Mazzo – il più piccolo ristorante di Roma

Mazzo è forse il più piccolo ristorante di Roma, eppure è uno dei più conosciuti.

Mazzo è forse il più piccolo ristorante di Roma, eppure è uno dei più conosciuti.

Nonostante sia stato aperto da poco a Centocelle, quartiere non centrale della città, Mazzo ha saputo distinguersi fin da subito.
Alla base di Mazzo c’è un progetto molto interessante, di due tra i più “agguerriti” foodiest della Capitale, Marco Baccanelli e Francesca Barreca, alias “The Fooders”, realtà attiva da tempo nel panorama della gastronomia romana, che unisce la "street culture" alla buona cucina.
Mazzo è un luogo unico nel suo genere, più cucina che ristorante, nel senso che lo spazio cucina “ruba” alla sala quasi tutta la metratura.

Inoltre c’è un solo tavolo conviviale da dieci, dodici coperti al massimo grazie a una mensola usata per un’approssimazione di tête-à-tête. In pratica un ristorante monotavolo, una rarità in Italia.
Il piccolo ristorante ha scelto di presentarsi con un aspetto decisamente giovane, che strizza l’occhio a qualche icona americana e allo street food nostrano, ma la cucina è rigorosa. Solo prodotti di alta qualità e di stagione, trasformati in piatti esemplari per gusto ed equilibrio. Piatti maturi, che non di rado sorprendono.

La pasta ai cardoncelli, dalla manteca gentile, ineccepibile, il rosti con broccolo e il pecorino cenerino inatteso e benvenuto. La pizza fritta, con bufala e pomodorini, è cotta a regola d’arte e degno di nota è il tagliere di salumi con olive e mozzarella di bufala.
I dolci in linea con l’alto livello del cibo servito da Mazzo, assolutamente da provare: tarte al limone, torta di carote glassata al cioccolato, panna cotta al cioccolato e caffè espresso servita con panna montata.
A vederlo la prima volta, questo piccolo ristorante romano, qualcuno potrebbe liquidarlo come l’esperimento di due trentenni fooders modaioli. Ma la realtà di Mazzo, laboratorio con cucina, sta dimostrando il contrario: al grande tavolo capita non di rado di vedere, seduti l’uno vicino all’altro, famiglie con bambini, coppie brizzolate in cerca di buona cucina e, certamente, qualche giovane gourmet della capitale.
La prenotazione è vivamente consigliata, anche perché non di rado il locale è chiuso per eventi e cene private.