Le Tre Grazie di Antonio Canova

Le Tre Grazie di Antonio Canova in mostra al Museo Canova di Possagno

Alle Tre Grazie di Antonio Canova, uno dei gruppi scultorei più famosi del mondo, è dedicata la Mostra nel Museo Canova di Possagno, fino al 4 maggio 2014.

Alle Tre Grazie di Antonio Canova, uno dei gruppi scultorei più famosi del mondo, è dedicata la Mostra nel Museo Canova di Possagno, fino al 4 maggio 2014.

Tornano così nel paese natìo del grande scultore Canova le tre candide figlie di Zeus – Aglaia, Eufrosine e Talia – sodali di Venere che simboleggiano, rispettivamente, lo splendore, la gioia e la prosperità.
Canova le ha interpretate in due esemplari, molto simili. Il primo, ora all’Ermitage di San Pietroburgo, glielo commissionò Josephine de Beauharnais, all’epoca moglie di Napoleone; il secondo al Duca di Bedford che, visto il gesso che lo scultore teneva nel suo atelier romano, lo supplicò di creargli un ulteriore esemplare in marmo. Canova riprese il modello, apportando piccoli cambiamenti e, quasi per allontanare il momento di distacco dall’opera, l’accompagnò personalmente sino alla nuova dimora inglese. Oggi quel magnifico marmo è equamente suddiviso, sette anni ciascuno, dalla National Gallery of Scotland di Edimburgo e dal Victoria & Albert Museum di Londra.
Dall’inizio di quelle vicende sono passati esattamente due secoli: il modello originale in gesso delle Grazie è infatti datato 1813. In questi due secoli la fama delle tre bellezze canoviane è diventata universale. La sinuosità delle forme femminili, la delicatezza e la morbidezza nonché la ricercata levigatezza del marmo determinano un gioco di luci ed ombre che affascinano chiunque le ammiri.
Nella sua Casa-Museo, a Possagno, Canova lasciò il gesso originale della prima versione delle Grazie e a Possagno giunse anche il gesso tratto dalle Grazie inglesi, come documento da conservare a perenne memoria dell’arte del grande scultore.

Grazia e violenza non vanno d’accordo. Lo conferma, se ce ne fosse bisogno, il destino dei due capolavori del Canova. I gessi, con altre opere conservate nella Gipsoteca, vennero investiti dalla nuvola di calcinacci causata dai cannoneggiamenti austro-ungarici durante la Prima Grande Guerra, quando Possagno, ai piedi del Grappa, era zona di battaglia.
A cent’anni dallo scoppio della Grande Guerra, mentre l’Europa si appresta a ricordare quel centenario, anche le Grazie “inglesi” risorgono, ritrovando tutte le loro parti: grazie alla collaborazione delle National Galleries of Scotland, di Edinburgo, proprietari del prezioso marmo, è stato possibile fotografare e scansionare l’opera e grazie all’elettronica si è riusciti a ricomporre le parti mancanti al gesso di Possagno.
In mostra a Possagno fino al 4 maggio si potranno ammirare entrambi gruppi delle Grazie, quello “russo” e quello “inglese”, così recuperato. Con i gessi, i due bozzetti, l’uno proveniente dal Museo di Lione, il secondo oggi di proprietà del Museo di Bassano. Poi tempere, disegni, incisioni, sempre intono al tema delle Grazie.
Mostra nella mostra è l’esposizione delle crude immagini della Gipstoteca e dei Gessi di Canova all’indomani dei bombardamenti.