Lo scenografo italiano Dante Ferretti in mostra al MoMa di New York

Fino al 9 febbraio il MoMa di New York celebra il genio di Dante Ferretti, lo scenografo italiano più famoso al mondo, con una grande mostra personale .

Fino al 9 febbraio il MoMa di New York celebra il genio di Dante Ferretti, lo scenografo italiano più famoso al mondo, con una grande mostra personale .

All’inaugurazione presenti molte star e il regista che più di tutti ha legato il suo nome a quello di Ferretti: Martin Scorsese.
“Dante Ferretti: designing for the big screen” è il titolo della mostra, organizzata da Ron Magliozzi e Jytte Jensen e curata da Antonio Monda, che occupa attualmente ben tre piani del MoMa di New York.


Dopo il tributo a Pier Paolo Pasolini, lo scorso anno, il tempio dell’arte contemporanea di Manhattan ha deciso di rendere omaggio alla carriera di Dante Ferretti, scenografo italiano che nell’ultimo mezzo secolo ha lavorato a oltre 50 pellicole, collaborando con registi molto diversi, del calibro di Pasolini, Federico Fellini, Elio Petri, Terry Gilliam, Tim Burton e il già citato Scorsese.
Di grande impatto l’allestimento della mostra, dove campeggia un grande labirinto di pareti-schermo su cui vengono incessantemente proiettati i ventidue dei film che meglio rappresentano il lavoro dello scenografo, da “Medea” di Pier Paolo Pasolini (1969) a “Shutter Island” di Martin Scorsese (2009).

In mostra anche una selezione di arredi originali, bozzetti e schizzi grafici provenienti dai set tra i quali: i leoni d’oro realizzati per la Mostra del Cinema di Venezia e due statue di enormi dimensioni, gli “Arcimboldòs”, progettati per l’Expo di Milano 2015 e i lampadari di “Salò o le 120 giornate di Sodoma”.
Ma i riconoscimenti americani non si fermano qui: lo scenografo ha infatti ricevuto un invito alla Casa Bianca per metà ottobre, direttamente dalla first lady.

Un altro omaggio alla carriera di un genio italiano che ha contribuito a rendere più grande il mondo del cinema in tutto il mondo e che, ancora oggi, che il cinema è diventato digitale, continua a lavorare come un artigiano disegnando le scene dei suoi film.