Uma Thurman per Schwepps

I peggiori spot pubblicitari del 2013

Accendiamo la televisione ed eccole, le peggiori pubblicità della stagione. Incorriamo in battute scontate o volgari, immagini penose.

Accendiamo la televisione ed eccole, le peggiori pubblicità della stagione. Incorriamo in battute scontate o volgari, immagini penose.

È inutile cambiare canale, ormai le abbiamo viste e comunque le troveremmo ovunque. Perché più sono brutte, più le mettono in onda con assiduità.

Qualche esempio:

 

La Schwepps e Uma Thurman

In questo spot Uma Thurman, vestita e truccata come una cocorita, continua a ripetere con fare ammiccante che ama la Schwepps e che la vuole dappertutto, non ne può fare a meno. L’intervistatore equivoca: intendi Sex? E lei, nella peggiore prestazione della sua carriera di attrice, lo deride un po’: “Che cosa ti aspettavi?”
Che cosa ci aspettavamo noi?
Non il vecchio e ritrito riferimento al sesso.

 

Carta igienica Foxy e Dante

Era proprio necessario disturbare il grande poeta toscano, il genio della Divina Commedia, per metterlo a scrivere sulla carta igienica?
Per chi non l’avesse visto, in questo spot Dante Alighieri finisce di scrivere la Divina Commedia sulla carta igienica e si compiace di non aver consumato neanche un rotolo.
Che tristezza, un po’ di rispetto.

 

Dreher Lemon Radler

Un’ottima bevanda composta da birra e succo di limone, molto rinfrescante e non troppo dolce. Purtroppo però per invogliare il pubblico a provarla, il claim che ci rimbomba nelle orecchie è: “È tempo di limonare!”
Quindi, per invitare i propri clienti all’acquisto, la scelta di marketing è stata associare una bevanda rinfrescante alla saliva che ci si scambia durante un bacio appassionato. Non un’ottima idea.
E infine: perché ostinarsi a usare il termine “limonare”, che riesce a dare un’idea di volgarità anche a una manifestazione di affetto innocente e romantica come il bacio?

 

La cessione del quinto
La cessione del quinto è un mezzo utilizzabile per contrarre un prestito, che consiste nella trattenuta di un quinto dell’importo di una pensione o stipendio. Nello spot in onda in questo periodo, così brutto da non essere neppure su YouTube, un nonno con una scatola di cioccolatini in mano dice alla nipote: “Prendi un quinto.” Lei lo guarda come se fosse un idiota, perché non ha preso ancora neanche un cioccolatino, e rifiuta. Quindi il vecchio spiega alla nipote non troppo sveglia che sta parlando della possibilità di farsi trattenere un quinto della pensione per pagarle il master. Una pubblicità che trasmette un senso di disperazione ed avidità: per favore, pagatevi i vostri master da soli e lasciate in pace questi poveri pensionati.

 

Vivident Blast
Non si poteva terminare la carrellata sulle peggiori pubblicità del momento senza citare Vivident Blast, anche se un po’ datata.
Un anziano padre parla con suo figlio e gli confessa di essere, in realtà, sua madre. Si apre la camicia e fa vedere il reggiseno. Il figlio gli risponde a tono: lui non è neanche una persona, ma una marionetta. Questa pubblicità è brutta, disturbante e avvilente. Deride i valori essenziali, i punti di riferimento di base, la famiglia, con il pretesto di offrire “sorprese shock”.
Decisamente senza stile.