Under The Bridge, Stoccolma

Under The Bridge – un insolito ponte a Stoccolma

Il recupero di spazi cittadini non più utilizzati o non utilizzati nel migliore dei modi, è una sfida sempre più ghiotta per gli studi architettonici.

Il recupero di spazi cittadini non più utilizzati o non utilizzati nel migliore dei modi, è una sfida sempre più ghiotta per gli studi architettonici.

Si moltiplicano, infatti, i progetti sorprendenti, come Under the bridge a Stoccolma dello studio svedese Visiondivision.
Under the bridge propone di trasformare uno dei tanti ponti di cui è costellata una città costruita su isole come Stoccolma in un nuovo spazio urbano a misura d’uomo. Come fare?
Nel caso specifico di Under The Bridge, per esempio, lo studio architettonico si è concentrato su uno dei ponti più famosi e imponenti di Stoccolma, il Tranebergsbron, una sorta di autostrada ai lati della quale si trova un passaggio pedonale tutt’altro che gradevole da percorrere, visto che si cammina tra auto che sfrecciano a tutta velocità.
Ma attenzione: il ponte è caratterizzato da ampie volte di cemento costruite nel 1934, alle quali se ne è aggiunta una terza nel 2005 per aumentare la portata del ponte.
Ed è proprio qui, sotto il ponte, che si è concentrato il progetto dell’Under the Bridge di Stoccolma. A volte basta cambiare la prospettiva del nostro sguardo per scoprire che esiste sempre un altro modo di affrontare la vita.
I progettisti “coraggiosi” di Visiondivision pensano per esempio che sia proprio la volta del 2005, la più recente, a poter essere riconvertita in un passaggio pedonale sotto il ponte, eliminando così il problema dell’alta velocità delle auto pericoloso per i pedoni, e trasformando un attraversamento poco piacevole in una bella passeggiata.
Secondo il progetto di Under the Bridge, infatti, le volte potrebbero essere trasformate in una galleria d’arte all’aperto, completa di spazio per proiezioni, chioschi e negozi ambulanti. L’intervento richiesto sarebbe minimo tra l’altro, essendo già in funzione la struttura portante, che dovrebbe essere semplicemente protetta da parapetti e dotata di un sistema di illuminazione.
Secondo gli architetti, ne beneficerebbero sia gli abitanti delle due isole collegate, che la città intera, la quale vanterebbe un nuovo spazio di aggregazione e una nuova area di interesse per chiunque arrivi da fuori.