Dieci cose da fare a Istanbul

Unica città al mondo a cavallo di due continenti, l’Europa e l’Asia, Istanbul si distende sulle rive del Bosforo, dove le acque del Mar Nero si mescolano con quelle del Mar di Marmara.

Unica città al mondo a cavallo di due continenti, l’Europa e l’Asia, Istanbul si distende sulle rive del Bosforo, dove le acque del Mar Nero si mescolano con quelle del Mar di Marmara.

 

Una posizione che fu la ragione stessa della sua esistenza e di una storia complessa e millenaria della quale Istanbul conserva le preziose testimonianze: i tre imperi di cui fu capitale (Impero Romano, Bizantino, Ottomano) svelando al visitatore una straordinaria fusione fra Oriente e Occidente, fra passato e presente. L’animo di una città protesa verso il futuro, ma allo stesso tempo ben ancorata alle sue antichissime radici.

Istanbul è molteplice e sconfinata: custodisce gelosamente un centro storico dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco e proteso sul Corno d’oro, dove i musei si alternano alle antiche chiese, i palazzi alle moschee.
Imperdibili le attrazioni del quartiere di Sultanahmet, con il Museo di Ayasofya (Santa Sofia), il Palazzo Topkapi, la Moschea Blu, il Grand Bazaar e il Bazar delle Spezie; così come il quartiere di Beyoglu, dove si trova il quartiere genovese con la Torre di Galata e lungo cui si sviluppa Istiklal Caddesi, un viale pedonale interamente dedicato allo shopping, le cui strette traverse sono piene di negozi, caffè, bar e ristoranti, che arriva fino a Piazza Taksim.

Ma ad Istanbul c’è tanto altro da vedere: un tour sul Bosforo in battello, il Ponte di Galata, i pittoreschi villaggi di Ortakoy e Bebek ormai parte integrante della città, il Palazzo Dolmabahce, l’Istanbul Modern Museum …
Un solo viaggio non basta, per esaurire l’infinita lista delle cose da fare e da vedere a Istanbul, ma di certo è sufficiente per innamorarsi della sua unicità.

 

1 – Ayasofya
Gran parte delle attrazioni imperdibili di Istanbul si trovano nel quartiere di Sultanahmet: il Palazzo Topkapi, la Moschea Blu, Ayasofya, la Basilica Cisterna e l’Ippodromo. L’arteria è Divan Yolu, dove passa anche il tram, che è il mezzo migliore per muoversi in questa zona.
Ayasofya è la grandiosa basilica costruita tra il 532 e il 537 per volere di Giustiniano sul sito in cui, in precedenza, altri imperatori avevano commissionato due chiese consacrate alla Divina Sapienza. Tra i più importanti simboli di Istanbul, Santa Sofia è famosa non solo per la sua complessa vicenda storica, ma anche per essere una delle più grandi opere architettoniche al mondo per dimensione e bellezza. Per la sua costruzione furono impiegati marmi policromi, materiali e pietre preziose, persino colonne provenienti dai templi di Diana a Efeso e di Atene in Egitto.

La caratteristica della basilica è l’immensa cupola centrale apparentemente priva di sostegni che, insieme a un audace gioco di volumi geometrici e verticalità architettoniche, conferisce allo spazio interno dell’edificio una grande leggerezza che l’esterno non lascia presagire. Pregevoli mosaici risalenti al periodo bizantino e a quello immediatamente successivo, raffiguranti Cristo, i Santi, la Vergine, imperatori e imperatrici, decorano gli interni, meravigliosamente rischiarati dallo scintillio di milioni di tessere dorate.

Con l’arrivo dei turchi nel 1453, Costantinopoli divenne capitale dell’Impero Ottomano e Ayasofya fu trasformata in moschea con l’aggiunta di una serie di importanti elementi architettonici: i 4 minareti, le tombe imperiali, il minbar (il pulpito islamico), i grandi dischi circolari alle pareti delle gallerie su cui sono impressi in turco i nomi sacri musulmani, le iscrizioni della cupola. Dopo la nascita della Repubblica di Turchia, Ayasofya divenne un museo (1935) e oggi è uno dei musei più visitati del Paese.

