Regalo di nozze, Andrea Vitali

Cinque romanzi da leggere questa estate (anche sotto l’ombrellone)

Chi l’ha detto che i romanzi da leggere in estate siano solo “cosine leggere”?

Chi l’ha detto che i romanzi da leggere in estate siano solo “cosine leggere”?

Spesso per chi trascorre il resto dell’anno in modo frenetico, tra lavoro e impegni quotidiani senza sosta, l’estate diventa il momento perfetto per dedicarsi alla lettura.
Un passatempo gradevole, certo, ma anche un modo per approfondire conoscenze, emozionarsi, viaggiare con la mente. Anche sotto l’ombrellone della solita spiaggia e del solito mare!
Ecco la top five selezionata dalla Redazione di Viviconstile: cinque romanzi da leggere questa estate 2015.

Regalo di Nozze di Andrea Vitali, Garzanti Libri
Ercole Correnti ha ventinove anni, tra qualche giorno si sposa, dopo cinque anni di fidanzamento.

In una calda domenica d’agosto, mentre sta andando a pranzo dalla mamma, sul lungolago vede una Fiat 600 bianca. È uguale alla macchina sulla quale lui aveva fatto il primo viaggio della sua vita, vent’anni prima. Con mamma Assunta, papà Amedeo e soprattutto lo zio Pinuccio. Indimenticabile, quella gita, come lo zio Pinuccio. "Nato gagà", come diceva sua sorella Assunta. Ma anche insuperabile cacciaballe, raccontava di essere mediatore d’affari per i grandi produttori di seta del comasco. Grazie ai suoi mirabolanti racconti, era in grado di affascinare qualunque femmina gli capitasse a tiro. Ma anche un po’ misteriosa, quella gita: Ercole ne riuscirà a scoprire i retroscena solo vent’anni dopo, in quell’afosa domenica di fine agosto.

Da leggere perché: ogni agosto ha il suo mistero da risolvere.

 

Sei la mia vita di Ferzan Ozpetek, Mondadori
Un’auto lascia Roma di primo mattino.

Durante tutto il viaggio, l’uomo al volante, un famoso regista, racconta la sua vita a chi gli siede accanto: il suo compagno, che ama di un amore sconfinato ormai da qualche anno. Sullo sfondo, il palazzo dove ogni cosa accade, crocevia di diverse solitudini, ma anche di incontri folgoranti e travolgenti passioni.

E, soprattutto, Roma, come nessuno l’ha mai raccontata. Gli anni Ottanta e l’atmosfera di estrema libertà, la comunità gay e le lunghe estati nel segno della trasgressione, il flagello dell’Aids, la solidarietà che cementa grandi amicizie. Con uno stile irresistibile, lieve e toccante al tempo stesso, al suo secondo libro Ferzan Ozpetek, il regista che più di ogni altro sa parlare di sentimenti, ci guida in un viaggio avanti e indietro nel tempo, sospeso tra pianti e risate, fiction e realtà. Il suo è un mondo popolato da personaggi indimenticabili e bizzarri. Trans sul viale del tramonto, ballerini cleptomani, raffinati intellettuali, inguaribili romantiche, madri degeneri e figli devoti. Le loro storie, esilaranti eppure commoventi, compongono “la Storia” di una vita che si annulla in un’altra, come estremo dono d’amore. Al centro, un sentimento assoluto, capace di resistere a qualsiasi prova della vita: l’Amore.

Da leggere perché: l’amore ha mille volti. Tutti da scoprire.

 

Prime impressioni dalla Grecia di Henry Miller, Ibs
Nel 1971, dalle carte lasciate dal poeta Seferis, è emerso il taccuino che raccoglie gli appunti del primo viaggio in Grecia di Henry Miller. Si tratta degli appunti di viaggio scritti da Miller neI 1939, quando aveva lasciato Parigi, dove aveva vissuto per dieci anni, ma dove ormai incombeva la guerra.

La scoperta della Grecia costituisce per Miller un’esperienza eccezionale: qui ritrova una vitalistica passione per la natura, per i paesaggi, per gli abitanti, e il mare e il sole della Grecia gli fanno dimenticare Parigi. Tornato poi a New York, Miller scrive "Il Colosso di Marussi", in cui riversa l’esperienza della Grecia, ma la prima testimonianza di questo ritrovato entusiasmo è nel piccolo quaderno di appunti che vedrà la luce molto più tardi, poiché è rimasto inedito per oltre trent’anni e viene qui proposto in prima edizione italiana.

Da leggere perché: avete programmato un viaggio in Grecia o avreste voglia di farlo.

 

Agatha Raisin e la sorgente della morte di M. C. Beaton, Astoria
Vi piace Miss Marple? Allora rimarrete decisamente incantati dalle indagini di Agatha Raisin. D’altronde almeno un giallo ci vuole, tra i romanzi da leggere in estate!
Delusa per l’ennesima volta da James, che a Cipro l’ha addirittura abbandonata, Agatha torna a casa depressa e apatica. Cerca di non pensarci andando alle riunioni delle Dame di Carsely, ma anche lì non trova nulla che la interessi. Si dibatte, infatti, la proposta che l’Azienda Idrica appena fondata ha fatto al consiglio comunale di Ancombe, un villaggio vicino, e cioè di prelevare giornalmente l’acqua della sorgente del posto, dietro pagamento. Nel consiglio c’è chi pensa sia bene accettare, perché il comune incassa dei soldi e non si fa del male a nessuno, e chi sostiene che sarebbe un’indegna commercializzazione di un bene comune… Agatha trova tutto ciò piuttosto noioso, fino a quando, su richiesta del suo vecchio amico/ nemico Roy Silver, decide di curare il lancio dell’Azienda Idrica. E appena presa la decisione, s’imbatterà nel corpo del presidente del consiglio proprio sotto la fonte. Era piuttosto anziano, il morto: è scivolato e ha battuto la testa, o qualcuno lo ha ucciso? Agatha si mette a investigare: riuscirà a ottenere l’aiuto di James e a riprendere in tal modo la loro relazione?

Da leggere perché: è perfetto sotto l’ombrellone

 

Cari mostri di Stefano Benni, Feltrinelli
Stefano Benni sfida il racconto di genere e apre la porta dell’orrore. Lo fa con ironia, attingendo al grottesco, lo fa tuffandosi nel comico, lo fa tastando l’angoscia, lo fa, in omaggio ai suoi maestri, rammentandoci di cosa è fatta la paura. E finisce con il consegnarci una galleria di memorabili mostri. E allora ecco gli adolescenti senza prospettiva o speranza, ecco il Wenge – una creatura misteriosa che semina panico e morte –, ecco il plutocrate russo che vuole sbarazzarsi di un albero secolare, ecco una Madonna che invece di piangere ride, dolcemente sfrontata, ecco il manager che vuole ridimensionare un museo egizio sfidando una mummia vendicativa. Con meravigliosa destrezza Stefano Benni scende negli anfratti del Male per mettere disordine e promettere il brivido più cupo e la risata liberatoria. E in entrambi i casi per accendere l’immaginazione intorno ai mostri che sono i nostri falsi amici, i nostri veleni, le nostre menzogne.

Da leggere perché: l’ironia aiuta a sconfiggere le paure. Anche quelle inconfessabili.