Piccole grandi storie al cinema– Quel che sapeva Maisie, Instruction not included

Anche questa settimana sui nostri grandi schermi i bambini continuano a essere i protagonisti di piccole grandi storie, film emozionanti e da non perdere.

Anche questa settimana sui nostri grandi schermi i bambini continuano a essere i protagonisti di piccole grandi storie, film emozionanti e da non perdere.

Quel che sapeva Maisie di Scott McGehee

Tratto da un racconto del 1897 di Henry James e riadattato ai giorni nostri, Quel che sapeva Maisie è un piccolo film indipendente che dopo due anni dalla partecipazione al Festival di Toronto 2012, arriva anche in Italia.
Susanna (Julianne Moore) è una madre e una rockstar (non più giovane) distratta e incentrata su sé stessa. Sta divorziando dal marito (Steve Coogan), altrettanto egoista, che l’ha tradita con la tata. A suon di liti e ripicche, i due affrontano una battaglia legale per ottenere l’affidamento della piccola Maisie (Onata Aprile), soggetto centrale attraverso cui la storia è narrata.
La bambina ha sei anni ed il suo sguardo, assecondato spesso da inquadrature alla sua stessa altezza, è privo di giudizio, perché i bambini non ne hanno.
Se il tema può ricordare la recente ultima fatica di Asia Argento, Incompresa, il tono e il genere di questo piccolo film sono totalmente diversi e in pieno stile indie.

Instruction not included di Eugenio Derbez
Valentin è un giovane playboy messicano. In conseguenza ad una delle sue numerose avventure, un giorno si vede recapitare a casa una bimba di un anno, sua figlia, dopodiché la madre sparisce nel nulla.
Trasferitosi a Los Angeles per ritrovare la madre di Maggie, Valentin si avvicina al mondo del cinema dove finisce per ottenere un lavoro come stuntman. Nei sei anni successivi il rapporto tra l’uomo e la figlia si rafforza ma la madre torna a farsi viva reclamando i propri diritti sulla bambina.
Quello che all’apparenza sembra un piccolo film messicano, arriva sui nostri schermi dopo essere diventato un vero e proprio caso da record: prodotto con un budget minimo, Instruction not included è stato un campione di incassi al botteghino americano, diventando, di fatto, il film messicano che più ha incassato in patria, grazie anche alla presenza del regista e attore protagonista (Eugenio Derbez), una vera star della tv.

Stories we tell di Sarah Polley

Realizzato da Sarah Polley, attrice e regista (come dimenticare i suoi film precedenti Away from her e Take this Waltz), Stories we tell è un documentario molto intimo che alterna storia vissuta e finzione e che indaga il rapporto tra verità e memoria.
A un primo livello, l’intento dell’opera può sembrare quello di ricostruire l’immagine della madre della regista, l’attrice Diane Polley, morta di cancro quando Sarah era solo una bambina. Il punto di partenza del lavoro è un’autobiografia scritta dal padre a cui si legano le interviste e le testimonianze di parenti e conoscenti.
Man mano che il documentario prosegue, però, lo spettatore realizza che l’obiettivo della regista non è solo raccontare la storia della madre ma piuttosto quello di analizzare il modo in cui la vita di una persona che non c’è più può essere arbitrariamente ricostruita attraverso le diverse verità di coloro che restano, facendo emergere segreti insospettabili.
Questo film ricorda molto un piccolo documentario realizzato in Italia dalla regista milanese Alina Marazzi e intitolato Un’ora sola ti vorrei, in cui la cineasta ricostruisce tramite diari, filmati e fotografie di famiglia, la vita della madre scomparsa prematuramente.

Giada Toso