 

2 – La Moschea Blu

 

La Moschea del Sultano Ahmet (o di Sultanahmet) è conosciuta come Moschea Blu per le meravigliose maioliche di Iznik che rivestono le pareti interne: oltre 21.000 piastrelle in ceramica dalle diverse tonalità di azzurri e blu ricoprono l’interno della moschea trasformandola in una vera e propria opera d’arte.

La sacralità e bellezza della moschea è accentuata dalle decine di lampade che scendono dall’alto a formare cerchi di luce particolarmente suggestivi. Con i suoi imponenti minareti e la forma aggraziata, la moschea venne realizzata dal sultano esattamente di fronte ad Ayasofya per competere in bellezza e grandiosità con l’opera di Giustiniano. La Moschea Blu, che risale al XVII secolo, è anche l’unica a poter vantare ben sei minareti, superata in questo solo dalla moschea della Ka’ba alla Mecca, che ne ha sette. Tale particolarità architettonica è dovuta, secondo una leggenda popolare, a un fraintendimento: il sultano Ahmed I voleva che i minareti fossero ricoperti d’oro. L’architetto fraintese però le parole del sultano, capendo “alti” (in turco “sei”) anziché “altin” (oro). Il sultano aveva una loggia privata a piano superiore, che poteva essere raggiunta direttamente a cavallo. La costruzione della moschea iniziò nel 1609 e lo stesso sultano diede avvio ai lavori. Era, infatti, sua intenzione che questa moschea divenisse il luogo di culto più importante dell’Impero. Scelse per sovraintendere ai lavori il suo architetto Sedefkar Mehmet Aga, prima allievo e poi assistente di Mimar Sinan, ovvero il più importante architetto dell’epoca ottomana, contemporaneo di Michelangelo. L’organizzazione della costruzione fu meticolosamente descritta in otto volumi ora conservati nella biblioteca del Topkapi.

 

3 – La Basilica Cisterna

 

La Basilica Cisterna è una spettacolare struttura sotterranea concepita come deposito d’acqua fatta costruire nel 532 d.C. dall’imperatore Giustiniano per l’approvvigionamento idrico della città. Il vasto serbatoio, chiamato dagli Ottomani Yerebatan Sarayi (che significa palazzo sotterraneo), occupa quella che in principio era una basilica pagana situata al di sotto di una delle grandi piazze cittadine.

Per realizzarla furono impiegati colonne, capitelli e basamenti recuperati da edifici in rovina. Abbandonata per anni, dopo accurati restauri, è stata aperta nel 1987 al pubblico: gran parte dell’acqua è stata eliminata, sono state collocate delle passerelle per consentirne la visita, una sapiente illuminazione ne ha amplificato la bellezza. Basta scendere una piccola scala per ritrovarsi in un vero e proprio tempio sommerso.

La cisterna, una sala di 140 metri di lunghezza per 70 di larghezza, è coperta da un soffitto a volte sorretto da 336 colonne di età classica suddivise in 12 file di 28 elementi distanti 4 m l’uno dall’altro. L’atmosfera è molto suggestiva anche grazie alla presenza dell’acqua che dà vita ad incantevoli riflessi e giochi di luce (dove nuotano grandi pesci) e alla musica di sottofondo. Da notare le due monumentali teste di Medusa, una orizzontale, l’altra capovolta, che si trovano nell’angolo nordoccidentale su cui poggiano i piedistalli di due colonne.

 

4 – Il complesso del Palazzo Topkapi

È il palazzo più bello della Turchia, simbolo del potere e della magnificenza dell’Impero Ottomano, tappa obbligata tra le cose da vedere a Istanbul. In questo splendido luogo da cui sono visibili il Corno d’Oro, il Bosforo e il Mar di Marmara, per ben quattro secoli hanno vissuto e governato i sultani ottomani.

Fu Maometto il Conquistatore a ordinare nel 1466 la costruzione del palazzo che si è sviluppato nel tempo attraverso modifiche e integrazioni apportate da ciascun sultano. Dopo la fine dell’Impero Ottomano, il Topkapi  è stato convertito in museo (1924), che insieme a quello di Santa Sofia è il monumento più visitato della Turchia.

Palazzo Topkapi è un magnifico complesso costituito da un labirinto di costruzioni raccolte intorno a quattro grandi cortili protetti da monumentali porte e circondato da circa 1400 m di mura che lo separano dal resto della città. Attraversando la porta di Mezzo si incontra il primo cortile (Corte degli Alabardieri) e si accede alla seconda corte, un tempo centro della vita pubblica del palazzo. Qui si trovano le cucine e la splendida sala del Consiglio Imperiale, dove è ancora visibile il lunghissimo divano sul quale sedevano i visir per discutere delle questioni di stato.

