Hubert de Givenchy in mostra a Madrid

 Fino al 18 gennaio, saranno in mostra a Madrid presso il Museo Thyssen-Bornemisza oltre cento creazioni del genio francese Hubert James Marcel Taffin de Givenchy.

 Fino al 18 gennaio, saranno in mostra a Madrid presso il Museo Thyssen-Bornemisza oltre cento creazioni del genio francese Hubert James Marcel Taffin de Givenchy.

Il Conte Hubert de Givenchy è notoriamente una divinità del mondo della moda. Le sue creazioni, opere d’arte immortali, e il suo approccio di rottura e innovazione hanno fatto sì che il successo gli venisse riconosciuto sin dagli albori.

La mostra presso il Museo Thyssen-Bornemisza, ideata e curata da Hubert de Givenchy stesso, ripercorre mezzo secolo di storia, dall’apertura della Maison Givenchy nel 1952 al ritiro dalle scene nel 1996. Si tratta della prima grande retrospettiva sul lavoro dello stilista francese: icona del ventesimo secolo e leggenda vivente nell’universo dell’haute couture.

Le creazioni selezionate dallo stesso stilista (alcune delle quali esposte per la prima volta in pubblico) sono circa un centinaio, in prestito da musei e collezioni private di tutto il mondo.
Bonaveri, partner dell’iniziativa, ha messo a punto i 90 manichini su cui sono presentati gli abiti. Sin dall’anno della fondazione della propria maison a Parigi nel 1952, e dalla presentazione, nel 1954, di una linea prêt-à-porter di lusso, le collezioni di Hubert de Givenchy hanno goduto di un successo ininterrotto.

Givenchy è un genio poliedrico, influenzato dalla pittura; è un collezionista di dipinti e l’influenza che le opere hanno avuto sulle sue creazioni è tangibile. Nei suoi capolavori convivono l’eleganza classica tipica dell’haute couture e lo spirito innovativo delle avanguardie artistiche. Non a caso, infatti, questo aspetto dell’estro dello stilista è messo in scena attraverso dialoghi instaurati tra gli abiti e una selezione di opere dalle collezioni del Museo Thyssen-Bornemisza, compresi esempi di Zurbarán, Rothko, Sargent, Mirò, Robert e Sonia Delaunay, Georgia O’Keeffe.

Gli abiti da sposa Givenchy, una specialità della Maison, di un colore bianco immacolato, convivono in un contrasto ammaliante con un altro cavallo di battaglia dello stilista: gli abiti da sera. Il nero è stato utilizzato da Givenchy in maniera magistrale, impeccabile: lo stilista detiene anche questo primato, e la divulgazione del famoso “little black dress” ne è la dimostrazione. Un indumento che è diventato indispensabile in ogni guardaroba.

Le donne che hanno avuto il privilegio di vestire i suoi “abiti-icona” sono esse stesse delle icone: Jacqueline Kennedy, Wallis Simpson, Carolina di Monaco e, naturalmente, la grande amica dello stilista, l’immensa Audrey Hepburn, la quale dichiarò: “I vestiti di Givenchy sono gli unici nei quali mi sento me stessa. Lui è più di un designer, è un creatore di personalità”. Poiché le donne che amano il tubino nero indossato dall’attrice di “Colazione da Tiffany”, amano una creazione di Hubert de Givenchy.

Il primo profumo creato dalla Maison Givenchy, L’interdit, vide proprio la Hepburn come testimonial, fotografata da Richard Avedon. Il profumo era stato creato esclusivamente per l’attrice che, inizialmente, si era opposta al lancio sul mercato dello stesso. Un “divieto”, “interdit”, per l’appunto.

Alessandro Cotugno