Viaggio in Bolivia, Sudamerica sconosciuto

Sarà il fatto che la Bolivia non si affaccia sul mare a rendere così speciale il panorama di questo paese, un Sudamerica ancora sconosciuto, fuori dalle classiche mete turistiche.

Sarà il fatto che la Bolivia non si affaccia sul mare a rendere così speciale il panorama di questo paese, un Sudamerica ancora sconosciuto, fuori dalle classiche mete turistiche.

 

Il Tibet delle Americhe, così è chiamata la Bolivia. Il territorio più alto e isolato delle repubbliche latino-americane ha due porte d’ingresso per i viaggiatori che provengono dall’Europa: Santa Cruz de la Sierra, città di recente sviluppo economico alle falde della montagna, e La Paz, una delle metropoli più alte del mondo (4mila metri).

Un viaggio in Bolivia è un’esperienza coinvolgente, che permette di avvicinarsi a incredibili paesaggi lunari, come il deserto di sale, e di vivere la quotidianità delle città e dei piccoli villaggi che conservano suggestive contaminazioni coloniali.

 

Quando andare in Bolivia?
La Bolivia si trova nell’emisfero australe: qui l’inverno dura da maggio a ottobre e l’estate da novembre ad aprile. L’alta stagione turistica è in inverno (da fine giugno a inizio settembre), non solo a causa dei fattori climatici, ma anche perché questo periodo coincide con le vacanze degli europei e dei nordamericani e con la stagione delle più importanti fiestas boliviane.

 

 

Città boliviane di visitare: La Paz, Santa Cruz de la Sierra, Cochabamba

 

Arrivare a La Paz è un po’ come sbarcare su un altro pianeta. Trovandosi a quasi 4mila metri sopra il livello del mare e ai piedi di un grande canyon, persino respirare qui sembra essere diverso.

Le sue splendide chiese sono in stile coloniale, come la Iglesia de San Francisco, la cui costruzione fu iniziata nel 1549 in stile mestizo e spagnolo. Al suo interno, una vera e propria chicca è il Mercato delle Streghe, dove si possono trovare amuleti, artigianato di ogni tipo e addirittura pozioni magiche.
Da non perdere una visita al Museo de Metales Preciosos Pre-Columbinos, dove si possono ammirare tre stupendi saloni ricchi di lavori in argento, oro e bronzo del periodo pre-conquistadores.

Ma soprattutto La Paz è una città viva e antica dall’incredibile folklore: una città dove rimanere a bocca aperta di fronte alle sue donne laboriose con i capelli a bombetta e il modo di indossarli per indicare se sono nubili o sposate, agli uomini facoltosi in impeccabile camicia bianca e quell’aria remota, ai suoi mercati coloratissimi.

 

Altra tappa imperdibile di un viaggio in Bolivia è certamente Santa Cruz de la Sierra, una delle città più importanti del Paese, centro del recente sviluppo economico boliviano e metropoli dall’indiscusso fascino europeo

Cochabamba è “la città con il miglior clima al mondo”, almeno così dicono i suoi abitanti. Costruita nel verde di una valle, è un insieme armonico e rilassante di campi, colline e foreste. Ed è anche la città ideale per chi ama fare shopping. Commercianti, artigiani e venditori di ogni genere vi fermeranno a ogni angolo di strada e se siete abili nelle trattative, potreste portare a casa manufatti bellissimi, spesso molto antichi.

 

Salar de Uyuni

 

La sorprendente distesa bianca di sale del Salar de Uyuni, situata nel sud-ovest della Bolivia, è la salina più grande al mondo con una superficie di 12.000 chilometri quadrati. Vicinissima alle Ande, è una distesa di miraggi, dove cielo e terra si confondono e tutto sembra impalpabile e sospeso nel tempo.
Si stima che il Salar de Uyuni contenga 10 miliardi di tonnellate di sale ed è formato da circa 11 strati con spessori che variano tra i 2 e 10 metri. Circa 40.000 anni fa faceva parte del lago Minchin, un gigantesco lago preistorico. Quando il lago si prosciugò si formarono i due attuali laghi (Poopò e Uru Uru) e i due deserti salati (Salar de Coipasa e il gigantesco Salar de Uyuni).

 

Un lago bello come il mare: Titicaca

 

La Bolivia non si affaccia sul mare, è vero, ma possiede lago enorme (più di 8.300 chilometri quadrati acciambellati tra Bolivia e Perù) interamente navigabile, senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti del mondo, il lago Titicaca.
Coste frastagliate, acque blu come l’oceano e 36 isole, ognuna a suo modo leggendaria. D’altronde questa è la terra ancestrale dei popoli Quechua, Aymara, Uros, Pacajes, e Puquinas, qui risiede l’anima mistica e naturale di tutta la Bolivia.
Per gli Incas, l’Islas del Sol e l’Islas de la Luna sono i luoghi della creazione dell’uomo. La principale città della zona è Copacabana che vanta una splendida cattedrale in stile moresco e ospita ogni anno la Fiesta de la Virgen de Candelaria.

 

Le grandi fiestas boliviane

 

Paese dove tradizioni e folklore sono ancora molto sentiti, la Bolivia è una terra di fiesta. Al centro delle grandi feste boliviane ci sono quasi sempre un santo cristiano, una divinità indiana o un evento politico. Gli elementi chiave sono la musica folk, i balli, le processioni e vari riti. Tra gli eventi più importanti, la Fiesta de la Virgen de Candelaria (che dura una settimana), da ammirare preferibilmente a Copacabana a inizio febbraio.
Oscillano tra tradizione e folklore anche il Phujllay (a Tarabuco) per commemorare la battaglia di Lumbati (inizio marzo), la Festividad de Nuestro Señor Jesús del Gran Poder (a La Paz) tra maggio e giugno e la Festa di Indipendenza, il 6 agosto.

 

Cosa mangiare in Bolivia

 

Quella boliviana è una cucina povera ma estremamente gustosa prevalentemente a base di carne bovina o suina, accompagnata da mais, fagioli neri e da patate, che a queste latitudini sono una vera specialità.
Tra le specialità ci sono le salteñas, fagottini farciti di carne e verdure, spesso usati per placare la fame tra un pasto e un altro. Un altro piatto tipico è la sopa de quinoa, minestra a base di un cereale caratteristico della regione.
Il pesce, ovviamente, è solo di lago. Molto buone le trote del Titicaca e il surubí, un pescegatto che si trova nelle regioni amazzoniche.
La Bolivia vanta inoltre un’ottima produzione di frutta tropicale come le banane, la papaia e il mango. Tra le bevande molto apprezzata la birra locale, generalmente chiara e leggera, accanto a liquori piuttosto forti come il singani o il pisco, la cui produzione è condivisa con il vicino Perù.