Il Castagnaccio di Saturnia – dolce di Natale della tradizione toscana

Dal momento in cui qualcuno è riuscito a trasformare la castagna in farina, un attimo dopo nasceva il castagnaccio.

Dal momento in cui qualcuno è riuscito a trasformare la castagna in farina, un attimo dopo nasceva il castagnaccio.

Solamente in Toscana abbiamo forse una decina di versioni e ricette del castagnaccio e la mia regione può essere considerata una capofila nella produzione di questo frutto, con tre aree molto estese, dall’Amiata, nella mia provincia fino alla provincia di Grosseto, alla Garfagnana in provincia di Lucca ed il Mugello a ridosso di Firenze.

Non dimentichiamo poi la provincia di Pistoia che si arrampica su verso l’Appennino Tosco Emiliano, la Val Bisenzio e la montagna Pratese. Quindi di storie di castagna o di neccio, la nostra cultura ne è piena.

Nel resto d’Italia il castagnaccio è presente, con nomi ed interpretazioni diverse e ciò ci fa capire come questa ricetta sia stata una derivazione praticamente automatica dell’uso di questa farina dolce.

Acqua, farina e fuoco uguale castagnaccio.

Non so dirvi se questo nome sia di origine toscana o da altre regioni si sia poi imposto al resto d’Italia. Fatto sta che di toscano ha molto, a partire dalla sua accezione "dispregiativa": è "accio", quindi sicuramente non è bello e forse neanche buonissimo, ma è lui, rustico e vero, decisamente facile da preparare e con qualche "chicco" sopra, calma la voglia di dolce e riempie la pancia. Che è quello di cui le comunità di montagna avevano bisogno.
Quello che propongo qui è il Castagnaccio di Saturnia. Una versione evoluta, direi perfetta per la tavola Natalizia.
Nel Castagnaccio di Saturnia compare il cioccolato. Che per una casa contadina o montana non doveva essere così facile da reperire, ma sicuramente una ragione di festa in più. Per altro, è importante ricordare che nella fantasia religiosa maremmana, l’albero del castagno è divenuto il simbolo della Trinità, grazie ai 3 frutti contenuti nello stesso riccio.

 

Ricetta Castagnaccio di Saturnia

Ingredienti per una teglia quadrata di 23 cm
250 g di farina di castagne, 320 ml di acqua, 1 cucchiaio 1/2 di olio extravergine (io ho usato quello di Seggiano Dop – Amiatino), Scorza di arancia candita, Foglie di rosmarino, zibibbo o uva sultanina, 25 g di pinoli, 25 g di noci sgusciate, 50 g di cioccolato amaro tritato grossolanamente, due rametti di rosmarino (ramerino), un bicchierino di vin santo.

 

Preparazione
In una piccola ciotola versate l’uvetta e lasciatela a mollo nel Vin Santo.
In una capiente ciotola, mettete la farina a fontana e versate al centro l’olio extravergine.
Cominciate quindi ad incorporare lentamente l’acqua fredda, e con una forchetta mescolate lentamente , cercando di sciogliere eventuali grumi. Quando la farina avrà incorporato sufficientemente acqua, prendente una frusta e iniziate a mescolare la pastella che andrà formandosi, fino ad utilizzare tutta l’acqua, aggiungendone altra se necessario. La miscela deve essere liscia e fluida.
La consistenza dell’impasto deve essere come quella del miele liquido.
Prendete un foglio di carta da forno e bagnatelo. Strizzatelo bene e foderatevi la teglia.
Versatevi la farinata di castagne che formerà una base alta quasi un dito.
A questo punto cospargete la superficie con "i chicchi": l’uvetta strizzata, i pinoli, le noci, la scorza d’arancia tagliata a dadini, la cioccolata a pezzetti e per ultimo gli aghi di rosmarino.
Mettete in forno preriscaldato a 160 °C e fate cuocere per 30/35 minuti.
Il Castagnaccio non deve seccarsi troppo nè formare le solite crepe.
Fate raffreddare e servite con del buon Vin Santo.
NOTA: alcune versioni di questo castagnaccio prevedono che parte degli ingredienti, tra cui il cioccolato, siano mischiati direttamente nell’impasto.

 

Patrizia Malomo
Dal blog Andante con gusto