Corte della Maestà – dimora di fascino nella campagna laziale

Tra i tanti angoli ancora da scoprire di questa nostra bella Italia, certamente non può mancare la campagna placida tra Orvieto e Viterbo, la Tuscia viterbese.

Tra i tanti angoli ancora da scoprire di questa nostra bella Italia, certamente non può mancare la campagna placida tra Orvieto e Viterbo, la Tuscia viterbese.

In particolare, Civita di Bagnoregio, un borgo medievale aggrappato a una rocca tufacea, dove lo psichiatra Paolo Crepet ha aperto un resort di grande fascino, Corte della Maestà.

Come lui ama raccontare, con Civita di Bagnoregio è stato un colpo di fulmine : «Ci sono arrivato la prima volta che iniziava l’inverno. Pioveva a scrosci e il ponte sotto i miei piedi ululava. Non c’era nessuno attorno a me. Non avevo mai visto un paese dove non ci fosse altro che pietra bagnata e rumore di vento. Il nastro di cemento finiva inghiottito da una foschia bassa, poi sopra alla nuvolaglia l’acropoli di tufo, maestosa, solenne. Se mi piace così, mi piacerà per sempre, pensavo mentre arrancavo lungo la salita. All’ultima curva, come per magia, il vento s’era arreso alla mia tenacia, la pioggia lucidava il basalto dei viottoli fino a farli sembrare d’argento e invitarmi a percorrerli senza timore. Le case, tozze e accomodate su grandi piedistalli di tufo come poltrone giallastre, mi aspettavano oltre l’arco dell’ingresso. Se c’è una parola che si addice a questo borgo spostato verso il cielo è “dignità”».

 

Qui si trova Corte della Maestà, un antico edificio del borgo trasformato in dimora di fascino: un tempo adibita dal Vescovo Ferdinando di Castillo a cavallo tra il V e il VI secolo a seminario vescovile, la Corte è stata restaurata mantenendo la memoria storica e rurale del Borgo, evocando l’atmosfera incantevole dei tempi passati e mantenendo frammenti degli antichi affreschi. L’edificio è adiacente al vescovado che fu attivo fino al 1685, con la quale condivide un grande giardino con frutteto.

Non è il solito B&B, questo è un buen retiro davvero speciale, lontano dal clamore e dagli stereotipi.
A disposizione degli ospiti solo cinque suite, un po’ austere un po’ frivole, con i pavimenti in pietra e i nomi femminili: la Scrittrice dedicata a Virginia Wolf (la carta da parati riproduce fedelmente quella della casa londinese della scrittrice, la Sonnambula e l’Intrusa entrambe con bei letti dal sapore teatrale, la Badessa dal sapore peccaminoso.

A suggerirli a Paolo Crepet fu il regista Giuseppe Tornatore, che si rifugiò proprio qui con tutta la troupe durante la lavorazione del film La migliore offerta.

Rende il soggiorno definitivamente indimenticabile un pomeriggio trascorso nel Giardino del Vescovo: protetti da mura in pietra crescono alberi dai frutti generosi trasformati in marmellate home made dalla padrona di casa e compagna di Crepet, Cristiana Melis, che accoglie gli ospiti anche per la cena, se lo desiderano, al tavolo sociale della Cucina della Fratta.

Per rilassarsi c’è anche un piccolo bagno turco e la Tana del Lupo, angolo living molto intimo sovrastato dalle volte in tufo del palazzo, con un bel camino e un prezioso pianoforte Forneris.

Televisioni bandite, per fortuna, ma si può trascorrere la serata vedendo uno dei film della bella collezione d’essai.

Corte della Maestà

Via della Provvidenza 

01022 Civita di Bagnoregio (VT)

www.cortedellamaesta.com