Langhe-Roero e Monferrato tra i nuovi siti patrimonio dell’umanità Unesco 2014

Langhe-Roero e Monferrato tra i nuovi siti patrimonio dell’umanità Unesco 2014

Tra i nuovi 15 siti dichiarati Patrimonio dell’umanità Unesco 2014, ce n’è uno che porta a 50 il numero dei siti italiani (il più alto del mondo!) parte della World Heritage List dell’Unesco: i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Tra i nuovi 15 siti dichiarati Patrimonio dell’umanità Unesco 2014, ce n’è uno che porta a 50 il numero dei siti italiani (il più alto del mondo!) parte della World Heritage List dell’Unesco: i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Così, in compagnia dei canali di Amsterdam, dell’atollo di Bikini, del Parco nazionale marino di Papahanaumokuakea alle Hawaii, città medievale di Albi in Francia, del bazar storico di Tabriz in Iran, di At-Turaif e ad-Diriyah in Arabia Saudita, e delle spiagge australiane, solo per citarne alcuni, ecco comparire il paesaggio ordinato delle vigne di Langhe-Roero e Monferrato.
Il responso, fresco fresco di diffusione, viene dal Qatar, dove si è riunito il Comitato dell’Unesco World Heritage e dell’ente delle Nazioni Unite.
Così, una candidatura nata quasi in sordina dieci anni fa nelle cantine di Canelli dove è nato lo spumante è finalmente diventata una realtà. Sono 29 Comuni in sei aree delle Province di Alessandria, Asti e Cuneo per un’estensione complessiva di oltre a 100 chilometri quadri che entrano a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco. “Un esempio eccezionale di paesaggio culturale inteso come prodotto nel tempo dell’interazione tra uomo e natura, plasmato dalla continuità di una tradizione antica finalizzata a una produzione vinicola di eccellenza” è il tributo arrivato dalla commissione dell’Unesco.


Un paesaggio ordinato e verdissimo, scandito dai filari di vite che corrono su e giù per le colline dolci, punteggiate di piccoli borghi e di fortezze. “Non c’è niente di più bello di una vigna ben zappata, ben legata, con le foglie giuste e quell’odore della terra cotta dal sole d’agosto. Una vigna ben lavorata è come un fisico sano, un corpo che vive, che ha il suo respiro e il suo sudore”, scriveva Cesare Pavese, che in queste terre era nato e lo sanno i contadini di Langhe, Roero e Monferrato, che da migliaia di anni lavorano con pazienza queste terre per produrre vini famosi in tutto il mondo.
In piemontese con il termine Langa si indica la collina, ed è proprio sugli estesi territori collinari che da secoli si coltivano alcuni dei vini più pregiati al mondo come Barolo, Nebbiolo, Barbaresco, Dolcetto e Barbera.
La zona del Monferrato, adiacente alle Langhe propriamente dette, si trova tra le province di Asti e Alessandria. Oltre che per i vini – il Moscato d’Asti, per esempio – è famoso per una cucina profondamente radicata nel territorio.
Il territorio del Roero si trova nella parte nord-orientale della provincia di Cuneo, fu un’area fiorente e molto attiva in epoca medievale e molti suoi paesi portano ancora le testimonianze della sua storia. La zona è soprattutto conosciuta per i suoi vini, dal Roero Arneis, un bianco secco molto gustoso, al Roero superiore.

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