Gli orti di Mezzano di Primiero

Gli orti di Mezzano di Primiero in Trentino

Mezzano di Primiero, in Trentino, è uno dei Borghi più Belli d’Italia, famoso perché qui accatastare la legna è una vera e propria arte.

 

Mezzano di Primiero, in Trentino, è uno dei Borghi più Belli d’Italia, famoso perché qui accatastare la legna è una vera e propria arte.

 

 

Grazie alle cataste di legna d’autore si trasforma in un vero e proprio museo a cielo aperto. Il legno viene spesso utilizzato per creare oggetti funzionali ma anche manufatti artigianali, come sculture artistiche e giocattoli.

Durante l’estate, poi, Mezzano di Primiero diventa una meta imperdibile per chi ama le vacanze in montagna a contatto con la natura e i viaggi green, perché il borgo si trasforma letteralmente in un orto “cittadino”: un tripudio di ortaggi, fiori e aromi, censiti e raccontati in totem segnaletici installati lungo il percorso dei “Segni sparsi del rurale”.

Un modo costruttivo e insolito, per il paese trentino, di rivendicare la sua fiera identità rurale, celebrata con itinerari a tema dedicati ad acqua, architettura contadina, incisioni, affreschi e cataste di legna che qui si fanno arte, realizzate da artisti italiani e stranieri.

A Mezzano di Primiero si continua, senza fretta, a fare quello che si fa, con naturalezza, da generazioni: si coltiva la terra, si pascola il bestiame all’alpeggio per produrre formaggi ancora naturali, si mantiene il bosco e si accatasta legna, anche d’artista (è questo il borgo di Cataste & Canzei, straordinaria e unica collezione en plein air di 25 cataste di legna d’autore).

Gli abitanti di Mezzano si dedicano con passione a una tradizione antica che in Trentino ha il pregio di appagare sia la fame di cibo che quella di bellezza. È il rituale dell’orticoltura, che coinvolge l’intera popolazione dell’antico borgo rurale e regala un’incredibile tavolozza di quelli che non sono semplici orti ma meravigliosi giardini, capolavori verdi e multicolore in cui convivono in un gioco di Bello e Buono sia ortaggi che fiori, secondo appunto l’usanza trentina.

A Mezzano se ne trovano ovunque, grandi e piccoli, recintati e non, strappati al cemento in paese o isolati in aperta campagna. Se ne contano ben 400, uno ogni 4 abitanti.

 

 

 

Partiti da un’esigenza di produzione di cibo per la famiglia, rispettano fedelmente la tradizione trentina che tra le staccionate dell’orto sposa l’utile al dilettevole spartendo la terra tra ortaggi, fiori, odori, piante da frutto e viti rampicanti. Anzi, i fiori superano spesso la metà del totale delle piante, facendo dei coltivi locali dei veri e propri orti-giardino. Quadri bucolici, dove accanto a infinite sfumature di verde spiccano le tinte forti di fiori di ogni genere e si diffondono i profumi delle erbe aromatiche. Qui gli orti sono gelosamente curati dai privati ma hanno in un certo senso una funzione di verde pubblico: ricavati in posizioni favorevoli e soleggiate rispetto agli edifici di competenza, talvolta ancora cinti dalle vecchie recinzioni in legno o muratura, si offrono all’occhio di chiunque, sempre diversi, sempre nuovi.

 

Il periodo migliore per ammirarli è luglio, quando lo spettacolo orto-floreale è al massimo splendore.

Sono censiti e raccontati in totem segnaletici installati in paese, proprio come veri monumenti della storia e dell’identità rurale di questo borgo ancora fedele alle sue radici. Non di rado vengono organizzate visite guidate o serate a tema (cura degli orti, semina, tecniche, biodinamica ecc.).

Gli orti di Mezzano, insomma, sono nutrimento per il corpo ma anche per l’anima e per gli occhi. E sono a loro modo energia per la vita. Una vita rurale, che ancora si nutre di ciò che la terra dona, senza stravolgerla. Qui, tra i monti del Trentino orientale, al cospetto delle splendide Pale di San Martino, la natura è regina e tutto le si asseconda: le attività commerciali, le tradizioni perpetuate con orgoglio e persino il turismo che non può che essere sapiente, lento, consapevole e di riscoperta.