La corte dà inoltre accesso alla vasta Sala del Tesoro con un’incredibile collezione di gioielli imperiali (tra cui il famosissimo Diamante del Fabbricante di Cucchiai e il Pugnale Topkapi) e all’Harem, ovvero un insieme di lussuosi appartamenti (circa 300) riservati esclusivamente al sultano regnante, alle mogli, ai figli, alla madre e alle concubine dello stesso. Nel terzo cortile, che si incontra oltrepassando la Porta della Felicità, si trovano la Sala delle Udienze, utilizzata per ricevere gli ambasciatori stranieri, la Biblioteca di Ahmet III, la Scuola ed il Padiglione del Sacro Mantello, contenente il manto e diverse reliquie del Profeta Maometto. Completa la visita il quarto cortile, rigoglioso giardino privato del sultano, dove tra rose e tulipani si ergono alcuni chioschi costruiti per celebrare le vittorie dell’Impero e per godere della bellissima vista sulla città.

 

5 – Il Grand Bazaar

 

Un giro al Grand Bazaar è, senza dubbio, una delle cose da fare a Istanbul: un intricato dedalo di stradine e passaggi sovrastati da volte affrescate, stracolmo di colori, profumi, mercanzia di ogni tipo, voci, brulicante di persone. Con una superficie di 31.000 mq e 4000 esercizi commerciali e laboratori artigiani, oltre a banche, ristoranti, moschee, è il mercato coperto più grande al mondo e anche uno dei più antichi.

Tutto cominciò nel lontano 1456 con due bedesten in legno intorno ai quali sorsero col tempo numerose botteghe. In seguito, le arcate in pietra presero il posto della struttura in legno, un soffitto a volte ricoprì i negozi all’aperto e nuovi settori si aggiunsero a quelli esistenti. In passato ogni via portava i nomi delle merci che vi erano vendute; oggi malgrado il mescolarsi delle attività, esiste ancora una certa suddivisione, per cui su alcune strade sono riuniti tutti i venditori di tappeti, su altre tutti gli antiquari e così via.

Da sempre parte della vita sociale ed economica di Istanbul, l’antico centro commerciale offre oggetti di tutti i tipi: libri antichi, tappeti, gioielli, vestiti tradizionali, stoffe, spezie, vasellame, prodotti in cuoio, manufatti in rame e ottone. È un vero piacere perdersi tra le sue migliaia di bancarelle, lasciarsi incantare dagli esuberanti negozianti e dalla loro merce così accuratamente disposta. Il Grand Bazaar è una meta imperdibile per chi ama lo shopping, ma non solo.
Se il Grand Bazaar di epoca ottomana è il sogno di ogni turista, l’area nei dintorni racchiude alcune importanti attrazioni, come ad esempio l’Hamam Cemberlitas, uno degli storici hamam cittadini costruito dal celebre Mimar Sinan nel 1584, e soprattutto la maestosa Moschea di Solimano che, arroccata sull’altura che domina il Corno d’Oro, si impone alla vista da ogni punto di Istanbul.

 

6 – Il Bosforo e la sponda asiatica

 

