Slow Food a Expo 2015 per un cibo buono, pulito e giusto

Sarà un’enorme chiocciola rossa a dare il benvenuto ai visitatori di Expo 2015 che entrano nello spazio di Slow Food, all’estremità est del Decumano.

 

Sarà un’enorme chiocciola rossa a dare il benvenuto ai visitatori di Expo 2015 che entrano nello spazio di Slow Food, all’estremità est del Decumano.

 

Un’accogliente struttura in legno di larice sostenibile ispirata alle cascine lombarde con un cortile interno e progettata dallo studio Herzog & de Meuron.
Il percorso comincia con la mostra interattiva Scopri la biodiversità, si prosegue con l’assaggio di formaggi a latte crudo nell’area Slow Cheese accompagnati da un buon calice di vino nella cantina Slow Wine, e si termina con un dibattito organizzato nello Slow Food Theater.
Al centro un originale orto in cui si troveranno varietà lombarde e molti consigli, per avere verdura ed erbe aromatiche anche a casa.
Nutrire il pianeta garantendo a tutti un “cibo buono, pulito e giusto”, ripartendo dalla biodiversità: questo il motto dell’Associazione piemontese. Per questo motivo Slow Food propone un percorso educativo per adulti e bambini, suddiviso in colorate tappe in cui osservare e toccare con mano le ricchezze del nostro pianeta.

Mondi a confronto: un gioco che mostra modelli di agricoltura, produzione e consumo di cibo contrapposti. Allevamento intensivo versus pascoli erbosi, mercati versus fast food.

Si prosegue con l’Albero del cibo, una struttura che rappresenta i valori al centro dell’associazione, per cui cibo significa suolo, cultura e saperi, ma anche convivialità, confronto e tradizioni. Ogni visitatore può partecipare appendendo ai rami un’etichetta con il proprio significato legato alla parola cibo.

La Linea del tempo presenta la distruzione di biodiversità causata dall’evoluzione, o meglio l’involuzione, dell’agricoltura industriale.
Nel Carrello della spesa troviamo merendine, bibite gassate, crocchette di pollo e molti altri prodotti, raccontandone impatto su ambiente e salute, ma anche proponendo utili alternative. Perché ad esempio scegliere l’insalata di quarta gamma, più costosa, meno sostenibile e meno gustosa di una appena raccolta?

Ad aspettarci poi c’è l’Uomo di mais, a simboleggiare la predominanza di questa coltura sia nei campi che sugli scaffali dei supermercati, dai dentifrici ai dolcificanti, un vero gigante a cui si contrappongono le produzioni di piccola scala. Una provocazione per riflettere sull’impatto che ormai il mais ha su terreni, ambiente, problemi sociali e obesità. Accanto, numerose varietà di semi con cui i bambini possono giocare e disegnare, scoprendo una biodiversità spesso sconosciuta.

Ogni giorno ci saranno in degustazione quattro formaggi a latte crudo e quattro vini, a rappresentare la variopinta biodiversità dei nostri territori. Accanto alle grandi eccellenze italiane, come la mozzarella di bufala e il parmigiano, oltre 30 prodotti dei Presìdi, il progetto con cui Slow Food sostiene le produzioni tradizionali che rischiano di scomparire.
Protagonisti di queste realtà i pastori e i casari che ogni giorno lottano per un cibo di qualità prodotto rispettando ambiente e benessere animale.

Per riconoscerne la tipicità e garantire informazioni complete ai consumatori, molti prodotti dei Presìdi avranno l’etichetta narrante, che fornisce informazioni precise sui produttori, le loro aziende, le tecniche di allevamento e lavorazione e sui territori di provenienza. Non mancano poi i formaggi regionali più tipici, dallo strachitunt lombardo al pecorino siciliano, e le specialità europee da Belgio, Francia, Grecia, Olanda, Regno Unito e Spagna. Il tutto accompagnato da un buon calice proposto dall’ampia selezione della Banca del Vino di Pollenzo.

Slow Food Theater invece sarà uno spazio in cui assistere a conferenze, dibattiti, presentazioni, ma anche proiezioni di film, rappresentazioni teatrali e musicali.
A fine ottobre, quando calerà il sipario su Expo, le strutture utilizzate potranno essere facilmente smontate e riutilizzate in altri progetti, animando scuole, orti o aziende agricole. Durante la manifestazione una bacheca sarà a disposizione per raccogliere idee e proposte sul loro uso futuro.

 

 

Silvia Donnini