Abed Mahfouz abito da sera blu acceso

Abed Mahfouz sfila ad Alta Roma 

Posto D 39. Seconda fila. Una camicia in pizzo carta da zucchero e le mie slippers nere. Una riga di eyeliner e un filo di gloss. 
Tre giri intorno a Via della Conciliazione per trovare parcheggio, e dopo averlo trovato altrettanti giri per trovare il parchimetro. 

Posto D 39. Seconda fila. Una camicia in pizzo carta da zucchero e le mie slippers nere. Una riga di eyeliner e un filo di gloss. 
Tre giri intorno a Via della Conciliazione per trovare parcheggio, e dopo averlo trovato altrettanti giri per trovare il parchimetro. 

Arrivo precisa all’ultimo minuto. Mi siedo e mi preparo. Sì, con la testa e anche con il cuore per quello che mi aspetta.
Abed Mahfouz, che ormai sfila nella kermesse capitolina da 24 edizioni, propone la sua collezione Couture A-I 2013/14.
Libanese di nascita, comincia a disegnare collezioni di alta moda nel 1990 e nel 1999 dà vita alla sua prima sfilata di una linea sposa. 
Dal 2002 si presenta ad Alta Roma Alta Moda con una linea couture che entrerà nel guardaroba di molte star che indosseranno i suoi modelli in occasioni ufficiali.
Trentaquattro i modelli da sera proposti, più l’abito da sposa. In tutto sei colori, uno più bello dell’altro. 
Le atmosfere vintage si fondono alle gemme preziose, i dettagli in oro e i ciondoli scintillanti donano agli abiti un effetto "drama".
Le stoffe sono molto pregiate e anche molto scenografiche: illusion tulle, il crin, il pizzo Chantilly, il filet e il crepe di seta ci portano in un mondo magico fatto di petali di fiori e gazze ladre che vengono attratte da i bagliori delle decorazioni.

La sfilata inizia un colore delicato come il rosa cipria, in un abito così etereo che sembra si muova quasi da solo.
Le scollature profonde, i modelli a sirena molto femminili, enfatizzati dai pizzi trasparenti. 

Si passa a un verde acido forte e deciso, che regala agli abiti un’originalità indiscutibile.

Poi sfilano i modelli in celeste.

Celeste cielo, ma anche mare, il colore dell’acqua, ed è proprio questa materia che sembrano evocare gli abiti indossati dalle modelle, nobilitati dall’utilizzo di crepe di seta e impreziositi da dettagli in oro magnifici.

Poi la musica si interrompe per ripartire insieme alla passerella dei verdi.

Un verde smeraldo che ha la stessa lucentezza della pietra preziosa.
Si passa alla collezione dei bordeaux e subito si è proiettati in un’atmosfera invernale estremamente glamour.
A farla da padrone sono il pizzo e il tulle che rendono questi abiti irresistibili per ognuna di noi, perché si sa: il bordeaux sta bene proprio a tutte.
Per finire, prima della vera ciliegina sulla torta, un tocco di arancio. Giusto per non farci intristire durante l’inverno. 

Poi esce l’abito da sposa, meraviglioso, curato nei dettagli e di grande eleganza, adatto a una principessa.
Tra applausi e pubblico che si alza in piedi, finisce così questa meravigliosa esperienza. 
Grazie a Mahfouz perché  ha regalato istanti di pura emozione, perché dietro alle perline, i fiori, il pizzo e la seta, c’è il gesto creativo di un vero artista.

 

Susanna Tajè
Dal blog Perle e sbalzi di umore