I migliori cocktail bar di Roma

Se a Milano bere un buon cocktail è quasi più facile che trovare un panettiere aperto, Roma non vuole essere da meno.

 

Se a Milano bere un buon cocktail è quasi più facile che trovare un panettiere aperto, Roma non vuole essere da meno.

 

E lo fa con innato stile capitolino. Pullulano, in città, i locali dove è possibile sorseggiare un cocktail da dieci e lode, tra suggestioni vintage, club clandestini e ricette acrobatiche da lasciare tutti a bocca aperta.
Ecco la nostra selezione dei migliori cocktail bar di Roma. Da provare con cautela, si intende.

 

Il club dei cocktail di The Corner

 

Una reception fuori ordinanza accoglie l’ospite del boutique hotel romano The Corner. Il piccolo desk del concierge, infatti, lascia il ruolo da protagonista al cocktail bar e al team di bar tender. Scelta originalissima, come tutto nel nuovo indirizzo sull’Aventino, ricavato in un villino d’epoca fresco di restyling.
Taglie small, medium e large (la suite), per le 11 stanze che prendono forma nei tre piani della casa, molte delle quali ingentilite dai caratteristici balconcini d’epoca.
Il parquet in legno di rovere a spina ungherese, l’austero camino in marmo, le poltrone big size, trovano un risvolto più “liberal” grazie all’uso di tinte forti, giocate a contrasto con le scultoree testate dei letti.
Fiore all’occhiello di The Corner è la terrazza giardino che circonda l’intera villa. Ricca di alberi secolari, piante e fiori profumati, fa da trait d’union tra le varie anime di The Corner.
Divani, poltrone, gazebo, accolgono quanti vogliono mangiare velocemente, oppure bere un drink preparato con professionalità da un team di giovani bar tender, dall’orario dell’aperitivo fino a dopo cena.
Se Bistreet, il bistrot dell’hotel si affaccia direttamente sulla strada aprendosi alla città, in un angolo del locale una vera cabina telefonica degli anni ’70 e una doppia porta con codice segreto segnano l’accesso di un club very british. Camino, library, poltrone, tappezzeria regimental e grande banco bar. L’atmosfera da luogo clandestino si spezza con la coinvolgente musica dei dj, e con la presenza dei migliori bar maker della città.

 

I cocktail italiani di una volta alla Zanzara

In zona Prati, La Zanzara è un ristorante all day long, aperto da mattina a notte fonda: aria retrò, buona cucina e un ottimo bar, dove sorseggiare cocktail tra i migliori di Roma.

Il menù dei cocktail la dice lunga sui barman de La Zanzara: c’è una sezione dedicata ai drink vintage di stile italiano (Campari e Rabarbaro shakerati, per esempio; o “Fernando”, a base di Fernet Branca, Vermout Bianco e Galliano) e una alle Miscele Gentili (come “Mediterraneo” con Sciroppo speziato Rosmarino e Scorze d’Arancia, Limone, Arancia, Tonica Mediterranea).

Non mancano le Miscele Frizzanti, capeggiate dall’insuperabile Spritz Veneziano e le Miscele di Spirito con una sfiziosa Zar Zarina (base di Vodka Russian Standard, Sciroppo d’Agave, Pompelmo rosa, Bitter Rossi d’Angera, Champagne) e una misteriosa Tentura di Iodio (Rum Mix Demerara, Tentura liqueur, Bitter Piccante, Limone, Lime, Albume). Da provare la rivisitazione del classico Bloody Mary, perfetta per combattere il caldo romano: la salsa di pomodoro viene fatta riposare con scorze di agrumi, birra al bergamotto e del Tanqueray Rangpur al posto della vodka. 24 ore in frigorifero a riposare e si gusta, freddissima.
La Zanzara, progettato dallo studio Rpm, ricorda molto un bistrò parigino anni Quaranta, con l’aria un po’ vissuta e irresistibilmente decadente dei più bei palazzi della nostra Capitale. Nato dalle ceneri di uno spazio adibito a uffici comunali, del quale ha mantenuto le mattonelle originali esagonali e i decori geometrico-floreali, può ospitare fino a 100 coperti, tra vecchi banconi in legno e marmo di Carrara di provenienza toscana e la cucina a vista.

