Blupum – la trattoria di Davide Scabin a Ivrea

Blupum – la trattoria di Davide Scabin a Ivrea

Lo aveva detto, il grande chef Davide Scabin, che sarebbe stato un ritorno al passato.
E, detto fatto, nasce, a Ivrea, Blupum: ritorno alle radici del gusto con lo sguardo rivolto al futuro, sotto il segno della tradizione italiana: quello della cucina di trattoria.

Lo aveva detto, il grande chef Davide Scabin, che sarebbe stato un ritorno al passato.
E, detto fatto, nasce, a Ivrea, Blupum: ritorno alle radici del gusto con lo sguardo rivolto al futuro, sotto il segno della tradizione italiana: quello della cucina di trattoria.

 

Blupum in piemontese significa ‘blu mela’: indica un colore che non esiste, qualcosa di strano e insolito, sorprendente.

Nella nuova trattoria stellata di Davide Scabin, a sorprendere è la cucina, o meglio ciò che la cucina produce: piatti della tradizione piemontese ed italiana, legati alla memoria del gusto di ognuno di noi, ma riproposti con mano d’autore e in chiave contemporanea.

Un viaggio attraverso il gusto italiano più vero, che recupera, riattualizzandoli, sapori d’antan della nostra cucina. Al bando i formalismi e le eccessive sovrastrutture, il messaggio è quello di recuperare il contatto con ciò che siamo e siamo stati. Anche a tavola. Persino i piatti, da Blupum sono di manica larga, abbondanti proprio come in una vera trattoria degna di questo nome.

Ci pensava già da un po’, alla trattoria, Davide Scabin, 2 Forchette del Gambero Rosso e 2 stelle Michelin conquistate al Combal.Zero, e ora nello scenario di eccellenza del Castello di Rivoli alle porte di Torino, inizia una nuova avventura.
Accanto lui, direttore artistico e regista di Blupum, il timone della cucina sarà tenuto dalla sorella Barbara e da Giovanni Ghigo, per anni colonne portanti prima della trattoria Al Combal di Almese, poi del Combal.Zero di Rivoli, così come Milena Pozzi, altra protagonista della avventura intrapresa insieme a Giuliano Monte e Alessandra Cignetti, imprenditori e consulenti nei rami della amministrazione aziendale e del marketing.

 

Da Blupum si mangiano piatti semplici (i più difficili da realizzare secondo lo chef), 50% piemontesi e 50% italiani, in un percorso attraverso la nostra identità di italiani a tavola, da nord a sud, con un menù più semplice a pranzo e più sfizioso a cena. Dallo Scamone di vitello glassato al forno con verdure e salsa di acciughe, allo Gnocco Fritto con culatello, fino al Polpo alla Luciana con patate fondenti e, per dessert, il Babà al Rhum oppure il ‘Sanbajon con “l’Aria di Ivrea”(panna montata).
Accanto al menù, la Carta dei Vini, con circa un centinaio di etichette italiane e non, dalle produzioni enologiche meno impegnative a quelle per appassionati winelovers. Inoltre ogni mese la cantina del Blupum proporrà vini al bicchiere. Ci si può lasciar guidate con delle degustazioni o scegliere ogni piatto dal menù del giorno, come si preferisce. Niente carta, però, al Blupum: come nelle trattorie di una volta, il menu del giorno preparato sulla base della spesa quotidiana.
Anche il conto, da Blupum, ricorda molto quello delle trattorie: accessibile nell’ottica, tanto voluta da Scabin, democratizzazione del lusso dell’alta ristorazione.