ImagineFrance, foto di Maia Flore

ImagineFrance – l’intervista a Maia Flore

Classe 1988, Maia Flore è una giovanissima artista francese capace di infondere nelle sue opere lo sguardo trasognato di chi il mondo lo guarda con stupore.

Classe 1988, Maia Flore è una giovanissima artista francese capace di infondere nelle sue opere lo sguardo trasognato di chi il mondo lo guarda con stupore.

È lei l’artefice delle bellissime immagini della mostra ImagineFrance: 25 ritratti di monumenti e luoghi simbolo del patrimonio francese, a volte inediti a volte molto conosciuti. Ma tutti presentati sotto una luce insolita, onirica, vitale.
La mostra ImagineFrance è attualmente a Milano all’Institut français  fino all’8 giugno 2014 e in contemporanea a New York, dopo essere passata da Roma e Napoli e viaggerà per altri tre anni, per portare nel mondo l’immagine di una Francia come non l’avete mai vista.
 

Di seguito potete leggere la nostra intervista a Maia Flore. Non la vedrete in foto, sono le sue opere a parlare di lei. Certo, però, visitando la mostra potrete farvi un’idea di questa giovane artista scoprendola, con i suoi capelli rossi fiammanti, che fa capolino dai monumenti o che corre, come una principessa contemporanea, nelle sale del Castello di Thoiry.
 

Buongiorno Maia, tu sei una giovane donna e un’artista già affermata. Ho visto che una delle tue prime esperienze ("Sleep Elevations") ha avuto luogo in Svezia: una scelta fortuita, programmata o motivata da ricordi d’infanzia?

Prima di andare in Scandinavia non facevo molte foto di paesaggi, mai fatto dei collage. Ho scoperto la Svezia grazie al mio compagno, Jeremy Joseph, artista di cortometraggi.
Ho apprezzato molto la luce, e ho scoperto un paesaggio che assomigliava a quello in cui volevo stare. Questa idea è rimasta là, è stato un incontro inatteso che si è concluso in qualche mese della mia vita. In seguito ho vissuto un anno in Islanda, poi in Finlandia. E poi, tutta un’altra cosa: la scoperta della California. Questo susseguirsi è una storia di incontri, di possibilità, che è sfociata a un certo punto nel progetto ImagineFrance.
 

La mostra ImagineFrance nasce da un tuo viaggio in 25 siti culturali francesi fra luglio e settembre 2013: ne sono nate altrettante immagini, oniriche e visionarie, popolate da insoliti personaggi. Qual è la loro storia?

Anche questa è una storia di incontri, come spesso succede… I protagonisti delle immagini non esistono nella realtà, altrimenti non avrei fatto loro dei ritratti. L’immagine permette di staccarsi dai modelli, di superarli e proiettarli in una dimensione nuova, quasi fuori dal tempo e dallo spazio.

 

Le tappe del viaggio erano già state decise? Oppure il percorso è stato creato seguendo la suggestione dei luoghi e del momento?

Sì e no, non esisteva una linea di programmazione rigida. Prima di tutto ho seguito i miei desideri. Ho notato infatti che quando mi sforzo, le cose non funzionano bene.
Le situazioni nelle quali sono nate le fotografie invece sono state tutte casuali. Mi sono divertita con la nebbia: era piuttosto strano svegliarsi all’alba ogni mattina e partire molto velocemente per non perdere l’attimo. Questo può descrivere in qualche modo come si crea il desiderio e il bisogno dell’incontro per creare delle immagini.
 

ImagineFrance nasce da un lungo progetto artistico con Atout France. Ci dici come è nato e come si è evoluto questo percorso?

Quando la mia agenzia, l’Agence Vu, mi ha presentato il progetto, ho pensato che si inserisse di fatto in ciò che desideravo esplorare. Rientravo dagli Stati Uniti, e portare un nuovo sguardo sulla Francia era quello che mi aspettavo. Sono stata molto felice quando ho saputo che eravamo stati selezionati. Così ho colto la sfida di creare la sorpresa lungo il viaggio, un viaggio da condividere. Ho la sensazione che quando abbiamo preso la macchina per dirigerci verso il primo sito, non avevo alcuna idea di quello che avrei fatto… sì, è così, non ne avevo alcuna idea! Ma la scoperta è stata stimolante e in seguito non ho più potuto smettere di scrivere delle storie. Alla fine mi sono ritrovata con 4-5 scenari per ogni sito (quindi alcune foto che non sono uscite sono nel making of).

 

Come vivi la notorietà?

È molto piacevole sapere che l’immagine è il mio legame con lo spettatore, ma c’è una distanza tra la “notorietà” che può avere un’immagine e la persona che la realizza: allora bisognerebbe domandare alle foto come vivono la loro notorietà, non posso rispondere al loro posto.
 

Ci parli dei tuoi progetti per il futuro?

Ripartirò per la California, dove ho deciso di stabilirmi. In questo momento mi diverto a fare delle installazioni e dei video per variare i miei supporti. Non sono ancora sicura di volerli mostrare ma è un estensione del mio lavoro che richiede una certa attenzione.
 

Il progetto ImagineFrance ha soddisfatto la tua creatività?

ImagineFrance è stata una sfida in termini di creatività in rapporto al tempo e allo spazio (due mesi e mezzo di viaggio e pochi giorni di riposo). Personalmente, la grande soddisfazione è aver condiviso ed essere in grado di condividere anche oggi questo viaggio eccezionale. Condividerlo anche nella creatività, in quanto non avrei mai potuto fare questo lavoro da sola e l’apporto di immagini video è una nuova porta che si apre.

ImagineFrance, Institut Français Milano in Corso Magenta 61 dal 27 maggio – 8 giugno 2014, Ingresso libero.

 

Foto di Maia Flore