Vivere open space: la cucina entra nel salotto

Tendenza che dura ormai da oltre quarant’anni e che sembra ben lontana dal tramontare, l’open space rappresenta un modo di abitare più attuale che mai.

Tendenza che dura ormai da oltre quarant’anni e che sembra ben lontana dal tramontare, l’open space rappresenta un modo di abitare più attuale che mai.

E dai vecchi magazzini newyorkesi ai nostri salotti, il passo è davvero breve.

homify.it/Elix

Ne è passato di tempo da quando, nei primi anni ‘70, alcuni artisti americani decisero che i vecchi sottotetti dentro quegli stabili industriali abbandonati potevano diventare la loro casa. Una casa che sarebbe stata anche atelier, studio di registrazione o sala prove, i cui gli usi principali si sviluppavano in un grande open space, uno spazio unico che abbatteva ogni tipo di barriera formale, per prediligere uno stile di vita più disinvolto e libero. Già da allora, infatti, si decise che in un loft le partizioni interne erano perfettamente inutili, memoria di ormai troppo antichi pudori. Formalismi completamente inadatti a una nuova generazione la cui preoccupazione principale erano le proprie esigenze creative: fu così quindi che quei vecchi edifici, da fabbriche di oggetti si trasformarono in fabbriche di idee.
Lentamente, a partire dalla Francia, il concetto abitativo dei loft si diffuse anche in Europa, per arrivare finalmente, da diversi anni a questa parte, anche nel nostro paese. Non più prerogativa dei soli artisti, l’open space è diventato così un elemento altamente pervasivo anche nel design d’interni nostrano, rispondendo a diverse necessità legate alla realtà odierna: una vita veloce in case sempre più piccole, con metrature ingenerose da utilizzare fino all’ultimo centimetro. Zone di passaggio e muri divisori, da caratteristiche irrinunciabili sono diventate allora limitazioni in termini di praticità e apporto di luce naturale. Ecco che quindi, anche se non abitate in un loft, per il vostro progetto di ristrutturazione l’architetto non ci ripenserà due volte a proporvi una zona giorno che integra in un solo ambiente cucina, zona pranzo e area relax.
Il bello è però che quella che potrebbe sembrare una moda un po’ a senso unico, ha invece molte declinazioni differenti.
Le possibilità variano a seconda delle sfumature dei ruoli che vogliamo assegnare al nostro tavolo da pranzo e al nostro divano, esprimendosi in soluzioni a volte davvero sorprendenti. Se vogliamo aderire al concetto più puro di open space, la cucina potrà essere organizzata anche nel sottoscala di accesso al soppalco, proprio come possiamo vedere nel progetto di Maurizio Borri. Qui la definizione dell’ambiente rispetto all’area pranzo e al vicino soggiorno è operata dal piano leggerissimo della penisola, incorniciato dal susseguirsi regolare dei gradini.

homify.it/Maurizio Borri

Basta davvero poco infatti per sottolineare l’entrata nell’uno piuttosto che nell’altro ambiente, a volte perfino la disposizione stessa dei mobili. L’isola, il più delle volte, è la leva d’Archimede del linguaggio open space in cucina, visto che organizza lo spazio senza chiusure o limitazioni. La luce e l’aria circolano liberamente, creando un’atmosfera suggestiva, rilassata, ma soprattutto una grande funzionalità.
Tuttavia per i più riservati e tradizionalisti, di quelli che hanno bisogno di sapere che quando si vuole nascondere fornelli e piani di lavoro agli sguardi di ospiti curiosi, si può, l’opportunità di inserire la propria cucina in un open space non è una chimera. Se guardiamo l’esempio dello studio di architettura CM4, realizziamo che la cucina ha un vero e proprio affaccio sul salotto, mediato da una finestra aperta in una scatola di vetro.

homify.It/CM4 Arquitectos

Anche se ci troviamo in vecchio magazzino recuperato all’uso abitativo quindi, si è trovato il modo di mediare la presenza della cucina all’interno del soggiorno, con un risultato dal grande effetto scenico.
Muri che ci sono quindi ma che si aprono e si fermano al punto giusto, creando un dialogo intelligente tra soluzioni architettoniche e praticità degli spazi. È quello che è accaduto in un piccolo appartamento di 40 mq, destinato ad accogliere una famiglia di tre persone. Il salotto è direttamente collegato alla cucina, ma la zona notte del piccolo è divisa dalla struttura di sostegno alle scale di accesso al soppalco, dove si trova la camera da letto dei genitori.

homify.it/CM4 Arquitectos

Un’ottima soluzione poi sono le porte scorrevoli, specialmente del tipo a incasso. Con un semplice gesto possiamo ergere una parete leggerissima, da nascondere all’interno delle pareti quando lo vogliamo, creando un grande unico ambiente inondato di luce. E per gli amanti delle soluzioni più sofisticate, più attenti al design che alla privacy, una parete di cristallo sarà l’unico elemento di divisione, confine invisibile tra la zona living e quella della cucina.

homify.it/CM4 Arquitectos

L’articolo finisce qui, ma se siete ancora in cerca d’ispirazione per il soggiorno, date uno sguardo alle nostre idee moderne per questo ambiente: troverete sicuramente quelle che fanno più al caso vostro!

Federica Di Bartolomeo – Redazione di homify.it