Travel bragging: viaggiare per vantarsi al tempo dei social

Avete mai sentito parlare del fenomeno "travel bragging"? Se la vostra risposta è un secco no, allora non siete Millennials.

Avete mai sentito parlare del fenomeno "travel bragging"? Se la vostra risposta è un secco no, allora non siete Millennials.

 

 

Sembra infatti che gli under30, quando devono scegliere la destinazione delle proprie vacanze non possano più prescindere dall’aspetto… social. Va bene la storia di un luogo, passino i monumenti e i musei da visitare, poco importa se il mare è pulito e i locali gentili… l’importante è che la meta sia a prova di selfie, post e status (pubblicati soprattutto per farsi invidiare).
E non provate a liquidare il travel bragging come una sciocchezza, perché il fenomeno dilaga e il ‘viaggiare per vantarsi’ – questa la traduzione – sta diventando una vera e propria tendenza a livello mondiale, che dimostra quanto ormai l’impatto della tecnologia influisca sulle abitudini di viaggio delle persone. Se i più esperti conoscitori della nuova tendenza sono i giovani, non possiamo dire che le altre fasce di età ne siano immuni: magari scattano foto meno cool e certamente non conoscono tutti i segreti del mondo social, ma si viaggia tutti con lo smartphone sempre connesso, ammettiamolo.

Viaggiare e postare, ecco la nuova era del mondo travel. È sfida allo scatto più spettacolare, mentre like e commenti stanno diventando sempre di più i parametri con cui valutare il successo di una vacanza (e tentare d’imporsi come influencer sul web).
Lungi da noi, che col web e i social ci lavoriamo, voler criticare ma… siamo sicuri che la situazione non ci sia sfuggita di mano? Basti pensare, solo per rimanere in Italia, che il 14% dei turisti confessa di tenere in mano il proprio smartphone per oltre quattro ore al giorno, anche durante le vacanze, preferendo stare con la testa fissa sullo schermo del telefono piuttosto che godersi il paesaggio che si ha di fronte.
La Generazione y, ragazzi e ragazze nati tra la fine degli anni ’80 e inizi anni ’90, sono i più forti sostenitori del travel bragging, portabandiere di hashtag vincenti, in grado di racimolare migliaia di like ad ogni post pubblicato a suon di… #TravelBrag!
Per essere dei veri viaggiatori ai tempi dei social, poi, è importante sapere cosa fotografare. Dimenticate i quadretti di famiglia anni Settanta, perché tra i soggetti più acchiappa invidia del momento c’è il cibo. Piatti esotici, golosi, invitanti, dai colori sgargianti e rigorosamente fotografati dall’alto perfetti per farsi notare online (il 31% dei viaggiatori lo mette al primo posto tra le cose più fotografate durante la vacanza).

 

 

Al secondo posto l’hotel, che deve avere viste panoramiche e stanze cool a prova di selfie. Il Wi-Fi gratuito? Più importante di un buon materasso, se un quinto dei turisti si rifiuta di prenotare un hotel che sia sprovvisto di connessione.
Attenzione anche alla scelta delle location che devono essere… instagrammabili! Ai primi posti, nella classifica di gradimento dei patiti del travel bragging ci sono i parchi giochi targati Disney, che superano addirittura Times Square e Central Park a New York e persino la romanticissima Tour Eiffel di Parigi. A seguire, Las Vegas, lo spettacolare Atlantis The Palm di Dubai e il Fontainebleau di Miami Beach. Non possono mancare spiagge bianche e mare caraibico, che rappresentano una risorsa fondamentale per la foto, senza la quale il viaggio potrebbe trasformarsi in un #epicfail.

Il peggior incubo dei viaggiatori social? La batteria del telefono che si scarica improvvisamente durante la giornata, tagliando una parte del racconto della vacanza sulle piattaforme sociali: una prospettiva addirittura più spaventosa del rischio di perdere l’aereo.
E così si torna a casa, dopo aver fatto il pieno di like e aver suscitato un po’ di sana invidia. Pronti per una nuova avventura, al grido di #TravelBrag!