Museo Nazionale della Magna Grecia

I Bronzi di Riace tornano al Museo Nazionale della Magna Grecia

E così, dopo quattro anni di restauri conservativi che sono sembrati un’eternità, finalmente i famosi Bronzi di Riace tornano al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.

E così, dopo quattro anni di restauri conservativi che sono sembrati un’eternità, finalmente i famosi Bronzi di Riace tornano al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.

Da poche settimane i due guerrieri di provenienza greca sono di nuovo fruibili al grande pubblico nella nuova Sala dei Bronzi del Museo Nazionale della Magna Grecia che, anch’esso interamente rinnovato, verrà completamente riaperto al pubblico nella tarda primavera del 2014.
Il viaggio delle due superbe statue greche, rivenute al largo delle coste di Riace Marina dal subacqueo Stefano Mariottini nel 1972, sembra per ora approdato in un porto sicuro.
Con gabbie antisismiche mimetizzate e camini bioclimatici nascosti dietro le pareti per il controllo rigido di temperatura e umidità, la statua A – nel gergo comune “il giovane” – e la statua B – “il vecchio” – hanno ritrovato tutta la loro maestosa verticalità. I due corpi nudi si ergono evidenziando la possente muscolatura – più dinamica nel vecchio, più statica nel giovane – le vene di mani e piedi che il bronzista Pitagora Di Reggio per primo rappresentò minuziosamente nel V sec. A.C., periodo a cui risalirebbero entrambe le statue.
Il primo restauro risale al periodo 1975-1980 a Firenze dove, oltre alla pulizia delle superfici esterne, le due statue vennero parzialmente svuotate della terra di fusione originaria che, mescolatasi con i cloruri, stava corrodendo il bronzo. Seguì una prima esposizione al Museo Archeologico di Firenze e poi una seconda, voluta dall’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, al Quirinale, che permisero di puntare i riflettori sulla dirompente bellezza dei due bronzi di matrice greca.
Venti anni dopo, a Reggio Calabria, fu portata a termine la totale rimozione della terra, tanto che i due corpi passarono dagli iniziali 400 ai 160 kg di peso.
Sono seguiti, a partire dal 2009, i quattro lunghi anni che hanno visto le due statue custodite, in posizione orizzontale, presso il palazzo Campanella di Reggio Calabria, sede del Consiglio Regionale della Calabria, in attesa del completamento dei lavori di restauro del museo archeologico reggino.
Molte domande riguardano ancora oggi l’identità dei Bronzi di Riace che, identificati inizialmente come atleti o personaggi storici, dopo l’ultimo restauro del 1995 hanno fatto ipotizzare si tratti di due figure mitologiche dei Sette contro Tebe, due guerrieri appartenenti allo stesso gruppo statuario.
Ma al di là delle numerose congetture, la bella notizia è che uno dei più grandi patrimoni dell’arte in Italia sia ancora visibile al pubblico in una sede adatta a custodirne e mostrarne la bellezza a un pubblico internazionale. L’augurio è che possa diventare il simbolo della rinascita del nostro Paese.