Le più belle isole esotiche – le isole del Mar dei Caraibi

Le più belle isole esotiche nel Mar dei Caraibi.

Le più belle isole esotiche nel Mar dei Caraibi.

Cuba, Mar dei Caraibi

Cuba è la più grande isola dei Caraibi e quella meno commerciale, oltre a essere una delle ultime roccaforti mondiali del comunismo. Benché non sia tutto rose e fiori sull’isola che fu a lungo guidata da Fidèl Castro, il suo isolamento politico l’ha preservata dal turismo di massa. Bisogna dire che ultimamente le cose stanno cambiando, ma non il fascino dell’isola per fortuna: bellissima, vitale, è un mix di sensualità, colori e profumi (oltre che di paesaggi incantevoli) al quale gli italiani non sanno resistere.
Per conoscere Cuba si parte sempre da L’Havana, la città più grande dei Caraibi: alle spalle una storia turbolenta di guerre e rivoluzioni, che hanno lasciato il segno nel nucleo storico della città, uno dei più interessanti complessi di architettura coloniale spagnola. Anche nella sua decadenza.
A L’Havana sembra che il tempo si sia fermato ai gloriosi anni Cinquanta (date un occhio alle macchine che circolano in città), ma è la vita notturna che fa la differenza qui: tra cinema, teatri storici, cabaret, nightclub e locali dove si suona dal vivo, ce n’è per tutti i gusti. Compreso qualche mambo sfrenato per le strade.
L’interno dell’isola e le spiagge, invece, sono mete ideali per escursionisti, nuotatori, speleologi o anche solo per provare il piacere di fumare un sigaro cubano sotto il fresco di una palma.
Perché Cuba è famosa anche per il suo mare cristallino e il suo litorale da sogno, che ha un perimetro di 5.700 chilometri con paesaggi mozzafiato nei quali le spiagge sono le protagoniste. Come Varadero, la spiaggia preferita dai turisti, o le spiagge di Baracoa per chi ama i lidi isolati e incontaminati.

Quando andare a Cuba:
Quando andare a Cuba? A dire il vero non esiste un periodo sconsigliato per visitare Cuba. La stagione calda e piovosa va da maggio a ottobre, ma l’inverno – da dicembre ad aprile – corrisponde all’alta stagione turistica.

Repubblica Dominicana, Mar dei Caraibi


La Repubblica Dominicana, vicina di casa di Cuba, sembra avere tutte le carte in regola per meritarsi il titolo di Eden sulla terra: quindi, lasciamo le nostre scrivanie (almeno con la fantasia, per ora) e prepariamoci a volare nel Mar dei Caraibi.
La spiaggia più bella del paese, a sole due ore di pullman dalla capitale Santo Domingo, si trova nel piccolo villaggio di pescatori di Bayahibe: una distesa infinita di sabbia candida rigorosamente finissima, l’ombra gentile delle palme e il mare trasparente la rendono una perfetta cartolina da paradiso tropicale.
Merita un’escursione l’isola di Saona: appena 110 chilometri per 450 abitanti che vivono dei frutti della pesca e del piccolo mercatino di prodotti artigianali.
Decisamente più affollata, anche perché considerata una delle località più rinomate del Paese, è Boca Chica, a pochi chilometri dalla capitale. Qui la costa di sabbia bianca è protetta dalla barriera corallina, che agisce da frangiflutti creando una sorta di piscina naturale, consigliata agli appassionati di snorkeling. Sul bagnasciuga si trova un po’ di tutto: venditori ambulanti e pescatori offrono oggetti di artigianato, sigari e pesce freschissimo, spesso fritto sul momento.

Quando andare nella Repubblica Dominicana:
Da maggio a ottobre nella Repubblica Dominicana il clima è caldo (fino a 34° C), ideale per chi vuole abbandonarsi alle spiagge candide di Boca Chica o alla divertente Santo Domingo, con il suo centro storico in stile coloniale e la zona del porto, il cuore più antico della città, dal 1990 iscritto al Patrimonio Mondiale Unesco.

Isole di Guadalupa, Mar dei Caraibi


Un vero paradiso naturale: non a caso l’arcipelago di Guadalupa è stato designato dall’Unesco Riserva Mondiale della Biosfera. 300 specie di alberi, 270 varietà di felci e 90 specie di orchidee, e poi 38 specie di uccelli, 17 specie di mammiferi, 300 km di sentieri nel cuore del Parco Nazionale della Guadalupa.
Viste dal cielo, le isole della Guadalupa ricordano una farfalla circondata da 6 lucciole tra l’oceano Atlantico e il mare delle Antille, nel cuore dei Caraibi Francesi.
L’isola principale dell’arcipelago, Guadalupa, è divisa in due da un braccio di mare: l’ovest dell’isola è chiamata "Basse-Terre", il paradiso verde dove i più avventurosi scopriranno 17.000 ha di foresta tropicale; a est c’è la "Grande-Terre" il centro della vita dell’arcipelago.
Quale meta migliore per una vacanza romantica? Anche perché qui ci si rilassa in hotel da mille e una notte, ma si fanno anche tante attività sportive e si va alla scoperta della natura incontaminata e delle tradizioni autentiche degli isolani. Piacevolissimo il relax a due nelle spa: le Isole di Guadalupa, per chi non lo sapesse, sono famose come destinazione benessere, grazie anche delle sorgenti termali alimentate dalle acque calde del vulcano della Soufrière.

