Il magico potere del riordino di Marie Kondo: le regole per una vita felice e… ordinata

Un’infinità di oggetti di ogni tipo (abbigliamento, libri, documenti, foto, apparecchi elettrici, ricordi…) ci sommerge all’interno di abitazioni e uffici sempre più piccoli.

 

Un’infinità di oggetti di ogni tipo (abbigliamento, libri, documenti, foto, apparecchi elettrici, ricordi…) ci sommerge all’interno di abitazioni e uffici sempre più piccoli.

 

Col risultato che non troviamo mai quello che davvero ci serve e ci sentiamo sopraffatti e incapaci di gestire “le cose”.
Sarà per questo che il manuale “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo ha conquistato il mondo intero, diventando non solo un bestseller con oltre 4 milioni di copie vendute, traduzioni nelle principali lingue del mondo e pubblicazioni in più di 30 paesi, ma una vera e propria “Bibbia” contemporanea del benessere, con seguaci e adepti pronti a mettere in pratica alla lettera le dodici regole auree della regina giapponese dell’ordine. Fisico e mentale.
Ma qual è il segreto del suo successo? Cosa lo differenzia dagli innumerevoli manuali già scritti sull’argomento?
Nel libro Miya Kondo ha messo a punto un metodo che garantisce l’ordine e l’organizzazione degli spazi vitali (locali, armadi, cassetti…). E anche la serenità, perché nella filosofia zen il riordino fisico è un rito che produce incommensurabili vantaggi spirituali: aumenta la fiducia in sé stessi, libera la mente, solleva dall’attaccamento al passato, valorizza le cose preziose, induce a fare meno acquisti inutili. Rimanere nel caos significa invece voler allontanare il momento dell’introspezione e della conoscenza.
Marie Kondo ha messo a punto un vero e proprio sistema per far luce nel caos domestico, il KonMari, che presuppone un riordino sistematico della casa e della vita, senza ripensamenti. Perché, sottolinea l’autrice del manuale, è molto comune ricadere nei propri… disordini.

Ecco le dodici regole del riordino di Marie Kondo:

1. Non accumulate oggetti per soddisfare desideri e non fate acquisti in modo compulsivo. Tenetene conto per il futuro. Se il danno è già in atto, allora bisogna buttare. Si butta tutto in una volta, in poco tempo e senza tralasciare nulla. Come fare selezione? Ascoltando gli oggetti e verificando quali ci emozionano e quali no. Gli oggetti che non suscitano emozioni positive vanno salutati, ringraziati e gettati. Ma attenzione, una volta eliminati, è importante non acquistarne di nuovi.

2. Circondatevi solo di oggetti che procurano sensazioni piacevoli.

3. Scegliete cosa tenere categoria per categoria, non stanza per stanza, partendo dagli abiti (prima maglioni, poi pantaloni ecc) e procedendo man mano con gli altri oggetti. Il riordino stanza per stanza è sconsigliato perché rischia di creare un circolo vizioso in cui si riordinano continuamente gli stessi oggetti.

 

 

4. Trovate la motivazione interiore che vi spinge a voler ordinare casa.

5. Lavorate in un ambiente calmo, evitando televisioni di sottofondo e persino la musica. Il rumore potrebbe alterare il dialogo intimo con le proprie cose. Se avete bisogno di ritmo e vigore per il vostro lavoro, fate leva sull’energia che c’è nell’aria e non sulla musica. Iniziate a riordinare al mattino presto: l’aria frizzante del mattino rinfresca le idee e attira la facoltà di discernimento.

6. Svuotate completamente gli armadi dagli abiti, collocateli a terra in un solo punto e procedete con la selezione per categoria, partendo dalla biancheria. Una volta terminato con gli abiti, ripetete la stessa operazione con tutti gli altri oggetti da riordinare, svuotando cassetti, comò, eventuali contenitori.

7. Sistemate vestiti e oggetti in verticale in modo che tutto rimanga visibile e a portata di mano. Ma come? Per quanto riguarda i vestiti, imparate a piegarli nel modo giusto. Per farlo è necessario individuare il "punto magico del vestito” e non aver paura delle pieghe che si formano quando i vestiti sono posizionati uno sopra l’altro per la pressione. Se li sistemate in verticale e non uno sopra l’altro, non avrete questo problema. Cercate di creare dei rettangoli che si sorreggono da soli.

8. Ci sono vestiti che è meglio appendere (dovranno essere la minoranza). Per capire quali sono, domandatevi se hanno l’aria di essere più felici appesi: quelli ondeggianti al vento con aria serena e quelli troppo strutturati per essere piegati, possono andare sugli ometti.
Anch’essi vanno sistemati nell’armadio secondo categorie e disposti in modo che vadano salendo verso destra: a sinistra i più lunghi e pesanti, come cappotti e vestiti e a destra i più corti e leggeri come gonne e camicie. Calzini e collant non vanno annodati, ma piegati con cura.

9. Una volta eliminati gli oggetti, sbarazzatevi subito anche dei sacchetti di spazzatura pieni, così da evitare ripensamenti.

10. Create uno spazio personale in casa in cui radunare gli oggetti preferiti: sarà il vostro angolo del benessere, dove ricaricare le pile in una giornata difficile.

11. Dopo aver riordinato l’armadio, uno dei tasti dolenti che ci impedisce di mantenere la casa in ordine sono i libri e le carte. Come nel caso dei vestiti adagiate tutto a terra: toccate i libri per sentirne le vibrazioni e non tenete le vecchie dispense dell’università, i libri di scuola, gli appunti del liceo, il materiale scolastico dei figli.

12. Riordinate gli oggetti con un valore affettivo. È il passaggio più difficile e, per tale motivo, sono le ultime cose da riordinare. La cosa più importante è affidarsi completamente alla propria percezione di felicità e fare buon uso dei ricordi che decidiamo di tenere. Se ci rendono felici, è importante conservarli per poterne godere quando lo desideriamo.

 

Fino a quando bisogna continuare a liberarsi di oggetti inutili? Fino a quando, ci dice Marie Kondo nel suo “Il magico potere del riordino” la quantità giusta farà "clic". "Se vi fidate del vostro istinto, tutti gli elementi della vostra esistenza si interconnetteranno in maniera sorprendente e la vostra vita cambierà in modo radicale. Riordinare è quella magia che ridesta la vostra esistenza e la rende viva."