Cinque libri da leggere in vacanza

Chi ama leggere sa che, spesso, le nostre vite frenetiche e complicate come puzzle non vanno d’accordo con il piacere di prendere un mano un libro fresco di stampa e dimenticarsi del tempo che scorre.

Chi ama leggere sa che, spesso, le nostre vite frenetiche e complicate come puzzle non vanno d’accordo con il piacere di prendere un mano un libro fresco di stampa e dimenticarsi del tempo che scorre.

 

Così, un periodo di vacanza si trasforma in una bella occasione per fare ciò che amiamo di più. Per esempio: lunghe giornate trascorse, nel tepore delle nostre case, leggendo quel romanzo rimandato da troppo tempo.
Ecco cinque libri da leggere in vacanza scelti per voi dalla Redazione di Viviconstile: buona lettura e Buone Feste!

 

Le tre del mattino di Gianrico Carofiglio

Il noir è il suo genere prediletto ma per il suo tredicesimo libro, "Le tre del mattino", Gianrico Carofiglio ha puntato sui sentimenti universali del rapporto tra padre e figlio. Due notti insonni a Marsiglia, padre e figlio che esplorano la città, i locali, il jazz, le case; che s’imbattono in nuove e a volte conturbanti amicizie, ma soprattutto, finalmente, si riconoscono. Gianrico Carofiglio col nuovo romanzo Le tre del mattino (Einaudi Stile Libero) ci racconta una città e soprattutto il rito di passaggio di un diciottenne, anzi, come dice lui, «una situazione».
Dedicato a chi non si accontenta: è uno dei romanzi più belli dello scrittore barese, non lunghissimo ma teso ed emozionante, un piccolo gioiellino narrativo che piacerà anche ai lettori più esigenti.

 

 

Zanzibar è una bugia di Margherita Marvasi

“Zanzibar è una bugia” è il romanzo d’esordio di Margherita Marvasi: è la storia vera di una giovane donna, l’autrice, che dall’Italia si trasferisce per dieci anni in Africa seguendo un amore.
Per scoprire, forse, che il Paradiso non esiste, neppure ai Tropici. Ma non si può smettere di amarlo.
Con una scrittura scarna ed emozionale, “Zanzibar è una bugia” (Giraldi Editore) è un libro puro, un po’ diario di viaggio, un po’ romanzo esotico che non si fa mancare qualche colpo di scena e alcune interessanti digressioni turistiche.
Giornalista in una delle sue tante vite, la Marvasi regala al suo primo romanzo un taglio crudo, a vivo e senza fronzoli, che segue il ritmo pacato dei paradisi tropicali, ma lo fa con l’occhio di una donna occidentale colta e irrequieta.
“Zanzibar è una bugia” racconta di sogni, amori, mete raggiunte e poi lasciate alle spalle. Dalla decisione sofferta di trasferirsi in Africa seguendo l’amore per Luca, rinunciando a un lavoro romano da giornalista. Alle fatiche piene di entusiasmo per costruire il loro hotel, l’Hakuna Majiwe, fino all’idea di creare una linea di abiti che intrecciassero i tessuti africani e tagli europei, diventato un brand di successo, Magò, venduto in alcune prestigiose boutique occidentali.
Dedicato a chi non smetterà mai di cercare il Paradiso in terra.

 

 

Diario di una schiappa. Avanti tutta!
Piacerà ai giovani lettori in erba l’undicesima avventura dir Greg, il protagonista di "Diario di una schiappa. Avanti tutta!" storia editoriale di incredibile successo con milioni di copie vendute nel mondo, in Italia pubblicata da Il Castoro. Questa volta le cose si mettono male per Greg: la mamma si è convinta che se rinunciasse alla Tv e ai videogiochi per un po’, ed esplorasse di più il suo lato artistico, potrebbe scoprire qualche talento nascosto! La musica non è il suo forte e leggere libri di paura gli causa dei tremendi incubi. Ma quando Greg trova una vecchia videocamera nel seminterrato e un pacchetto di vermi gommosi, ha un’idea. Con l’aiuto del suo migliore amico Rowley, girerà un film horror… e diventerà ricco e famoso! Sarà l’idea vincente o è solo una nuova fonte di guai per Greg?
Dedicato ai ragazzi che amano rinunciare ai videogiochi!

 

 

Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano
Il primo romanzo di Enrico Galiano “Eppure cadiamo felici” ci porta nel mondo di Gioia, una ragazza di diciassette anni che si sente diversa dagli altri e che ha in mente mille risposte pronte, ma non ne dà mai neanche una, una che alla musica di Justin Bieber preferisce i Pink Floyd, una che è percepita diversa anche dagli altri, e forse per questo ci sono le risatine alle spalle, le esclusioni, i Casali e le Batta, che fanno i bulli o le signorine sprezzanti.
Gioia, uscita di casa per sfuggire ai litigi dei suoi genitori, incontra Lo, un ragazzo misterioso e taciturno, che gioca a freccette da solo in un bar chiuso di periferia. Gioia viene a conoscenza del suo segreto poco a poco, e dovrà decidere quale sia la cosa giusta: se aiutarlo a mantenersi nascosto dal mondo, assecondando così i suoi desideri, oppure riportarlo in seno alla famiglia.
Il romanzo è percorso da bellissime parole intraducibili, termini stranieri difficili da rendere in italiano perché troppo carichi di contenuto, parole in grado di creare immagini, che la giovane Gioia trascrive su un quadernetto per non dimenticare. Sono appunti di pura bellezza, come komorebi (giapponese), quel particolare effetto di luce che si ha quando il sole filtra attraverso le foglie degli alberi, fernweh (tedesco), la nostalgia dei luoghi lontani che si accompagna al desiderio di partire, o mamihlapinatapai (lingua yamana), il gioco di sguardi di due persone che si piacciono e vorrebbero fare il primo passo, ma hanno paura.
Dedicato a chi non ha paura di essere uno young adult. A qualsiasi età.

 

 

Lissy di Luca d’Andrea
Dopo La sostanza del male, in classifica in tutto il mondo e campione di incassi, torna lo scrittore bolzanino Luca d’Andrea con un nuovo magnifico thriller.
Una giovane donna in fuga e il mistero che porta con sé. Un solitario che vive sulla montagna dei suoi padri, seguendo leggi inflessibili e antichissime. Un uomo divorato dal passato e uno tanto spaventoso da non avere né nome né futuro. Poi Lissy. Un’invenzione gigantesca.
L’ambientazione è ancora la terra dello scrittore, un Alto Adige trasfigurato e pauroso, ritratto senza idillio, lontanissimo dalla montagna cristallina e divertente dello stereotipo. Già dall’inizio, piuttosto, si capisce che in Lissy D’Andrea andrà se possibile ancora più a fondo negli abissi del male.
Dedicato a chi… (non) ha paura dell’animo dark della montagna.