Il nuovo Van Gogh svelato al pubblico

Tramonto a Montmajour: ritrovato quadro di Van Gogh in soffitta

A volte nelle soffitte si nascondono tesori inestimabili.

A volte nelle soffitte si nascondono tesori inestimabili.

No, non è una leggenda metropolitana, almeno per quanto riguarda il fortunato e anonimo collezionista che ha ritrovato, tra vecchi mobili impolverati e lampadari in disuso, un bellissimo quadro.
Un quadro originale di Van Gogh che il collezionista ha sempre ritenuto fosse una copia. E invece no: “Tramonto a Montmajour” è opera originale del grande maestro olandese presumibilmente realizzata intorno al 1888.

Ora, dopo tre anni di ricerche per convalidarne l’autenticità, il quadro verrà esposto presso il Van Gogh Museum di Amsterdam.
La portavoce del museo olandese, Rianne Norbart, che ha annunciato il ritrovamento dell’ opera, è parsa giustamente entusiasta: "È veramente eccitante. Il quadro prima d’ora non era mai stato visto in pubblico, nè ritoccato da professionisti. Mancava la vernice finale e non era stato neanche incorniciato. È proprio una cosa pura".

“Tramonto a Montmajour” dipinto nel periodo in cui il celebre artista olandese si trovava ad Arles, riproduce un’atmosfera crepuscolare malinconica della campagna della Provenza. Sullo sfondo compaiono la rocca e l’abbazia benedettina di Montmajour, da cui prende il titolo il quadro. La scoperta crea ancora più scalpore perché è dal 1928 che non sono state più ritrovate opere ex novo di Van Gogh.

Il dipinto è eccezionale perché si tratta di un lavoro di transizione, realizzato nel periodo più interessante e fertile dell’artista, quando si trovava nel sud della Francia. Non a caso in quegli anni videro la luce capolavori assoluti come i “Girasoli”, “La casa gialla” e “La stanza da letto”.
Era dal 1928 che si erano perse le tracce di questo bellissimo dipinto (del quale Vincent aveva per altro parlato con il fratello Theo, primo proprietario dell’opera, in una delle sue numerose lettere) venduto per pochi franchi a un mercatino delle pulci di Arles e poi, per decenni, dimenticato in soffitta come una delle innumerevoli copie del maestro olandese, uno dei pittori più “copiati” di tutti i tempi.