Caporetto, Bovec, Monte Nero: la Slovenia della Grande Guerra

Posta in posizione strategica nell’alta valle dell’Isonzo, Caporetto (Kobarid in Sloveno) è tristemente famosa per la battaglia che si combatté in queste zone tra il 24 e il 26 ottobre 1917, tra le truppe italiane e quelle austriache durante la Prima Guerra Mondiale.

 

Posta in posizione strategica nell’alta valle dell’Isonzo, Caporetto (Kobarid in Sloveno) è tristemente famosa per la battaglia che si combatté in queste zone tra il 24 e il 26 ottobre 1917, tra le truppe italiane e quelle austriache durante la Prima Guerra Mondiale.

 

 

La battaglia si concluse con la celebre rotta dell’esercito italiano che dovette ritirarsi fino al fiume Piave perché non esistevano piani per la difesa delle posizioni, essendo la strategia del Regio Esercito basata esclusivamente sull’offensiva.

La valle dell’Isonzo, in Slovenia, è una terra profondamente segnata dalla sua storia, una terra ancora oggi bellissima e selvaggia, dove la natura è la vera protagonista e dove ricordare è un dovere morale, ma anche la piacevole possibilità di scoprire un angolo di Slovenia incontaminato.

Per ricordare gli eventi del primo conflitto mondiale, negli anni Novanta del secolo scorso è stato costruito un museo, oggi meta di numerosi visitatori. Museo molto apprezzato, offre uno sguardo sul grande conflitto mondiale, senza esaltare alcuna parte coinvolta e senza tendenziosità, con un occhio rivolto all’importanza della pace.

Il sacrario di Sant’Antonio, costruito su un colle, custodisce le salme di 7014 soldati italiani.

Da Kobarid si snoda un sentiero lungo circa 5 km e adatto a tutti, che unisce le peculiarità storiche, archeologiche e naturali della zona. Il patrimonio storico che si trova lungo il sentiero va dalla Preistoria sino al periodo che seguì la Seconda guerra mondiale: rimangono infatti tracce delle migrazioni barbariche, dei passaggi militari di Napoleone e, ovviamente, della Prima guerra mondiale.
Lungo il percorso si può visitare il sito archeologico Tonocov grad, un’altura rocciosa sovrastante l´Isonzo presso Kobarid che, per la sua naturale posizione, venne abitata fin dall’antichità. Nel V secolo d.C. venne costruito, oltre al castello difensivo, un insediamento e numerose chiese. Ancora oggi i resti che si possono visitare costituiscono uno degli esempi di centro abitato tardoantico meglio conservati delle Alpi Orientali.

I musei all’aperto della Prima guerra mondiale: Ravelnik e Čelo

 

A Ravelnik, prima linea difensiva austro-ungarica nella zona di Bovec e oggi museo all’aperto della Prima guerra mondiale, si possono visitare trincee, canali di collegamento, caverne, bunker, nidi per mitragliatrici e ricostruzioni di baracche, oltre a un cimitero di guerra.

Altro punto strategico di grande importanza durante la guerra fu la roccaforte di artiglieria austro-ungarica sul Čelo a difesa della conca di Bovec: qui si possono ancora trovare trincee e postazioni di artiglieria perfettamente conservate.

Tra i cimiteri della Prima guerra mondiale, vale la pena visitare quello di Log pod Mangartom: qui, sotto la cima del monte, sono stati sepolti 800 valorosi soldati caduti in combattimento. A loro ricordo è stato posto un monumento che raffigura due soldati con lo sguardo rivolto al Rombon.

Bovec, il paradiso delle vacanze attive

 

Rimanendo in zona, Bovec è una meta perfetta per coloro che vogliono trascorrere le proprie vacanze in maniera attiva, immersi in una natura intatta.
Siamo nel cuore delle Alpi Giulie, il complesso alpino più ampio e più alto della Slovenia all’interno del Parco Nazionale del Triglav. Vette che raggiungono i 2000 metri, così uniche che sono state scelte dal regista Andrew Adamson per filmare alcune delle scene delle “Cronache di Narnia: Il Principe Caspian”, il film della Disney.

Nel centro della valle di Bovec svetta il monte Svinjak che dona alla panoramica della cittadina un aspetto caratteristico.
Con l’impegno nella preservazione del patrimonio naturale e culturale dei luoghi della valle dell’Isonzo e con il progetto “Storie dell’Isonzo”, la valle si è aggiudicata nel 2008 il titolo di Destinazione Europea di Eccellenza.