Il Bosforo è uno stretto che separa la zona europea della Turchia dalla estese terre asiatiche. Durante i secoli è stato scenario di importanti eventi storici e mitologici: si dice che il Bosforo sia stato la fonte dell’alluvione narrata nella leggenda dell’arca di Noè. Per godere appieno di questo luogo, che divide idealmente Occidente da Oriente e fisicamente l’Europa dall’Asia, si può trascorrere del tempo in uno dei tanti bar e ristoranti che vi si affacciano oppure passeggiare lungo la riva: l’ideale è partire da Besiktas, fermarsi ad Ortaköy per mangiare un kumpir (patata arrostita e farcita), proseguire fino a Bebek (uno dei quartieri più suggestivi di Istanbul).
Ma, tra le cose da fare a Istanbul, non può mancare un tour sul traghetto per ammirare in un unico colpo d’occhio le sponde dei due Continenti: le viste dal Bosforo sono superbe, con le cupole e i minareti che caratterizzano il profilo della città vecchia e i grattacieli e i quartieri d’affari alle spalle di Beyoglu.
Da non perdere l’esperienza di un aperitivo al tramonto sul lungomare di Üsküdar di fronte all’isola dove sorge la cosiddetta Torre di Leandro (Kiz Kulesi) che oggi ospita un museo e che la sera si trasforma in un ristorante.
Kadiköy fu invece nell’Ottocento una rinomata area residenziale per ricchi cittadini greci e armeni e per uomini d’affari stranieri. Nel 1852, infatti, la compagnia di navigazione Sirket-i Hayriye cominciò a collegare i due lati dello stretto e i ricchi levantini di Beyoglu iniziarono a costruire le loro residenze estive lungo questa riva. Sono infatti numerosi i giardini, che danno alla sponda asiatica un’atmosfera più verde di quella della sponda europea. Oggi è una zona vivace, con negozi eleganti, ristoranti, bar e cinema e merita almeno una rapida visita. Qui sono evidenti le tracce del cosmopolita passato cristiano, tutte sparse nel labirinto di stradine a sud-est del lungomare.

 

7 – L’Ippodromo
Una piazza dalla forma allungata e qualche colonna è quel che rimane dell’antico Ippodromo (Atmeydani), centro della vita pubblica di Bisanzio per mille anni e di quella dell’Impero Ottomano per altri 400. La strada lastricata intorno ricalca il percorso della pista (480 m) dove un tempo cocchi e cavalli davano spettacolo e distraevano le folle. Nell’Ippodromo, costruito da Settimio Severo e ampliato da Costantino per accogliere fino a 100.000 spettatori, in epoca bizantina venivano disputate le corse delle bighe. Le due squadre in gara rappresentavano le due fazioni politiche (Blu e Verdi) e la vittoria dell’una o dell’altra solitamente sfociava in scontri e disordini, spesso con gravi conseguenze per l’imperatore di turno.

Sotto gli Ottomani, lo stadio, oltre ad essere utilizzato come campo per il gioco del cirt (sport simile al polo), era un luogo di assembramento popolare e, proprio per questo, i sultani controllavano quanto vi avveniva, al fine di reprimere con prontezza eventuali focolai di rivolta.

Sfortunatamente, pochi sono i monumenti che hanno resistito al tempo e, soprattutto, al saccheggio perpetrato dai soldati della quarta Crociata (1204). Delle opere che abbellivano l’Ippodromo restano sulla spina, attorno alla quale giravano i giocatori con i loro cavalli: il magnifico obelisco di Teodosio, un obelisco egiziano in granito risalente al 1550 a.C., ornato da bassorilievi bizantini che raffigurano l’Imperatore Teodosio I impegnato in vari passatempi imperiali; la colonna Serpentina proveniente dal tempio di Apollo a Delfi, raffigurante tre serpenti attorcigliati le cui teste sono però scomparse nel 1700; la colonna di Costantino o obelisco murato, formata da blocchi di pietra grezza, di cui non è nota la provenienza. Una curiosità: da qui provengono i 4 cavalli di bronzo che si trovano ora alla Basilica di S. Marco a Venezia.

 

8 – Torre Di Galata

Nella zona europea di Istanbul, ma al di là del Corno d’Oro rispetto al quartiere di Sultanahmet, da cui si arriva attraversando il famosissimo Ponte di Galata, una grossa torre con un caratteristico tetto conico si erge nel distretto di Galata, e domina con i suoi 67 metri di altezza il profilo di Istanbul.

Era il 1348 quando i genovesi, che avevano fondato una colonia in questa zona, costruirono la torre cilindrica a scopo difensivo che chiamarono “Torre di Cristo”. In origine la torre aveva una guglia su cui si innalzava una croce. Dopo la conquista ottomana, la struttura, adeguatamente modificata nella parte superiore, fu utilizzata prima come prigione, poi come osservatorio e infine come torre di avvistamento incendi, funzione che ha svolto fino al 1970. Nonostante i terremoti e la demolizione delle fortificazioni che circondavano la cittadella genovese, la torre non è mai crollata.
Con l’avvento della Repubblica di Turchia, la torre, accuratamente restaurata, è stata aperta al pubblico ed è un luogo molto amato dai turisti, soprattutto dagli italiani che la sentono un po’ loro. Un ascensore porta al penultimo piano dove si trovano un ristorante-caffetteria e una discoteca. Da qui una scala conduce alla terrazza panoramica che offre, soprattutto al tramonto, spettacolari vedute della città, del Corno d’Oro e del Mar di Marmara.

