Mudec – il nuovo Museo delle Culture di Milano

Verrà inaugurato a Milano, il 27 marzo, il Mudec, nuovo Museo delle Culture in via Tortona 56.

 

Verrà inaugurato a Milano, il 27 marzo, il Mudec, nuovo Museo delle Culture in via Tortona 56.

 

 

E quando la cultura trova una nuova casa, è sempre una bella notizia.
Negli spazi che ospitavano la fabbrica dell’Ansaldo, apre il Mudec, Museo delle Culture e spazio multifunzionale e multidisciplinare dedicato a mostre, ricerca e divulgazione.

Mentre il conto alla rovescia in vista di Expo sembra aver innescato la quinta marcia, con l’arrivo di Mudec si aggiunge un altro tassello della nuova Milano.
Grande spazio multifunzionale, Mudec si estende su uno spazio di 17mila metri quadri distribuiti tra sale espositive, auditorium, aule didattiche, spazi per i più piccoli, ristorante e store per lo shopping.

Il nuovo polo museale si inserisce perfettamente negli spazi ex-industriali che lo ospitano, grazie a una scelta architettonica che reinterpreta in chiave contemporanea le precedenti strutture: forme squadrate rivestite di zinco, con una struttura in cristallo – illuminata 24 ore su 24 – che "irrompe" geometricamente nell’edificio.

Con la sua pluralità di funzioni e servizi, il Mudec si propone di diventare nel panorama italiano un punto di riferimento per la testimonianza, la ricerca e la divulgazione della creatività e dell’arte proveniente da tutti i continenti.

 

 

 

Ad accogliere i visitatori, due mostre alle quali Palazzo Marino tiene molto, entrambe inserite nel palinsesto di Expo in città. Si tratta di percorsi che intendono delineare il legame di scambio e commistione che Milano ha sempre avuto con altre culture.

“Africa. La terra degli spiriti” è una mostra monumentale dedicata all’arte africana dal Medioevo a oggi. Con oltre 200 pezzi viene proposto un percorso che affianca capolavori celebri alla cultura occidentale per il loro valore estetico a opere della tradizione culturale e religiosa del continente africano, spiegandone la simbologia e l’importanza nella vita quotidiana delle popolazione dell’Africa nera.

Attraverso le sale della mostra si avrà così modo di scoprire che l’arte africana, a torto definita ‘primitiva’, nasce in realtà da un’idea e da tradizioni formali molto precise, in modo non molto dissimile da quanto avviene negli atelier degli artisti occidentali; che i cosiddetti ‘selvaggi’ produssero un’arte capace di parlare ai grandi maestri delle avanguardie e a cambiare con ciò la storia dell’arte occidentale e che l’arte africana era in realtà’ conosciuta e ricercata da secoli e faceva parte delle collezioni delle maggiori corti europee. Le opere in mostra vengono poi rilette all’interno della cultura africana della vita, della morte, del rispetto per gli antenati e della divinazione; spiegando come attraverso i manufatti artistici si interroghino gli spiriti della terra e del vento e si cerchino di placare gli ineffabili demoni che minacciano la vita degli uomini e degli animali.

“Mondi a Milano” racconta al pubblico come la città abbia accolto e divulgato al grande pubblico le diverse culture non europee nel corso dei suoi più importanti eventi espositivi: dalle mostre di arti industriali nella seconda metà dell’Ottocento, concepite alla stregua delle Esposizioni Universali, fino alla loro riformulazione nelle Biennali e Triennali degli anni Venti e Trenta del Novecento. Aperto fino a metà luglio, il percorso chiarisce il legame che corre tra il patrimonio del museo e la storia delle grandi Esposizioni internazionali del passato, ma intende altresì accompagnare il pubblico alla scoperta del gusto collezionistico che è stato il secondo asse portante del patrimonio museale civico in tema di Raccolte Etnografiche. Le Raccolte Etnografiche del Comune di Milano raccolgono oltre 7.000 opere d’arte, tessuti, strumenti provenienti da tutti i continenti e databili dal 1.500 a.C. fino ai primi anni del Novecento; una collezione che sarà già visibile al pubblico nei depositi del MUDEC a far data dall’inaugurazione della mostra, grazie a visite guidate.

In autunno, a Expo conclusa, si inaugurerà il percorso museale allestito nella sale espositive del Museo con una selezione delle Raccolte stesse.