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Proteggere la pelle dal sole con gli antiossidanti

È arrivata l’estate, finalmente. Non c’è niente di meglio che partire per le spiagge e perdersi in un piacevole sonnecchiare sul bagnasciuga, lasciando scivolare l’anno lavorativo ormai sulle spalle.

È arrivata l’estate, finalmente. Non c’è niente di meglio che partire per le spiagge e perdersi in un piacevole sonnecchiare sul bagnasciuga, lasciando scivolare l’anno lavorativo ormai sulle spalle.

A volte, però, arrivata la sera ci si ritrova a fare i conti con la cocente realtà: si è passato davvero troppo tempo sotto al sole senza protezione!
Al di là delle sofferenze che il sole è in grado di provocare nel bagnante poco attento, la scienza purtroppo ci insegna che all’esposizione solare possono essere legate conseguenze anche piuttosto gravi. Una cosa da evidenziare è che la pelle esposta alla radiazione invecchia precocemente (photoaging). Sono molti infatti gli studi che dimostrano chiaramente come la pelle subisca delle modificazioni importanti, se esposta eccessivamente al sole.

Ma come avviene questa interazione e che conseguenze comporta?
I raggi UV veicolano una grandissima quantità di energia e penetrano nella pelle distruggendo alcuni legami tra molecole che compongono la pelle. Da qui si originano "molecole tronche" molto reattive, denominate radicali liberi, che sono in grado di dare il via a una reazione a catena, che crea ancora più danni e può compromettere la struttura originaria della pelle.

Come si difende l’organismo dall’aggressione dei raggi UV?
In condizioni fisiologiche la pelle possiede efficaci meccanismi di protezione contro i raggi UV, come l’abbronzatura ad esempio, che attraverso la formazione di melanina, previene la penetrazione degli UV negli strati profondi della pelle, dove risiedono le cellule staminali, che “servono da stampo” per creare le cellule figlie dell’epidermide. Se i raggi UV dovessero giungere fino a qui infatti potrebbero verificarsi gravi danni al DNA e alla pelle.

Durante i primi giorni di esposizione al sole, tuttavia, i meccanismi di produzione di melanina non vengono attivati e pertanto la pelle subisce un forte trauma. Da qui nasce l’esigenza di utilizzare la protezione solare in crema, che però viene facilmente rimossa durante le normali attività da spiaggia. Per questo motivo, grazie alla nutraceutica, si può pensare di accoppiare al solare anche un differente tipo di protezione, che agisce dall’interno.
Gli animali sono sempre stati soggetti alla radiazione solare e la prima protezione contro i raggi UV è stata quella di ripararsi sotto fronde oppure in luoghi chiusi come le grotte. Le piante invece, ancorate al terreno, hanno saputo sviluppare molecole protettive nei confronti della radiazione solare: si tratta di molecole dotate di un forte potere antiossidante, in grado di agire da spazzini dei radicali.

Un geniale intuizione: e se provassimo nell’uomo?
Comprendendo le potenzialità di questa scoperta si è pensato di studiarne le proprietà anche nell’uomo e attraverso la nutraceutica si è dimostrato come i polifenoli siano in grado di ridurre i radicali liberi anche nell’uomo.
Per questo motivo l’utilizzo di integratori alimentari a base di polifenoli antiossidanti (idrossitirosolo, resveratrolo, EGCG) può rappresentare un’ottima protezione supplementare per l’esposizione al sole, perché agendo dall’interno interviene direttamente sulla causa. Non dimentichiamo però di utilizzare anche la crema solare, che oltre a schermare la radiazione è utile anche per lenire, ammorbidire e reidratare la pelle.
 

Daniele Martiridonna

 

 
Daniele Martiradonna è Dottore in Chimica e Tecnologie farmaceutiche, Farmacista Consulente industriale nutraceutico, ed Esperto scientifico Naturaceutica.it. Scrive, inoltre, su riviste scientifiche internazionali come Techfood Industry.