopinte – tutti e tre non a caso sono siti protetti dall’Unesco.

Il centro di Tallinn è quello più scenografico, con il suo dedalo di saliscendi e gli edifici tirati a lustro della via Pikk, mentre Riga compensa l’andamento pianeggiante con gli altissimi campanili e la cura nei dettagli che impreziosiscono le dimore di gentiluomini e mercanti, come la sagoma in ferro del felino segnavento che dà il nome alla celebre Casa del Gatto. Vilnius, invece, dove il recupero della parte antica non è stato ancora completato, è una vera macchina del tempo: lasciando al crepuscolo via Pilies, l’arteria principale, e imboccando i vicoli silenziosi tra l’università e il ghetto ebraico, ci si sente catapultati indietro di un secolo.

La luce fioca dei lampioni, l’acciottolato, qualche muro scorticato, i cortili che ammiccano dietro portoni aperti, le ombre scure di alberi e campanili che giocano con una notte riluttante a prendere il sopravvento: lo sfondo dei vagabondaggi di un giovane Czeslaw Milosz, che a Vilnius frequentò l’università e cominciò l’itinerario poetico culminato con l’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura nel 1980.

 

Dalle sommità

Per tornare al ventunesimo secolo suggeriamo una veduta panoramica. Vilnius, ancora una volta, si distingue dalle consorelle. Raggiungere la cima della Collina delle tre croci – dove, secondo la leggenda, vennero crocefissi alcuni monaci francescani – può rivelarsi difficoltoso per chi non è proprio in forma: le vie di accesso hanno pendenze impegnative. Più agevole raggiungere la terrazza di Tompeaa, la collina che sovrasta la città vecchia di Tallinn, da cui si gode una vista che abbraccia in un unico sguardo le celebri torri che modulano la cinta muraria e simboli della parte moderna, come l’Hotel Viru, che all’epoca sovietica ospitava un centro di spionaggio del KGB.

A Riga l’onore della salita più comoda: un ascensore porta al diciassettesimo piano dell’Accademia delle Scienze, esempio di architettura staliniana, con il suo profilo squadrato e la facciata senza fronzoli. Lungo la terrazza si gode una vista a 360 gradi sulla città: i nuovi punti distintivi lungo il corso della Daugava, la torre della televisione, la biblioteca nazionale, i grattacieli del nuovo centro direzionale.

Sorseggiare 

La prova più evidente della vicinanza delle repubbliche baltiche all’Europa occidentale è nella cultura del bere. Seppur dominata dalla birra, la scena locale si è ormai raffinata e internazionalizzata. Fa specie constatare che un discreto spritz, nel centro di Tallinn, costa meno che a Milano. Alla movida più sguaiata e chiassosa si sono affiancati nuovi spazi per venire incontro ai gusti più diversi. Il nostro, particolarmente esigente, è rimasto colpito dall’estrema perizia dei barman di Alchemikas, cocktail bar di Vilnius, dall’atmosfera raccolta e molto confidenziale. A Riga, invece, si distingue il Tims Mints, un locale informale che nella bella stagione si appropria della caratteristica corte medievale su cui si affaccia. A Tallinn, nel distretto di Kalamaja, a distanza di sicurezza sia dalla città vecchia che dal riconvertito scalo ferroviario, nuovo fulcro della vita notturna, abbiamo trovato il Tops, ambiente retrò sia nella forma, l’arredamento anni ’70, che nello spirito, con la musica diffusa esclusivamente da vinili.

 

Imparare

Ammettiamo di conoscere ben poco le culture baltiche, e probabilmente da queste parti ne sono consapevoli: le tre città pullulano di musei per il visitatore che fosse abbastanza curioso da colmare questa lacuna. Per cominciare, segnaliamo il Museo di Storia Estone, ospitato nell’eccentrico palazzo Maarjamäe, lungo la promenade di Pirita. Foto, pannelli, documenti storici, reperti che vanno dalla prima bandiera estone cucita a mano fino alle suppellettili di epoca sovietica, mappe e video interattivi: le sale raccontano in maniera semplice e lineare questo turbolento secolo d’indipendenza.

Poco fuori Riga, a Brīvdabas, troviamo il Museo Etnografico della Lituania, dove sono state ricostruite abitazioni, fattorie, botteghe e mulini per illustrare la vita quotidiana nel paese dal sedicesimo al diciannovesimo secolo. Durante i fine settimana, la visita è resa più interessante dalla presenza di numerosi artigiani che mostrano ai turisti gli antichi mestieri tradizionali. A Vilnius, un po’ appartata dietro alberi e caseggiati, si trova l’antica casa in legno verde che ospita il museo dell’Olocausto. La capitale della Lettonia era soprannominata la “Gerusalemme del Nord”, grazie alla numerosa comunità israelita, nota per la vivace vita intellettuale e artistica. Le sale del museo documentano questa storia straordinaria, a cui pose tristemente fine l’invasione nazista.

 

All’aria aperta

La natura è parte integrante del tessuto urbano delle tre città: parchi, boschi, colline, fiumi, canali, laghi interrompono il reticolo di strade e viali. Sono queste le mete preferite da chi vuole trascorrere qualche ora all’aria aperta in bicicletta, a piedi e persino in canoa e kayak. Lungo i fiumi delle tre città è possibile prenotare un’escursione acquatica, mentre chi si accontenta di fare da spettatore ha un’ampia scelta di caffè e chioschi che lambiscono le rive.  Tallinn e Riga vantano ampie spiagge attrezzate, Pirita e Jurmala, dalle quali si godono magnifiche vedute che abbracciano la costa circostante.

 

Ed è qui che dovrete trovare la risposta all’ultima delle tante domande che vi accompagneranno durante questo viaggio: sarete in grado di tuffarvi nelle acque del Baltico con la stessa disinvoltura con cui i baltici si sono tuffati nel loro futuro europeo?

 

Sostene Massimo Zangari

 

Informazioni

www.visittallinn.ee

www.liveriga.com

www.vilnius-tourism.lt

 

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