Made in Bologna

Made in Bologna – raccontare una città attraverso i suoi designer

Made in Bologna è una guida per raccontare una città di cui forse si è detto tutto: Bologna la goliardica, la godereccia, Bologna ospitale e universitaria, Bologna con i locali notturni e i cantautori.

Made in Bologna è una guida per raccontare una città di cui forse si è detto tutto: Bologna la goliardica, la godereccia, Bologna ospitale e universitaria, Bologna con i locali notturni e i cantautori.

La guida di Giraldi Editore affronta una nuova sfida: raccontare la Bologna del design emergente attraverso interviste ai creativi che nelle loro botteghe offrono un modo nuovo di conoscere la città e di ricordarla.
Suddivisa in cinque sezioni – abbigliamento, gioielli, oggetti d’arredo, accessori ed eco-fashion (o moda eco-sostenibile)-, la guida bilingue italiano-inglese sceglie lo stile dell’intervista per creare un contatto diretto tra il lettore e i protagonisti dell’handmade bolognese.
A colori, perché anche l’occhio vuole la sua parte, con una grafica moderna e gradevole, corredata di foto, indirizzi e contatti, Made in Bologna è la guida che mancava. Per conoscere ancora di più, attraverso le voci inedite della sua creatività, il capoluogo emiliano.

E dunque i designer emergenti si raccontano: raccontano le idee, il rapporto con gli oggetti che producono, il fascino delle cose e le storie umane che stanno dietro a quel progetto. I loro volti, a volte sorridenti a volte malinconici, comunicano la voglia di farcela.

È un mondo fatto di ricerca, di professionalità, di etica, di qualità, di attenzione nella scelta dei materiali, di produzione a km 0.

Gli anarchici con partita iva (così si definisce uno di loro), le madri lavoratrici di famiglie multietniche, gli indipendenti appassionati di storie e tessuti approdano nelle botteghe e negli atelier, spesso dopo essere passati dal teatro, dal design o dal mondo della moda. A volte, semplicemente, da un posto fisso in banca.

Silvia Santachiara li intervista con intuizione e sensibilità, cogliendone la passione e la memoria che prende forma nei ricami dei prodotti sartoriali, negli abiti in lino, seta e canapa, in accessori e gioielli, cappelli e amuleti.
Percorsi diversi e metodi individuali che si avvalgono di materiali tradizionali come legno e ferro, o alternativi come ossa, bucce di cipolla, camere d’aria delle biciclette e persino tasti di vecchi computer, per giungere a un’interpretazione del made in Italy che coincide con la capacità di rendere unico il proprio lavoro, spingendosi fino alla trasformazione della materia in concetto e del design in stile.