Labirinto di Villa Pisani a Stra

Cinque labirinti da visitare almeno una volta nella vita

Enigmatici, ipnotici, giocosi e spaventosi insieme, i labirinti sono da sempre uno dei passatempi più complessi e densi di simbologie dell’uomo.

 

Enigmatici, ipnotici, giocosi e spaventosi insieme, i labirinti sono da sempre uno dei passatempi più complessi e densi di simbologie dell’uomo.

 

 

Dal leggendario Labirinto di Cnosso di Creta, all’interno del quale, secondo la mitologia greca, il Re Minosse fece rinchiudere il mostruoso Minotauro, nato dall’unione della moglie del re, Pasifae, con un toro, fino ai labirinti medioevali che nascondevano un significato religioso e, a partire dal Settecento, ai labirinti vegetali, divertissement della nobiltà Europea, il labirinto non ha mai smesso di essere un oggetto di culto.
Una cosa è certa: il labirinto è una delle fantasie più antiche dell’umanità, simboleggia la fatica del percorrere la vita, ma anche la speranza di una via d’uscita.
Ecco il nostro itinerario tra i labirinti più belli, dove perdersi almeno una volta nella vita.

 

Glendurgan Garden, Cornovaglia

 

Lungo il fiume Helford, nella contea inglese della Cornovaglia, si trovano i Glendurgan Gardens: siamo nel parco nazionale del National Trust, creato tra il 1820 e il 1830 dai quaccheri Alfred e Sarah Fox.
Luogo da sogno, nato in origine come giardino privato, conserva una grande varietà di piante rare ed esotiche, offre percorsi per runner e amanti della bicicletta e, soprattutto, un labirinto di grande fascino e altrettanta difficoltà, studiato per imitare l’aspetto di un serpente attorcigliato pigramente sull’erba.
Tutto intorno, tappeti di rose selvagge, tulipani, rododendri, magnolie, camelie e ortensie, alternate a tratti boscosi.

 


Villa Pisani, Stra

Villa Pisani, la “Regina delle ville venete”, è una delle principali mete turistiche del Veneto. Situata lungo l’incantevole Rivera del Brenta, a 10 minuti da Padova e 20 da Venezia, la maestosa villa dei nobili Pisani ha ospitato nelle sue 114 stanze dogi, re e imperatori e oggi è un museo nazionale che conserva arredi e opere d’arte del Settecento e dell’Ottocento, tra cui il capolavoro di Gianbattista Tiepolo “Gloria della famiglia Pisani”, affrescato sul soffitto della maestosa Sala da Ballo.
Tesoro nel tesoro è il famoso labirinto dei giardini di Villa Pisani, esempio mirabile e vero rompicapo, difficile da percorrere.

Dall’alto della torretta centrale, la guida indica ai visitatori il percorso da seguire perché non si smarriscano. Senza aiuto, infatti, è difficile trovare la via d’uscita. Si narra che sulla torretta centrale, sotto una pergola che si trovava al posto della statua attuale, al tempo dei Dogi ci fosse una bella fanciulla velata, premio per il primo che fosse riuscito a superare il labirinto.
Il labirinto di Villa Pisani ha un solo accesso, che coincide con l’uscita, e nove anelli concentrici, ed è bordato a nord da tigli e ad est da carpini. È un percorso a scelte, la cui irregolarità e le pareti curve, tutte uguali, portano in brevissimo tempo allo smarrimento del visitatore.
Venne progettato da Girolamo Frigimelica, il poeta architetto che ideò l’impianto scenografico della Villa, costruita nel 1735 per volere di Alvise Pisani, Doge di Venezia, su un’ansa del Brenta.

 

Parco del Labirinto di Horta, Barcellona

 

Il Parco del Labirinto si trova al margine settentrionale di Barcellona, a Horta-Guinardo.
Ritenuto il parco più antico in città, oltre che la versione locale dell’Alhambra di Granada, è una magnifica proprietà circondata da un bellissimo gioco di fontane e giardini.
Il parco venne costruito nel 1791, uno degli ultimi baluardi della stravagante monarchia Spagnola in Catalunya. Fu voluto dal Marchese e proprietario terriero Joan Antoni Desvalls di Ardena.
Punto di attrazione del parco di Horta è il grande labirinto, che si estende su 18 ettari in un percorso molto intricato ma altrettanto divertente.

 

Giardini Di Marqueyssac, Aquitania

Natura e incanto vanno a braccetto nei fiabeschi giardini di Marqueyssac, in Francia. Siamo nel sud-est del Paese, nel dipartimento francese della Dordogna (regione dell’Aquitania), in un piccolo villaggio dove le siepi di bosso potate ad arte formano un insolito labirinto barocco, tutto decorazioni e graziosi ghirigori.
Situati sopra uno sperone roccioso che si affaccia sulla valle del fiume Dordogne, questi incredibili giardini offrono ai visitatori uno scenario fiabesco dove l’arte topiaria (ovvero l’arte di decorare con le siepi) raggiunge livelli estremamente elevati.
Il labirinto è ospitato all’interno di un parco storico di 22 ettari, con passeggiate ombreggiate, giardini rocciosi, cascate e teatri nel verde, in uno degli esempi meglio riusciti di giardino romantico del XIX secolo.

Oltre ad ammirare la maestria della tecnica topiaria, il visitatore potrà inoltre contemplare i panorami mozzafiato offerti dalla vallata sottostante: borghi antichi, paesaggi naturali e villaggi francesi. Non a caso, nei Giardini di Marqueyssac, si possono scegliere tre diversi percorsi per raggiungere il belvedere: 6 km di sentieri, perfetti per gradevoli passeggiate, che costeggiano siepi, alberelli e piante sempreverdi.

 

Villa Medicea La Petraia, Firenze

 

La Petraia è una delle più affascinanti ville medicee, per la felice collocazione nel paesaggio, per l’eccellenza delle decorazioni pittoriche, per la rigogliosa natura del parco.
Distante pochi chilometri da Firenze è la tipica residenza suburbana, rifugio per i granduchi della famiglia Medici dalle fatiche della città.
Un antico edificio fortificato, di cui resta ancora la grande torre, fu ingrandito verso la fine del Cinquecento per realizzare l’attuale villa, e il terreno circostante fu sbancato per inquadrarla nel bellissimo giardino a terrazze.
Il cortile della villa, coperto nell’Ottocento, è decorato con affreschi del Volterrano e di Cosimo Daddi. La famosa scultura bronzea del Giambologna raffigurante Venere-Fiorenza, che completava l’omonima fontana posta anticamente nel giardino della villa di Castello, è ora collocata all’interno per garantirne la conservazione.
Stupendi i giardini, divisi su tre livelli per sfruttare il pendio della colline: dalla terrazza più alta si gode una vista unica su Firenze e sulla Cupola del Brunelleschi, mentre nel "Piano della figurina" troviamo la Fontana di Fiorenza, a cui ha lavorato anche Giambologna, e infine sul lato nord si può passeggiare nel parco all’inglese, realizzato con gusto romantico tipico della prima metà dell’Ottocento.