Quando andare a Guadalupa:
Il clima a Guadalupa è caldo tutto l’anno, ma le serate sono più fresche in inverno (da dicembre a febbraio), quando le temperature sono gradevoli. Da febbraio ad aprile la stagione è secca (la pioggia cade in media sette giorni al mese) e l’umidità è sopportabile: ecco il periodo migliore per visitare l’arcipelago.
 

Saint Martin, Mar dei Caraibi
Nel cuore delle Antille, a 220 km a nord della Guadalupa, Saint-Martin è un concentrato di sogni situato in seno all’arcipelago, tra il mar delle Antille a ovest e l’Oceano Atlantico a est. Ideale per fare un break e assaporare tutte le delizie al calore di un sole che brilla tutto l’anno.
Non sarà forse cosmopolita come Martinica, né la meta prediletta di celebrities come St Barth, ma con la sua aria elegante, gli ottimi ristoranti francesi e le sue splendide spiagge, St Martin è senz’altro da annoverare tra le più interessanti mete dei tropici.
Punto di accesso importante alle altre destinazioni dei Caraibi orientali, St Martin offre ai suoi visitatori due paesi in uno: St Martin, che occupa metà dell’isola e l’olandese Sint Maarten l’altra metà, anche se tra i due stati non esistono confini.
Le regate, che hanno reso celebre l’isola, sono l’appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati di vela: la Heineken Regata, la più classica delle Antille, farà senza dubbio venir voglia di levare l’ancora. E poi, arrivati al largo, sarà la volta del richiamo dei fondali marini, che offrono più di una trentina di siti di immersione e una riserva marina protetta dove balene e delfini vanno a riprodursi.
A terra, il miglior modo per avventurarsi nel cuore della natura è percorrere i sentieri dei crinali o il litorale, a piedi, a cavallo o in mountain bike, per scoprire la vegetazione e i paesaggi dell’isola seguendo il proprio ritmo.
Saint-Martin è una tappa culturale dove si possono ammirare non solo le vestigia della civiltà amerindiana ma anche la "ferme aux papillons", stupefacente allevamento di farfalle.
Saint-Martin è chiamata l’isola dei pittori: i suoi colori, raffinato ventaglio di verde, blu, turchese e oro, sono da sempre una fonte d’ispirazione inesauribile per i pittori anche molto famosi che espongono nelle numerose gallerie dell’isola.

Quando andare a Saint Martin:
A Saint Martin splende sempre il sole: ecco perché ogni mese dell’anno è ideale per oziare sulle sue belle spiagge. In bassa stagione (estate), ovvero da metà aprile a metà dicembre, l’isola è meno affollata ma il clima è più afoso. Attenzione anche agli uragani, che colpiscono l’isola solitamente in questa stagione.
 

Saint Barth, Mar dei Caraibi


Restiamo nelle Piccole Antille, dove si trova la sorella ultra chic di Saint Martin, Saint Barthélemy, Saint Barth per gli amici. Questa piccola isola delle Antille Francesi di appena venticinque chilometri quadrati, a forma di boomerang e circondata da numerosi isolotti minori disabitati, dal 2007 è una Collettività d’Oltremare della Francia che ne ha rivendicato la proprietà fin dal 1648.
Meta prediletta per chi è in cerca di una vacanza di mare condita da un pizzico di charme e di mondanità dal sapore francese, Saint Barth è bagnata da un mare cristallino e moltissime spiagge paradisiache, tutte pubbliche e libere. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, tra la solitaria Anse a Colombier, raggiungibile a piedi attraverso un percorso ripido oppure in barca, e la più facilmente accessibile Baia di St. Jean. Ed ecco facilmente spiegato il successo di Saint Barth presso il jet set internazionale.
Saint Barth è l’isola ideale per praticare gli sport acquatici come il diving: bastano un boccaglio (o un paio di bombole per i più esperti) per godere dello straordinario spettacolo offerto dal fondale marino e dalla barriera corallina che circonda l’isola. Meta molto gettonata anche dagli amanti della pesca d’altura che qui possono sfidare tonni, barracuda, marlin blu e bianchi, l’isola è perfetta anche per fare windsurf e navigare a vela.

Quando andare a Saint Barth:
A Saint Barthélemy il clima è tropicale, caldo tutto l’anno, con due periodi distinti: uno relativamente secco, da dicembre ad aprile, e uno umido da maggio a novembre, anche se in realtà ricorda tutto tranne l’inverno perché è un periodo afoso, in cui il sole non manca ma può lasciare il posto a improvvisi rovesci o temporali.
 

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