Cosa resterà di Milano Fashion Week – una sintesi per Milano Moda Donna

 Cosa resterà di Milano Fashion Week, che si è svolta dal 24 febbraio al 2 marzo per presentare la collezione autunno inverno 2015/2016?

 Cosa resterà di Milano Fashion Week, che si è svolta dal 24 febbraio al 2 marzo per presentare la collezione autunno inverno 2015/2016?

Già scivolata via come una canzone melodica degli anni Ottanta, questa settimana di bellezza, creatività e impegno.

Resterà, sicuramente, l’eleganza dei grandi marchi.

I cappotti crema e avvolgenti di Max Mara, lo stile sofisticato nei toni del nero e del grigio di Les Coupains, i capi di gran classe di Ermanno Scervino, soprattutto quei bianchi glaciali e i blu, o i grigi in stile anni Quaranta per le donne metropolitane che scivolano su una passerella luminosa come la pista di atterraggio di un aeroporto, a volte dominanti e militaresche, ma sempre femminili e sinuose.

Resteranno le immagini delle stampe anni Settanta di Blugirl,
lo stile hippie di Just Cavalli con le sue fantasie geometriche, vistose e floreali, e Moschino con una collezione esagerata dai colori pop e le stampe cartoon su maglie e salopette.

Ricorderemo la sfilata dedicata alla maternità di Dolce & Gabbana, Bianca Balti che sfila in dolce attesa, bambine a passeggio con le modelle e neonati in braccio. Il brand non rinuncia al nero, ai pizzi e all’oro barocco, ma senza perdere di vista la grande famiglia del Sud (che a volte per la tetraggine rischiava di confondersi un po’ con la famiglia Addams) introduce l’allegria del colore e dei buoni sentimenti ("ti voglio bene mamma", il messaggio ricamato sugli abiti).

Non perderemo di vista la Next Generation della moda (giovani designer under 30: Luca Lin, Alessandro Canti e Giancluca Viscomi, Deyse Cottini, Claudio Cutugno), che ha inaugurato Milano Moda Donna con le sue creazioni fatte di sovrapposizioni trapezoidali, di gialli accesi e azzurri elementari.

 

Una Fashion Week fatta di sfilate, ma anche di presentazioni ed eventi, che hanno guadagnato spazio e importanza fino a competere con gli appuntamenti per gli addetti ai lavori.

Gli eventi erano quasi tutti su invito, si capisce, ma di tanto in tanto la moda avvicina il pubblico con iniziative aperte a tutti, così è stato per esempio per la Mostra Fashion Remake Party o per Fashion at 5Vie, quindici eventi nel cuore di Milano come progetto per il rilancio del centro storico.

Qui, come in fila per entrare alle sfilate, si incontrano le blogger: loro si riconoscono, si abbracciano, fanno selfie di coppia che poi postano su Instagram. Hanno l’aria di chi non fa ancora sul serio, scarpe basse per sgambettare tra un evento e l’altro e jeans strappati. Comunque si divertono.

Infine resterà Mac, il make up ufficiale di Milano Fashion Week. Se sulle passerelle erano gli abiti griffati a far bella la donna, nel backstage sono stati i make up artist di Mac a prendersi cura delle modelle.
M·A·C (Make-up Art Cosmetics) è brand leader nel campo del make-up professionale, fondato nel 1984 a Toronto e facente parte del Gruppo Estée Lauder Companies. Distribuito in 96 paesi, il brand nasce nei backstage delle settimane della moda, dove i MAC makeup artist lavorano a stretto contatto con i designer creando i trend più innovativi.
La sua popolarità è cresciuta nel tempo attraverso il passaparola tra makeup artist, modelle e giornalisti in tutto il mondo (durante questa Fashion Week milanese lo abbiamo provato anche noi di Viviconstile, come si vede nella foto sotto).