In mezzo scorre l’Adda

Un libro per chi ama l’Italia ed è sempre in cerca di nuovi e affascinanti scorci del Bel Paese.

Un libro per chi ama l’Italia ed è sempre in cerca di nuovi e affascinanti scorci del Bel Paese.

In mezzo scorre l’Adda è il titolo di un nuovo libro  che si pone l’obiettivo di far scoprire, tramandare e rivivere il fiume e il suo parco, la sua storia, gli artisti che lo hanno celebrato.
Ci sono luoghi che offrono il meglio di sé con discrezione. Il medio corso dell’Adda, da Lecco a Cassano, è uno di quei posti.

Un paesaggio dalla bellezza soffusa: il fiume, le sue anse, le rapide, i ruderi, i sentieri immersi nel silenzio. Scorci intimamente legati ai grandi ambasciatori della cultura italiana nel mondo: a settentrione gli echi di Alessandro Manzoni, più giù l’Adda di Leonardo.

Ma anche la bellezza ardita del ponte di san Michele, il nostalgico paesaggio del Naviglio di Paderno, l’armoniosa composizione delle centrali idroelettriche, l’industrioso incanto del villaggio operaio di Crespi d’Adda, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco; e ancora, prospettive pittoresche, come quelle fra Canonica e Vaprio, che nel Settecento ispirarono alcuni dei maggiori vedutisti, da Vanvitelli a Bellotto.
Lungo le sponde di questo fiume è successo davvero di tutto: grandi battaglie, geniali intuizioni, rivoluzioni epocali. Uomini di ingegno straordinario si sono dati appuntamento in questo tratto di Lombardia a distanza di secoli e hanno seminato la loro saggezza.

Ne sono scaturiti capolavori dell’arte, uno su tutti la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci sul cui sfondo si anima il paesaggio delle rapide dell’Adda, dell’architettura e dell’ingegneria, ma più in generale dell’umana sapienza.
Ora questi tesori italiani sono custoditi dal Parco Adda Nord. L’area protetta regionale, una delle più particolari e interessanti di tutto il Paese, è diventata rossore di nuove albe, teatro di prospettive rigenerate e rilancio di speranze per l’intero territorio.

Afferma il presidente del Parco, Agostino Agostinelli, nelle pagine finali del libro: «La conservazione e la valorizzazione dell’immenso patrimonio accumulatosi lungo le sponde dell’Adda devono essere indirizzate a produrre lavoro, reddito e opportunità differenti da quelle fin qui offerte dal modello industriale tradizionale».
La prova con cui si dovrà misurare il Parco Adda Nord nei prossimi anni è quella di coniugare la conservazione dei beni naturali e culturali con l’esigenza di accrescere le opportunità di sviluppo per le comunità residenti.

In mezzo scorre l’Adda, scritto da Michele Mauri e illustrato con le bellissimi immagini di Mario Donadoni, vuole essere anche l’occasione di riscoprire l’orgoglio di avere primeggiato a lungo, mostrando al resto del mondo cosa sono il bello e l’utile, e uno stimolo a raccontare antiche verità con parole nuove.

Dal blog L’alternativa nomade