Marianna Vitale, chef di Sud Ristorante

Sud Ristorante – la cucina stellata di Marianna Vitale

Sud Ristorante si trova a Quarto, alle porte di Napoli, lungo la via Campana, antica strada che portava qui le mercanzie della Roma imperiale.

Sud Ristorante si trova a Quarto, alle porte di Napoli, lungo la via Campana, antica strada che portava qui le mercanzie della Roma imperiale.

Sud Ristorante è il regno di Marianna Vitale, giovane chef che sta facendo parlare di sé il web: laurea in letteratura spagnola e una grande passione per la cucina, apre il ristorante una manciata di anni fa insieme al marito Pino Esposito.

E ora arriva la prima stella Michelin, per la sua cucina che si è meritata l’appellativo di magica. Una cucina raffinata e popolare insieme, essenziale e colorata.
A dire il vero anche il locale è molto essenziale: tanto bianco, linee rette e nessuna paura dell’horror vacui, come a lasciare il palcoscenico alla vera prima donna di Sud Ristorante, la cucina.
Eppure Sud è contraddizione allo stato puro, quella contraddizione buona e auspicabile, che significa ricerca continua che non ha paura di contaminarsi. È un ristorante che rispecchia l’amore per la vita della città che lo ospita, Napoli, la sua storia millenaria, il suo essere umile e sopra le righe contemporaneamente.
E così le materie prime che costituiscono la linfa vitale di questa terra, sono ricercate con passione, in un mix di tradizione che nutre e contemporaneità che travolge e fa guardare al futuro, e fa sperimentare, anche nei sapori.
Il legame con i prodotti del territorio è uno dei punti fondamentali della cucina che Marianna ama ricordare: "Ho la fortuna di vivere in un territorio saturo di prodotti e produttori che ben si prestano al necessario recupero della tradizione e alla divertente trasformazione versione gourmet".
E così fornitori giusti diventano fondamentali per la qualità dei suoi piatti: la carne viene acquistata da un maestro macellaio come Mario Carrabs di Gesualdo, che fornisce anche i salumi artigianali della sua Irpinia, per esempio.
Il menù, stagionale, è ricco e a tratti divertente, come solo i partenopei sanno essere. Come resistere al menù degustazione chemmaipurtatafàomenùsipòfaitu?, ovvero sette portate secondo Marianna.
Assolutamente da provare la cheese-cake di baccalà profumata al finocchietto con ceci, pomodori confit e buccia di limone e la Tartare di vitello irpino con fichi e nocciole.
Ottimi i dolci, opulenti e senza paura di essere golosi, come il semifreddo alla cassata, pistacchio di Bronte, salsa al passito di Pantelleria con gelée alle pere e anice stellato.