Ma Bovec è noto soprattutto perché rappresenta il centro sloveno di sport acquatici estremi, dato che proprio in questi luoghi sgorga la sorgente purissima dell’Isonzo, uno dei fiumi più puliti d’Europa.
Rafting, kayak lungo rapide con tratti di varie difficoltà, canyoning espolorando di torrenti, canyon e gole, hydrospeed (una sorta di bob fluviale), ma anche escursionismo e alpinismo, ciclismo, pesca a mosca, parapendio e zipline (discesa adrenalinica per la teleferica ad una velocità di 60 km/h e a 200 m di altezza): sono queste alcune delle attività offerte dalle numerose agenzie sportive del territorio, che aspettano gli ospiti intrepidi per cimentarsi in avventure da brivido.

 

All’ombra del possente Monte Nero
Una delle tappe naturali più belle, lungo il Sentiero della Pace, è proprio quella all’interno del Parco nazionale del Triglav che, oltre alla catena del Krn – il possente Monte Nero sloveno – comprende la Val Trenta e il paese di Lepena, le gole di Tolminka, dove raggiunge il suo punto più basso, il villaggio ecologico di Čadrg, le montagne del Tolminese e la zona di Bohinj.
Qui si può seguire un percorso guidato di media difficoltà che porta a toccare con mano un altro angolo del fronte bellico.

Il Museo all’aperto della Prima guerra mondiale di Zaprikraj è ciò che rimane della ben fortificata linea italiana sulla catena del Krn: un vero e proprio tuffo nel passato, passeggiando tra trincee e caverne.

Merita sicuramente una sosta il paese di Drežnica: protetto dalla mole del monte Krn, è stato dichiarato per due volte il più bel borgo di montagna in Slovenia, famoso anche per la grande chiesa parrocchiale romanica del Cuore di Gesù, costruita nel 1912. Nel pressi del paese è possibile visitare un antico mulino ristrutturato, due bellissime cascate e la gola di Koseč. Uno degli appuntamenti da non perdere a Drežnica è il carnevale con le maschere in legno, che rappresenta la conservazione genuina di un’antica tradizione.

Altra peculiarità di queste zone legate alla Grande Guerra, sono le collezioni museali private: per molti anni gli abitanti delle montagne hanno raccolto i resti lasciati dai soldati lungo il Fronte Isontino e, con pazienza e devozione, li hanno organizzati in piccole esposizioni personali, che si possono visitare nelle loro case, accompagnate dagli immancabili racconti tramandati da padre in figlio sui tanti eroi dimenticati di questo conflitto.

Chiesa commemorativa del Santo Spirito sullo Javorca

 

Costruita su un panoramico promontorio roccioso sopra la valle del fiume Tolminka e sopra l’alpe Polog, la Chiesa del Santo Spirito sullo Javorca è l’unica chiesa commemorativa dell’esercito austro-ungarico che si è conservata nella zona del fronte dell’Isonzo.
Venne innalzata pietra su pietra, a mani nude e in soli otto mesi, dai soldati austro-ungarici in memoria dei compagni caduti, su una piattaforma di pietra naturale.
I muri lignei sono coperti da un tetto basso a due spioventi, decorato sopra l’entrata da una torretta. Le facciate laterali, tra le finestre, sono decorate dagli stemmi delle regioni austriache. Davanti all’entrata, sulla piccola terrazza panoramica, è appesa una piccola campana.
L’interno è un vano unico, diviso in tre apparenti navate da pilastri in legno dipinto. Sui muri laterali sono appese tavolette lignee prese dalle cassette per munizione dove sono stati incisi a fuoco i nomi di oltre 2800 soldati caduti dell’esercito austro-ungarico.
Il santuario vicino alle linee del fronte fu consacrato il 1° novembre 1916: alle messe partecipavano insieme cattolici, protestanti, ortodossi, ebrei, musulmani e persino atei che qui, per qualche istante, dimenticavano gli orrori della guerra.
Considerato uno dei più interessanti monumenti della prima guerra mondiale sul territorio sloveno, la chiesa commemorativa è stata inclusa tra gli edifici storici che portano il marchio del patrimonio culturale europeo.
Il santuario rappresenta una delle fermate lungo il sentiero storico Sentiero della pace che collega i vari monumenti e le rovine della prima guerra mondiale, sparse nella regione di Posocje.

 

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