Festival di Cannes 2014: il resoconto di una giovane amante del cinema

Per un cinefilo andare al Festival di Cannes è come per un bambino entrare a Disneyland o per un appassionato di calcio assistere alla finale dei mondiali.

Per un cinefilo andare al Festival di Cannes è come per un bambino entrare a Disneyland o per un appassionato di calcio assistere alla finale dei mondiali.

Questa settimana passata in un festival di tali dimensioni e importanza è stata magica e a tratti surreale. Ad un tratto, quella barriera che generalmente divide il pubblico dalle star sui red carpet sembra come annullarsi e i registi e gli attori che da anni segui con religiosa devozione appaiono all’improvviso molto più raggiungibili.
Certo, un conto è partecipare al Festival di Cannes in veste di giornalista o professionista del settore, un altro è andarci da semplice studentessa di cinema; di primo acchito i limiti e gli ostacoli sembrano molti (primo fra tutti riuscire a entrare alle proiezioni senza soccombere durante le ore ed ore di coda sotto ogni agente atmosferico) ma con un po’ di tenacia e molta passione, assistere ad alcune prèmiere al Grand Palais du Festival non è stato poi così difficile.
E vi assicuro che sapere di trovarsi nello stesso luogo in cui i più importanti critici e giornalisti cinematografici, oltre a direttori di festival e professionisti del settore, stanno guardando per la prima volta un film che poi dovranno giudicare, fa un certo effetto. Sentirsi parte di questo è veramente magico.

Riassumendo, i vincitori della 67° edizione del Festival di Cannes sono stati:

Palma d’oro: WINTER SLEEP – Nuri Bilge Ceylan

Grand Prix: LE MERAVIGLIE (The Wonders) – Alice Rohrwacher

Miglior sceneggiatura: LEVIATHAN – Andrey Zvyaginstev and Oleg Negin

Miglior regista: Bennett Miller – FOXCATCHER

Miglior attore: Timothy Spall – MR. TURNER

Miglior attrice: Julianne Moore – MAPS TO THE STARS

Premio della giuria ex- æquo: MOMMY – Xavier Dolan ; ADIEU AU LANGAGE (Goodbye to Language) – Jean-Luc Godard

Palma d’oro per il Miglior Cortometraggio: LEIDI – Simón Mesa Soto

Cortometraggi – Menzione speciale ex-æquo: AÏSSA – Clément Trehin- Lahanne; JA VI ELSKER (Yes we love) – Hallvar Witzø

Caméra d’or: PARTY GIRL – Marie Amachoukeli, Claire Burger, Samuel Theis (Un Certain Regard)

Alcuni dei film vincitori non sono riuscita a vederli (tra i film in concorso, la sezione Un Certain Regard e la Quinzaine des Réalisateurs la scelta quotidiana è veramente ampia) e cercherò di recuperarli prossimamente.

Posso dire, però, che nel mio palmarès il vincitore sarebbe stato assolutamente Mommy di Xavier Dolan perché è stato il più bel film che abbia visto al festival e, a giudicare dai 15 minuti di applausi che si è guadagnato a fine proiezione, non devo essere l’unica a pensarla così! Inoltre, ancora faccio fatica a capire come un regista di soli 25 anni possa avere una tale sensibilità e un tale genio da riuscire a realizzare un film più bello dell’altro. Da vedere non appena uscirà in Italia.

Sono molto felice per il Grand Prix della Giuria conferito ad Alice Rohrwacher (si tratta del primo premio vinto da una regista donna italiana) che ritengo una delle personalità più promettenti per il cinema nel nostro Paese, mentre non riesco proprio a capacitarmi di come Foxcatcher possa aver vinto il premio come miglior regia. Un film inutile, lungo e a tratti privo di sviluppo e logica.
Anche Incompresa di Asia Argento, l’altro film italiano nella sezione Un Certain Regard, è stata una piacevole scoperta, con un Gabriel Garko che fa morire dalle risate e una piccola protagonista (Giulia Salerno) molto a suo agio davanti alla telecamera.

Ma il festival non è fatto solo di film in concorso, red carpet, paparazzi e feste glamour (a cui, mi dispiace dirvelo, ma è impossibile entrare). Durante tutta la settimana era possibile assistere anche a grandi classici del cinema, proiettati su un mega schermo sulla spiaggia; è così che mi è capitato di rivedere Pulp Fiction, in occasione del ventesimo anniversario dalla sua Palma d’oro, a pochi metri da Quentin Tarantino, Uma Thurman e John Travolta, visibilmente emozionati nell’essere presenti per condividere l’evento con un gran numero di fan.

Ed è proprio in queste occasioni, quando sopporti qualsiasi tipo di attesa, coda, levataccia o agente atmosferico pur di vedere un film e poi un altro e un altro ancora che capisci che il cinema è veramente una passione forte che accomuna molte persone.

Arrivederci all’anno prossimo, yes we Cannes!

Giada Toso