 

9 – Istiklal Caddesi, Beyoğlu e i quartieri da non perdere a Istanbul

 

Tra i luoghi da vedere a Istanbul, mettere in lista Istiklal Caddesi: cuore pulsante – notte e giorno – della Istanbul europea e l’asse centrale del quartiere di Beyoglu. Nel XIX secolo si chiamava Grande rue de Péra, questo grande viale oggi pedonale dove si possono ammirare, semplicemente alzando gli occhi, edifici meravigliosi, che suggeriscono opulenza e raffinatezza. Semplicemente a Istiklal Caddesi la vita scorre senza sosta: qui la città si dà appuntamento per fare shopping e divertirsi tra un aperitivo, una cena o uno spettacolo di artisti di strada. È assolutamente da percorrere tutta, da Tünel a piazza Taksim: magari addentrandosi nella stradine a caccia di negozietti e soprattutto di punti ristoro.
Beyoglu, il quartiere che la ospita è il simbolo della nuova Istanbul, quella secolare dei bar, dei ristoranti e degli atelier degli artisti, quella dei negozi di abbigliamento, di musica, di libri. È assolutamente da percorrere tutta, da Tünel a piazza Taksim: magari addentrandosi nelle stradine a caccia di negozietti e soprattutto di punti ristoro.

Proseguendo dai Quartieri Occidentali lungo la riva meridionale del Corno d’Oro, oltre le mura teodosiane, si incontra il quartiere di Eyüp. La popolarità della zona deriva dalla presenza della Moschea di Eyüp, la più sacra di Istanbul in quanto presunto luogo di sepoltura di Eyüp Ensari, compagno del Profeta Maometto: la sua tomba è attigua alla moschea ed è ornata da un’impronta del piede di Maometto incorniciata in oro e da splendide piastrelle di Iznik. Dalla piazza principale di Eyüp parte verso nord una bella via di shopping piena di panifici e interessanti negozi di alimentari. Una volta arrivati in cima, si può risalire la collina fino al famoso Pierre Loti Café dedicato al romanziere romantico francese dell’800 che visse qui per qualche anno. Dalla terrazza c’è una splendida vista sul Corno d’Oro.

Spostandosi in direzione nord-est sul lungomare del Bosforo dal Ponte di Galata, si incontra il quartiere di Tophane, notevole soprattutto per il principale museo d’arte contemporanea della città, l’Istanbul Modern Museum. In una città orgogliosa della propria storia, è un’alternativa rinfrescante e giovane per chi vuole vedere la nuova Istanbul.

 

10 –  Il Museo dell’Innocenza di Orhan Pamuk

Tra le tante, grandiose cose da vedere a Istanbul ce n’è una così piccola che potrebbe passare inosservata. E sarebbe un peccato.

Si tratta del Museo dell’Innocenza di Orhan Pamuk, inaugurato il 28 aprile 2012 dallo scrittore e premio Nobel turco. Il museo è opera interamente sua: è stato da lui concepito e allestito, in quasi 15 anni di lavoro, nei tre piani della bella casa in legno rosso scuro di un palazzo del 1897. Il suo nome deriva dall’omonimo romanzo pubblicato da Pamuk nel 2006, che narra l’amore tra il giovane Kemal e la bellissima Fusun, promessi sposi mancati. Il museo presenta 83 teche, una per ciascun capitolo del libro, dove sono raccolti gli oggetti che evocano i diversi frammenti della storia d’amore. Alcuni oggetti provengono dai mercatini delle pulci; altri sono stati donati a Pamuk dalle famiglie del posto; altri ancora sono stati ricostruiti da abili artigiani. L’uno accanto all’altro, sono in grado di parlare anche a chi non ha letto il romanzo, raccontando la storia di un’epoca che non c’è più.

 

Il Museo dell’Innocenza si trova nella zona di Çukurcuma, piena di negozietti di antiquariato, gallerie d’arte contemporanea, atelier di giovani artisti e designer, così come di rigattieri, che si fermano agli angoli delle strade con i loro carretti di
legno carichi di oggetti.

Per informazioni, approfondimenti e per organizzare il proprio viaggio a Istanbul: www.turchia.it