 

I cocktail a base di sake da Sambamaki

Quando Brasile e Giappone si incontrano, la magia è assicurata. Ecco spiegato, in poche parole, il successo di un nuovo indirizzo romano, Sambamaki temakeria e sakeria di lusso, in viale Regina Margherita. Se volete provare il vero sushi brasiliano a Roma, questo è l’indirizzo giusto.

A dire il vero, quella tra la cultura, anche gastronomica, giapponese e brasiliana è una fusione tutt’altro che recente e “modaiola”: risale, infatti, a una massiccia ondata migratoria nei primi del 1900 con San Paolo che divenne un secondo Sol Levante.
Aperto a pranzo e a cena (giorni di chiusura sabato a pranzo e la domenica), Sambamaki nasce dall’idea del sakè sommelier Riccardo Di Salvo insieme ai suoi soci, lo chef brasiliano Ricardo Takamitsu e l’imprenditore Antonio Brancaccio, che si sono affidati all’architetto Franco Costa (uno dei creatori di Eataly) per la decorazione del locale.
Due le sale principali del ristorante. Una è ispirata ai motivi giapponesi e ospita il bancone dove è possibile scegliere tra i numerosi cocktail, tutti rigorosamente a base di sakè: da provare la Sakerinha, Asian Mojito (sake e rum), Americano Zen (vermut, sake, top di soda, lavanda e rose), Negroni Branco (gin, sake, vermut), Julep Sake e anche uno Spritz rivisitato col sake frizzante.

 

Cocktail di stile al Caffè Propaganda

 

Aperto nel 2011, a due passi dal Colosseo, il Caffè Propaganda è un locale raffinato, vero tempio romano della gastronomia di qualità.
Un locale elegante eppure informale, è l’indirizzo perfetto per gustare pasti leggeri, insalate, sandwich, salumi e formaggi, primi e secondi piatti, firmati da un giovane staff capitanato dagli chef Marco Bravin e Walter Di Ruocco.

Aperto da mezzogiorno e mezzo a tarda sera, al Propaganda si è benvenuti a qualsiasi ora, anche per un attacco di fame: il bancone bar è a disposizione dei clienti per un aperitivo o un pranzo veloce; il pomeriggio la sala diventa un tranquillo angolo di relax per un the e due macaron con gli amici; la sera si può gustare un originale cocktail o completare un viaggio gourmand nelle eccellenze gastronomiche e nelle vendemmie dei piccoli vigneron che seguono la filosofia dei vini naturali e biologici.

E proprio i cocktail hanno una fama che li precede, grazie alla vasta selezione e alla cura con cui vengono preparati. Il menù è ampio: c’è la sezione vintage, la seasonal, la fizz, i cocktail a base di champagne, rum, brandy, whisky, cognac e il Punch.

 

Il fascino del Proibizionismo nei cocktail di Club Derrière

 

A Roma la passione del proibito la fa da padrona. Così, capita di entrare in una bella osteria (l’Osteria delle Coppelle) in pieno centro, tra Pantheon e Piazza Navona, attraversare il locale senza nemmeno buttare un occhio al menù, aprire l’anta di un armadio e ritrovarsi in un’altra dimensione.

Luci soffuse, poltrone e vecchi bauli disseminati ad arte, musica di sottofondo: quasi che un passaggio spazio-temporale all’epoca del Proibizionismo sia il piacevole compromesso per assaggiare i cocktail più buoni di Roma. Il locale si chiama Club Derrière, speakeasy bar dove si entra solo se si rispettano le regole di bon ton di un vero club: non si urla, non si usa il cellulare, non si beve troppo, si entra solo "ben vestiti" e muniti di parola d’ordine.
Dietro il grande bancone separato dal resto del locale da una griglia di ferro e vetro ci sono tre eleganti bartender all’opera. Qui non si mangia e si beve in modo selezionato: niente vino, niente birra, solo whisky, tequila, rum e gin, ma soprattutto le dodici miscelature creative come per esempio “Floral & Vanity” (Tequila, fiori di sambuco, violetta, lime e agave), “Amalia” (London Dry, fiori di sambuco, lime, zucchero e zenzero) e “London Dry” (cacao, sciroppo ai lamponi, lime e salvia).