La mostra di Henri Matisse al Palazzo dei Diamanti di Ferrara

La mostra di Henri Matisse al Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 22 febbraio al 15 giugno 2014 ha tutte le carte in regola per essere uno dei grandi appuntamenti d’arte del 2014.

La mostra di Henri Matisse al Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 22 febbraio al 15 giugno 2014 ha tutte le carte in regola per essere uno dei grandi appuntamenti d’arte del 2014.

La forza della linea, l’emozione del colore è il titolo della mostra di Matisse a Ferrara, un grande allestimento per conoscere meglio il genio di uno degli artisti più grandi dell’arte del Novecento, che ha cambiato la percezione stessa del bello.
È stata soprattutto la rappresentazione della figura, in particolare femminile, a interessare e coinvolgere il maestro per l’intero arco della sua produzione artistica, in una ricerca incessante di tecniche e stili. E proprio a questo tema fondamentale è ispirata la mostra che Palazzo dei Diamanti dedica a un gigante della storia dell’arte moderna.

In mostra, oltre cento dipinti, sculture e opere su carta per raccontare l’avventura creativa grazie alla quale Matisse ha dato forma tangibile all’emozione risvegliata dai suoi modelli e al piacere stesso di ritrarli. Un’esplosione di gioiosa vitalità accende le icone giovanili, raggianti di colori puri, e fa danzare l’arabesco dei corpi nei capolavori della prima maturità.

Lo stesso slancio percorre le opere dell’ultima fase, dove gli oggetti e l’ambiente sembrano risuonare dell’energia emanata dalla figura.
Ad accogliere il visitatore sarà il magnetico Autoritratto del 1900 (Parigi, Centre Pompidou) assieme a giovanili e potenti prove di studio sul modello. La gioiosa vitalità della stagione fauve verrà poi rievocata da un dipinto raggiante di colori puri, quale il Ritratto di André Derain (1905, Londra, Tate), e dalle creazioni nate sotto la suggestione della pittura di Cézanne e della scultura africana, come il fondamentale bronzo Nudo disteso (1907, Centre Pompidou) e la tela Nudo in piedi (1907, Tate), entrambi sorprendenti per la scansione delle forme e il potenziale espressivo.
La mostra di Henri Matisse al Palazzo dei Diamanti di Ferrara metterà il visitatore di fronte a tre pietre miliari del 1909: il bronzo La serpentina, la tela Nudo con sciarpa bianca, provenienti dallo Statens Museum for Kunst di Copenaghen, e la Bagnante del MoMA, opere che costituiscono uno dei più alti raggiungimenti matissiani, nell’arabesco fluttuante dei corpi capace di trasmettere un senso di primordiale fusione con l’ambiente.
Una svolta radicale è segnata dalle opere del dopoguerra che riflettono l’incantesimo della Costa Azzurra e la riscoperta di Ingres e Renoir (Ragazze in giardino, 1919, La Chaux-de-Fonds, Musée des Beaux-Arts). Matisse si lascia ora sedurre dai riflessi di luce sulla figura della modella e sugli arredi esotici di cui la circonda, come mostrano due opere straordinarie quali il bronzo Grande nudo seduto (1922-29, Philadelphia Museum of Art), in cui la maestosa figura dispiega le sue forme nello spazio, o l’Odalisca con i pantaloni grigi (1926-27, Parigi, Musée de l’Orangerie), in cui appare immersa in un sontuoso mosaico di motivi decorativi.


La monumentale Ninfa nella foresta (1935-43, Nizza, Musée Matisse), un capolavoro come Natura morta con donna addormentata (1940, Washington, National Gallery of Art) e magnifici disegni (Nudo disteso, 1938, MoMA; Giovane donna seduta con abito a rete, 1939, Basilea, Fondation Beyeler) incarnano il nuovo cambiamento di rotta seguito al prestigioso incarico decorativo per la Barnes Foundation negli Stati Uniti e alle illustrazioni delle poesie di Mallarmé. La musa del pittore viene qui evocata in uno spazio intriso di luce dove il suo corpo, la vegetazione e gli oggetti compongono un fregio lirico ed essenziale.
A chiudere la mostra di Henri Matisse al Palazzo dei Diamanti di Ferrara saranno le testimonianze della stupefacente vitalità e dell’inesauribile forza d’immaginazione dell’anziano maestro: gli interni d’atelier e opere rivoluzionarie come il celebre libro Jazz (1943-47, Biblioteca Nazionale di Firenze), oltre alla serie degli Acrobati (1952, Centre Pompidou).