Aruba, la prima isola al mondo ecosostenibile al 100%

Aruba, paradiso caraibico nel mare delle Antille, sogna di diventare la prima isola al mondo ecosostenibile al 100%.

Aruba, paradiso caraibico nel mare delle Antille, sogna di diventare la prima isola al mondo ecosostenibile al 100%.

Anzi, non si limita a sognare un futuro senza inquinamento, si sta impegnando per completare la sua transizione verso un’economia totalmente rinnovabile entro il 2020.
Un progetto nobile e molto ambizioso che prevede corsi di educazione e formazione sulle buone pratiche ambientali, la riqualificazioni delle aree urbane, la protezione dell’ecosistema dell’isola, l’utilizzo di energia verde e di nuove tecnologie, i servizi turistici low impact, le installazioni di impianti a energia rinnovabile e il waste management.

Negli ultimi anni, è bene ricordarlo, Aruba ha iniziato ad attuare un programma serrato nella direzione di un’ecosostenibilità completa, sia nel settore pubblico che in quello privato, con una serie di interessanti progetti.
Tra le priorità c’è la volontà di ridurre la dipendenza da combustibili petroliferi e le emissioni di CO2: con questo obiettivo è nata la collaborazione tra Aruba e la Carbon War Room, che mira a rendere l’isola la prima economia basata al 100% su energia sostenibile, con l’obiettivo di diventare un esempio per le altre isole e nazioni. In questa direzione, l’isola ha fatto un grande passo avanti nella produzione di energia alternativa nel 2009 con l’apertura ufficiale del Vader Piet Wind Park nella punta a Est dell’isola, un importantissimo evento che ha reso Aruba una delle isole più all’avanguardia nell’uso dell’energia alternativa.

Vanto indiscusso dei progetti ecosostenibili di Aruba sono certamente le riqualificazioni urbane. Molto importante si è rivelata la realizzazione del Green Corridor, una linea che unisce due parti dell’isola, tra Oranjestad e San Nicolas, in cui le aree verdi sono tutelate e “mostrate” a turisti e cittadini attraverso percorsi didattici, piste ciclabili e trasporti ecologici.

C’è anche un grande parco ancora in fase di realizzazione, l’Aruba Linear Park, che garantirà all’isola un lungomare di 16 chilometri con chioschi, parcheggi, sentieri pedonali e aree verdi, da cui godersi il panorama dell’Oceano.

Grandi novità anche nel campo del turismo, con L’Environmental Commitee of the Aruba Hotel & Tourism Association (AHATA) che, fondato 15 anni fa, riunisce rappresentanti di hotel e strutture di vario tipo, locali, organizzazioni pubbliche e private, enti, associazioni e cittadini, con un obiettivo preciso: trasmettere le buone pratiche sul riciclo e sul riuso, oltre che l’attestazione dei marchi con cui si garantisce che le strutture associate usino tecniche low impact per le proprie attività.

Tutelata ovviamente la biodiversità dell’isola, grazie al lavoro di volontari che si sono riuniti nell’Aruba Birdlife Conservation con l’intento di vigilare sulla protezione di flora e fauna locali.

Ma c’è anche il TortugAruba Save-the-Sea Turtles, un gruppo di volontari che si adopera per la protezione delle tartarughe; il Donkey Sanctury Aruba, organizzazione no-profit che si occupa degli asinelli e persino l’Animal Rights Aruba, un’organizzazione di volontari attivi nella cura, la sterilizzazione, il salvataggio e le campagne di adozione per cani e gatti.