Veduta di Ponte Tiberio

Tour gastronomici e culturali nell’entroterra della Riviera Romagnola

La Riviera Romagnola ha una storia strana e affascinante alle spalle.

La Riviera Romagnola ha una storia strana e affascinante alle spalle.

Da una parte deve fare i conti con il passaggio di Giulio Cesare che sul Rubicone pronunciò una delle frasi più famose della storia: Alea iacta est (il dado è tratto); con la presenza di Roma su Rimini (Ariminum duemila anni fa); con rocche e castelli che testimoniano della guerra quattrocentesca tra signorotti del centro Italia; con la Linea Gotica e una Seconda Guerra Mondiale che ha fatto di Rimini una delle città italiane più bombardate, basti pensare che dal settembre 1943 al novembre 1944 se ne lanciarono quasi 400 (396) di bombe. Tutto questo sta da una parte e dall’altra ci sta il divertimentificio d’Italia; la località che in Europa è vista come “il mare in Italia”; il mito delle tedesche e dei latin lover romagnoli; la piadina e l’accoglienza;  le pensioni a conduzione familiare e l’idea che in Riviera tutti ci possono venire,  perché qui una vacanza non si nega  a nessuno, qui ci si arrangia con poco e i giovani possono venire a passare la prima vacanza da soli, a caccia di esperienze e divertimento.


Intere generazioni hanno trascorso – come moderno rito di passaggio – una notte in spiaggia in Riviera.
Cosa rimane oggi di tutto questo? Rimane tutto, anche se inserito in un quadro più delineato. Meno opposti, più omogeneità.

La Riviera Romagnola, oggi, è un territorio ampio che si è aperto e reinventato per offrire ai suoi visitatori non solo mare ma anche entroterra. La storia è scesa sino al mare e attraverso un’intelligente manovra di riscoperta del passato. Adesso tutto è entrato nel calderone della vacanza in Riviera. 

Basta osservare i portali turistici della zona (e si sa che sempre più italiani organizzano, o si informano per la loro vacanza, on line) per capire cosa sta accadendo. Info-alberghi.com, che da solo raccoglie 800 strutture alberghiere lungo tutta la Riviera, è andato oltre alla classica vetrina e propone articoli di approfondimento con tour gastronomici, visite nell’entroterra, giri culturali e artistici.

Il concetto è “Non di sola spiaggia vive la Riviera”. Anche le amministrazioni comunali e la Provincia di Rimini hanno puntato sulle ricchezze dell’entroterra segnalando e valorizzando sul loro portale informativo – http://www.riviera.rimini.it/ –  tutte le ricchezze architettoniche, storiche e gastronomiche a nord del mare.

 
Rimini si vuole rifare la faccia? No. Appurato che la “variabile mare” sia nota e stranota al grande pubblico, oggi l’intenzione è quella di sottolineare le diverse attrattive della zona, invogliando, perché no, ad allungare di qualche giorno la vacanza con una gita fuori porta. Senza considerare che si può diversificare il pubblico. Operazione che ha ripagato, visto che, nonostante tutt’intorno i numeri stiano segnando un segno meno, qui le stagioni turistiche reggono e anche bene.
Le valli del Conca, Marecchia, il Montefeltro e l’area intorno a Santarcangelo sono le località più apprezzate. Ricchezza contadina che viene riscoperta condita con un’architettura paesaggistica e storica che non ha nulla da invidiare alle più blasonate località della Toscana e dell’Umbria.

Alcune di queste location sono note a pubblici di nicchia grazie ad eventi culturali che le hanno rese protagoniste nei decenni passati, come la rassegna Santarcangelo dei Teatri, che può contare su 45 primavere e il beneplacito del compianto Tonino Guerra che da queste parti era di casa. La storia come l’arte viene fuori un tassello dopo l’altro: ecco che spunta la bellissima Rocca di San Leo, che ospitò la prigionia e la morte di Cagliostro. Sistemata a strapiombo su un burrone (che qualche settimana fa ha franato sotto i colpi di un acquazzone incessante) la fortezza è stata la prigione dell’Alchimista più famoso dell’Europa del ‘700.
È giù lungo la valle del Marecchia verso Sant’Agata Feltria e seguendo il fiume sino a Rimini. A sud della città, invece, si apre la Valle del Conca, tra Romagna e Marche, dolci colline che si caratterizzano dei tanti colori della terra coltivata. Tra il Medioevo e il Rinascimento fu terra contesa, teatro di guerra tra i signori del Montefeltro e i Malatesta di Rimini. Sagre e feste paesane che arrivano con le foglie d’autunno fanno di questo territorio meta di buone forchette. San Giovanni in Marignano, Montescudo, Albereto, Saludecio, Trarivi, Mondaino e Montefiore sono piccoli borghi ricchi di buona cucina, tradizione e storia. A Mondaino si svolge tutti gli anni, nella sua piazza circolare, il Palio del Daino che ricalca il gioco del più famoso Palio di Siena.
Ai piedi di questi gioielli si aprono le spiagge: Riccione, Cattolica, Gabicce con una baia bellissima e l’imponente Monte San Bartolo alle sue spalle… e, risalendo verso nord, si trova Rimini. Di questa città c’è molto da dire, ha un cuore romano, è borgo di pescatori e casa di personaggi surreali (come solo Federico Fellini, qui nato, è stato in grado di raccontare nei suoi film). La sua vocazione turistica si palesa nelle manifestazioni in grande stile (La notte rosa, il Capodanno più lungo del mondo) e nell’impianto generale dell’accoglienza turistica, fatta essenzialmente di pensioni a conduzione familiare. Buona cucina e accoglienza l’hanno resa forte così come la spiaggia attrezzata e i bassi costi dei servizi. Discoteche e parchi del divertimento l’hanno resa appetibile agli occhi di giovani e famiglie e oggi è l’indiscussa regina del turismo low cost in Italia. Quella Rimini delle commedie anni ’80 vive ancora, ancora ci si diverte e si dorme in spiaggia, ancora si fanno eccessi la notte e ci si veste da bravi ragazzi di giorno. La Riviera si rinnova e sopravvive a se stessa… e al sogno di se stessa!